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Ambrì Piotta

L’Ambrì non è ancora al meglio, sesto KO di fila alla Valascia

In un match bruttino il Langnau si impone per 3-2 grazie a tre ripartenze. Debutto per il finlandese Karhunen e ritorno in squadra per Monnet e Pinana

L’Ambrì non è ancora al meglio, sesto KO di fila alla Valascia

AMBRÌ – LANGNAU

2-3

(1-1, 0-1, 1-1)

Reti: 13’48 Gautschi (Müller, Guggisberg) 1-0, 18’41 Gagnon (Thuresson, Lardi) 1-1, 27’45 Neukom (Thuresson) 1-2, 51’15 Gustafsson (Huguenin) 1-3, 52’27 Müller (Kubalik, Fora) 2-3

Note: Valascia, 4’872 spettatori. Arbitri Massy, Prugger; Altmann, Kovacs
Penalità: Ambrì 3×2′, Langnau 4×2′

AMBRÌ – Nonostante la sconfitta, all’uscita degli spogliatoi della Valascia regnava una certa soddisfazione tra staff e giocatori dell’Ambrì Piotta, dopo una prestazione che ha visto la squadra battuta per 3-2 dal Langnau, ed il vantaggio sul fanalino di coda Kloten ridotto a soli tre punti. Quella di sabato sera è stata una partita che ha diviso l’opinione di chi l’ha osservata, ma un eccessivo ottimismo finisce unicamente per nascondere “sotto il tappeto” alcuni aspetti di un match giocato discretamente, ma nulla più.

La squadra di Luca Cereda si è espressa in maniera sicuramente più organizzata rispetto alla disastrosa sera precedente, ma nelle loro corde i leventinesi hanno le risorse per portare sul ghiaccio un livello di intensità ben superiore a quello mostrato contro i tigrotti.

Intendiamoci, non che gli uomini di Ehlers abbiano fatto stravedere e legittimato in maniera particolare la loro vittoria, ma il match della Valascia aveva quel chiaro “retrogusto” di playout creato da un’infinità di liberazioni vietate, errori in impostazioni e lunghe fasi in cui non è successo sostanzialmente nulla.

Eppure i motivi d’interesse erano parecchi, a partire dal debutto del portiere finlandese Tomi Karhunen, il quale si è tutto sommato ben mosso per essere alla sua prima apparizione, compiendo le parate di routine e venendo superato solamente a risultato di tre veloci ribaltamenti di fronte del Langnau.

C’è poi stato il rientro di Thibaut Monnet (oltre a quello di Pinana), che la sua ultima partita con l’Ambrì l’aveva giocata quasi due mesi fa, e che nell’occasione è stato schierato in prima linea e in powerplay, al fianco di un D’Agostini costretto a rivestire il ruolo di centro viste le assenze di Taffe (sovrannumero), Emmerton e Berthon (infortunati). Il numero 7 si è reso protagonista di qualche spunto interessante, ma sull’economia della sfida ha pesato il fallo commesso un po’ ingenuamente a metà terzo tempo, sui cui sviluppi Gustafsson ha ottenuto il gol decisivo.

Schierare D’Agostini al centro è invece apparsa nuovamente come una soluzione poco convincente, sia perché l’Ambrì agli ingaggi rimane una delle peggiori squadre della Lega (22-40 il conteggio sabato sera) e la presenza di un primo centro “vero” è fondamentale, sia perché il canadese lì in mezzo non riesce a giocare sfruttando i suoi punti di forza.

Punti di forza che i biancoblù hanno cercato di far venire a galla sin dal primo tempo, caratterizzato da un generico torpore, ma in cui i biancoblù hanno comunque avuto il merito di avere la maggior parte dell’iniziativa, facendo correre a Ciaccio ben più pericoli rispetto a quelli fronteggiati da Karhunen. È così arrivato il vantaggio di Gautschi, ben servito da un Müller che anche sabato è risultato essere tra i migliori dei suoi, soprattutto in termini di energia.

I biancoblù non sono però riusciti a condurre sino alla pausa il vantaggio, venendo beffati dal gol in shorthand di Gagnon, che ha approfittato del particolare assist di Thuresson, che ha innescato il contropiede del compagno grazie ad un improbabile ma efficace “pallonetto”. La rete a ridosso della sirena non ha fatto bene ai leventinesi, che hanno vissuto una frazione centrale poco ispirata e contraddistinta dalla rete di Neukom, che in entrata dalla panchina dei penalizzati ha punito un Ambrì non completamente “resettatosi” a livello di posizionamento dopo un powerplay.

Ha così fatto seguito un terzo tempo oggettivamente bruttino, in cui l’Ambrì Piotta ha sì cercato di prendere in mano l’iniziativa, confermando però la sua incapacità di dettare per davvero i ritmi di una sfida sviluppatasi con un’andatura meno arrembante di quanto i biancoblù avrebbero voluto. Gustafsson ha così ipotecato la sfida bruciando sulla blu l’intera retroguardia di casa in powerplay, mentre un attimo dopo Müller si è reso protagonista di un pregevole sforzo personale, valso quel 2-3 che si rivelerà essere anche il risultato definitivo.

Poco da segnalare infatti nel finale, quando i biancoblù hanno avuto la ghiotta occasione di giocare in powerplay al 57’21. Né in quella circostanza, né dal momento in cui Karhunen è stato richiamato in panchina per lasciare spazio ad un sesto uomo di movimento, l’Ambrì ha saputo trovare delle trame convincenti.

Il Langnau ha così trovato la sua quarta vittoria consecutiva, mentre la squadra di Cereda è incappata nella sesta sconfitta filata alla Valascia. Se da un lato i risultati del weekend rendono sempre più chiari i contorni del post season, dall’altro la prestazione di sabato rimane complicata da valutare, a maggior ragione se si tiene conto di un lineup inedito in molti aspetti della sua composizione. È però chiaro che l’Ambrì sta attraversando un periodo di avversità, da cui non è ancora uscito completamente.


IL PROTAGONISTA

Marco Müller: Spesso nelle serate storte è uno dei giocatori in grado di uscire dall’anonimato grazie alla sua grande energia, ed anche in una partita “solamente OK” come quella di sabato è risultato il biancoblù più battagliero.

È infatti suo l’assist per il gol di Gautschi in entrata di partita, così come la bella rete che ha ridato ossigeno nel finale ad un Ambrì scivolato in doppio svantaggio.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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