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Ambrì Piotta

L’Ambrì ha gioco ma poco mordente, vince lo Zugo 3-1

I biancoblù non riescono a sfruttare le chance arrivate nel buon inizio di partita e la sfida prende poi una direzione difficile. Si è fatta sentire l’assenza di D’Agostini

(PPR/Alexandra Wey)

L’Ambrì ha gioco ma poco mordente, vince lo Zugo 3-1

ZUGO – AMBRÌ

3-1

(1-0, 1-1, 1-0)

Reti: 19’48 Thorell (Alatalo) 1-0, 27’52 Morant (Albrecht) 2-0, 34’32 Trisconi (Goi) 2-1, 46’05 Klingberg (Hofmann) 3-1

Note: Bossard Arena, 6’886 spettatori. Arbitri Salonen, Hungerbühler; Fuchs, Bürgi
Penalità: Zugo 2×2′, Ambrì 5×2′ + 1×10′

ZUGO – Non è bastata una prova complessivamente buona ed anche piuttosto completa all’Ambrì Piotta per uscire dalla Bossard Arena con un risultato positivo. La squadra di Cereda ha retto bene il confronto con Kovar e compagni, ma l’incapacità di pungere sul fronte offensivo nei frangenti giusti ha impedito ai leventinesi di avere un impatto concreto sulla sfida quando il momentum era dalla loro parte.

Frustrante infatti vedere il primo tempo concludersi con la rete di Thorell a soli 12 secondi dalla sirena, con lo svedese capace di battere Manzato – buona prova la sua – dopo che era stato l’Ambrì a controllare le iniziative per buona parte della frazione iniziale.

(PPR/Alexandra Wey)

A livello di iniziative i biancoblù hanno infatti mostrato ottime cose nell’avvio di gara, rendendosi pericolosi a cadenze regolari grazie ad un forecheck che ha trovato subito efficacia, mentre in retrovia i pericoli sono stati ridotti al minimo.

Per fisico e pattinaggio l’Ambrì si è fatto trovare pronto, mentre ha faticato maggiormente nel tradurre il tutto in concrete opportunità di battere Genoni, spesso ben protetto dai compagni e bravo nel farsi trovare pronto quando i leventinesi hanno avuto le chance più ghiotte.

Sull’altro fronte invece Manzato è rimasto inoperoso per una decina di minuti, con il primo tiro dello Zugo arrivato solamente al 10’06. Il tempismo “da doccia fredda” con cui è caduto il gol di Thorell e la penalità allo scadere rimediata da Dal Pian hanno però dato una scossa importante alla partita, il cui effetto si è sentito praticamente sino a metà del tempo centrale, con l’Ambrì che ha faticato – complici anche un paio di penalità un po’ generose – a ritrovare il filo del discorso.

(PPR/Urs Flueeler)

La squadra di Cereda ha comunque sempre mostrato coraggio e nessuna soggezione del più quotato avversario, anche quando Morant ha trovato il raddoppio al 27’52. Per vedere Genoni in difficoltà si è invece dovuto attendere qualche minuto in più, con Zwerger a sfiorare la rete e poi Trisconi bravo ad insaccare su rebound per l’importante 2-1.

A quel punto l’Ambrì ha iniziato a riprendere ritmo, e nel terzo tempo ha avuto delle buone occasioni per pareggiare soprattutto con Müller e Sabolic, ma la loro mira non è stata delle migliori. Lo sloveno nell’occasione era in pista a sostituire l’ammalato D’Agostini ma, ad eccezione di un paio di chance promettenti, lo si è visto poco.

Il confronto a livello d’impatto con ciò che assicura il canadese è impietoso, ed in vista della partita di sabato contro il Bienne i biancoblù devono sperare di ritrovare il loro top scorer.

Non sfruttate le opportunità in avvio di periodo, Klingberg ha chiuso ogni discorso con un secco tiro dalla media distanza, sinonimo per l’Ambrì della sesta sconfitta nelle ultime sette partite.

La prova di venerdì rimane comunque positiva, e contraddistinta da un buon numero di occasioni da rete che avrebbero anche potuto portare ad un risultato utile. Il tocco finale è però mancato agli ospiti, che dovranno saper mordere con più decisione già da sabato, quando saranno nuovamente in palio punti utili per tenere il passo con una classifica in continuo movimento.


IL PROTAGONISTA

Leonardo Genoni: Il portiere dello Zugo non ha “rubato” la partita per i suoi, ma è stato decisivo nel fermare l’Ambrì nei momenti chiavi della sfida, ovvero annullando l’ottimo primo tempo ospite e poi arginando i tentativi di rimonta quando la partita era sul 2-1.

Con freddezza si è opposto agli attaccanti biancoblù ed ha trasmesso grande calma anche ai suoi compagni di squadra, chiudendo la prova con un totale di 25 parate.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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