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Ambrì Piotta

L’Ambrì paga il carico di lavoro, biancoblù battuti dal Sonderjyske

AMBRÌ – SONDERJYSKE

2-3

(0-0, 1-2, 1-1)

soder
Reti Ambrì Piotta: Duca, Bastl

Note: EgeTrans Arena, Bietigheim
Penalità: Ambrì 4×2′, Sonderjyske 3×2′

BIETIGHEIM – Confrontato con la quarta partita nel giro di otto giorni, l’Ambrì Piotta ha trasposto tutte le fatiche di questa fase di preparazione nella sconfitta per 3-2 patita per mano dei danesi del Sonderjyske, capaci di approfittare della tanta imprecisione e “pesantezza” dei leventinesi.

Sull’arco di tutto il match i biancoblù hanno infatti faticato parecchio a trovare delle conclusioni pericolose, alternando fasi in cui le buone trame offensive erano caratterizzate dal classico “passaggio di troppo”, ad altre in cui la mancanza di precisione e di timing è andata a creare delle interessanti occasioni per gli avversari.

Al cospetto di una squadra piuttosto modesta come il Sonderjyske – vincitore della passata regular season in Danimarca e finito quarto nei playoff – è andata in scena una partita dal livello e dal ritmo piuttosto basto, che ha sostanzialmente visto l’Ambrì mettere in evidenza le stesse difficoltà palesate contro il Kloten. Le varie uscite dal terzo macchinose, i dischi persi ed i tanti passaggi imprecisi vanno però contestualizzati, ricordando del grande carico di lavoro a cui è sottoposta la squadra in questo periodo.

Qualcosa in più ci si poteva forse attendere, ma le assenze in particolare di Mäenpää e Hall (oltre a Stucki e all’infortunato Bianchi) hanno portato Kossmann a mandare in pista una formazione ancora sperimentale, con quattro blocchi molto bilanciati tra loro e senza una netta distinzione dei compiti. Bastl è stato confermato al centro di Lhotak e Kostner, mentre Emmerton e D’Agostini hanno giostrato ancora con Berthon. Kamber ha diretto Lauper e Guggisberg, anche se la linea più pericolosa è stata quella composta da Monnet, Fuchs e Duca.

In particolare il capitano è stato probabilmente il giocatore ad aver tentato più spesso la conclusione, e proprio suo era stato il gol del provvisorio 1-1, arrivato in shorthand (penalizzato Lhotak) dopo un primo tempo a reti inviolate ed in seguito al vantaggio ospite ottenuto su rebound dopo una quarantina di secondi nel periodo centrale.

In questo senso non semplice valutare la prova di Descloux, battuto da uno sfortunato rimbalzo su un pattino in occasione per 2-1 avversario, ma in generale mai confrontato con un gran numero di tiri. Poco attendibili anche le fasi in powerplay, che nel finale hanno prodotto il gol dell’aggancio sul 3-2 di Bastl, ma che in generale hanno visto in pista complessivamente tre diversi quintetti.

L’assenza di Mäenpää e Hall naturalmente impedisce di schierare quella che sembrava essere una prima linea di powerplay ideale, con quattro stranieri e Guggisberg. Kossmann ha così optato per portare avanti altri esperimenti, unendo Bastl a Emmerton, Guggisberg e D’Agostini, con Jelovac unico difensore. Fuchs, Lhotak, Berthon, Gautschi e Fora rappresentavano invece la seconda unità, mentre c’è stato spazio in superiorità anche per Monnet, Duca, Kamber, Gautschi ed uno a rotazione tra Collenberg e Trunz. Insomma, cantiere aperto.

Il match si è sviluppato con un Ambrì capace di avere spesso il pallino del gioco nei primi 20 minuti, che sono però stati seguiti da una frazione centrale troppo confusa ed imprecisa, in cui i danesi hanno addirittura mostrato le cose migliori in alcune circostanze. I leventinesi hanno alzato il forecheck e cercato di indurre gli avversari agli errori nel terzo tempo, ma nonostante una buona pressione i tiri pericolosi sono arrivati con il contagocce.

Come detto, i biancoblù si trovano in un periodo contraddistinto da un grande carico di lavoro, e la sfida di domenica alle 14:00 (contro la perdente tra Étoile Noir Strasbourg e Bietigheim Steelers) chiuderà il cerchio di un totale di cinque match disputati in soli nove giorni.

L’Ambrì potrà poi ricaricare le batterie per una decina di giorni, prima di quella sfida contro il Rögle del 31 agosto che potrà dare indizi più attendibili.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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