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Ambrì Piotta

L’Ambrì non indietreggia davanti al Kloten, ecco il secondo successo

KLOTEN – AMBRÌ

3-4

(1-3, 2-0, 0-0; 0-1)

Reti: 00’26 Pesonen (Guggisberg) 0-1, 7’23 Berthon (Guggisberg) 0-2, 9’07 Shore (Stoop) 1-2, 11’33 Emmerton (Guggisberg) 1-3, 25’12 Santala (Hollenstein, Sanguinetti) 2-3, 35’47 Grassi (Bieber, Shore) 3-3, 62’57 Pesonen (Mäenpää) 3-4

Note: Swiss Arena, 4’708 spettatori. Arbitri Eichmann, Hebeisen; Fluri, Huguet
Penalità: Kloten 4×2′, Ambrì 6×2′

KLOTEN – Manca ancora la vittoria da tre punti, ma il primo successo stagionale in trasferta dell’Ambrì Piotta – pur arrivato solo all’overtime – rappresenta una sorta di secondo indizio che lascia sperare che il peggio di questo inizio di stagione sia oramai alle spalle, anche se la prova definitiva potrà arrivare solamente grazie ad una vittoria sabato contro il Langnau.

Alla Swiss Arena la squadra di Kossmann ha comunque giocato una partita tutto sommata solida, ma costellata da alcune ingenuità che per poco non portavano alla proverbiale frittata. Ad un primo periodo di ottimo livello era infatti seguito un tempo centrale caratterizzato da tante (troppe) penalità, che il Kloten ha sistematicamente sfruttato arrivando alla seconda pausa sul risultato di 3-3, e con tutte le reti ottenute un powerplay (sì, il 2-3 di Santala è giunto un secondo oltre lo scadere della penalità, ma la sostanza non cambia).

Questa è però l’immagine che viene a galla osservando la partita solamente ad episodi. Complessivamente i leventinesi non hanno infatti mai sbandato realmente, e nei momenti di difficoltà sono stati sorretti da un ottimo Zurkirchen, che specialmente nel secondo tempo ed in alcune frazioni del terzo ha saputo superarsi.

Sul fronte offensivo l’Ambrì il meglio l’ha invece dato in entrata, con un Peter Guggisberg scatenato ed in grado di fornire due assist stupendi a Pesonen e Berthon, che con caparbietà hanno battuto Boltshauser per un rapido doppio vantaggio. Lo stesso ex Kloten ha poi commesso il fallo che ha portato al gol in powerplay di Shore, prima di vincere quell’ingaggio all’11’33 che ha permesso ad Emmerton di infilare da fermo il 3-1. Il quattro volte campione svizzero e poi invero sparito un po’ – complici anche i molti boxplay del periodo centrale – ed è tornato a farsi vedere praticamente solo nell’overtime, quando non ha sfruttato quel disco perso sciaguratamente da Hollenstein a metà pista.

Il killer instinct non è però stata una caratteristica dell’Ambrì di venerdì sera, tant’è che le diverse opportunità per chiudere la partita sono state sistematicamente mancate dai biancoblù, a dire il vero anche un po’ per sfortuna. Si prenda ad esempio il palo di Lhotak colpito nel primo periodo, oppure i due ferri fatti vibrare da D’Agostini e Zgraggen nel finale di terzo tempo… Opportunità che si aggiungono in particolare a quel gol mancato da Berthon negli ultimi minuti, su cui Boltshauser si è superato.

Pur tra alcune difficoltà – l’Ambrì rimane pur sempre l’Ambrì, qualche errore ci sarà sempre – la squadra biancoblù vista all’opera alla Swiss Arena ha comunque evidenziato una maggiore convinzione nei propri mezzi. Si pensi a quanto è successo dopo i gol incassati, frangenti che hanno sempre visto i leventinesi reagire positivamente e senza quella tendenza a “chiudersi a riccio” che in maniera quasi automatica risulta fatale, soprattutto in trasferta.

Si sono inoltre visti meno errori individuali ed in uscita dal terzo, questo nonostante i ticinesi abbiano giocato praticamente tutta la partita con 11 attaccanti, visto il ritorno negli spogliatoi di Lauper dopo un paio di cambi (per lui nulla di grave, stando a LaRegione). Si è mossa bene la prima linea formata da Pesonen, Emmerton e Guggisberg, ma in generale sono stati diversi i giocatori sul fronte offensivo che hanno saputo esprimersi su buoni livelli, approfittando di una minore paura di sbagliare.

Il secondo periodo deve però fungere da campanello d’allarme. Prima di questa sfida l’Ambrì era infatti stata la squadra più disciplinata dell’intero campionato, ma una deviazione dalla retta via della disciplina ha prodotto immediatamente risultati disastrosi. Tre gol incassati tutti in boxplay possono risultare pesantissimi, ancora di più se scaturiscono da falli evitabili – come quello di Kamber prima del gol di Santala – oppure in zone poco calde della pista, come successo per i due minuti rimediati da Guggisberg.

La sensazione finale è però quella che l’Ambrì questi due punti se li sia meritati, e lo ha fatto scrollandosi di dosso anche quello spauracchio rappresentato dall’overtime a 3-contro-3, che sinora aveva prodotto solo insuccessi. Stavolta i biancoblù sono stati bravi ad approfittare dell’errore di Praplan – anche se un attimo prima Guggisberg aveva sprecato quello di Hollestein – ed un contropiede perfetto di Mäenpää e Pesonen ha chiuso i giochi.

In passato l’Ambrì ha dimostrato di essere una squadra che si alimenta di emozioni, emozioni che in questo inizio di campionato sono arrivate con il contagocce. La prima vittoria di martedì ha però cambiato l’atteggiamento della squadra e, pur non cancellando degli errori che in parte sono oggettivamente caratteristica dei singoli, ha permesso di vedere una squadra dal volto diverso.

Sabato sera i biancoblù sono attesi ad un’importante conferma, che dovrà portare alla prima vittoria piena stagionale.

fattore2
ERRORI SÌ, MA CON UN ATTEGGIAMENTO DIVERSO:
I biancoblù non hanno giocato una partita perfetta, ma oggettivamente non lo ha fatto nemmeno il Kloten, e per accorgersene basta andare a rivedere gli errori di posizionamento degli aviatori sulle reti ospiti.

La principale colpa dell’Ambrì è invece stata quella di mettere su un piatto d’argento l’opportunità di girare la partita agli avversari con diverse penalità evitabili, a cui quando ha potuto ha messo una pezza Zurkirchen.

L’atteggiamento della squadra non è però mai cambiato, l’Ambrì non ha mai indietreggiato, e questa è probabilmente la cosa più importante.

highlights

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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