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L’Ambrì ha bisogno di un nuovo portiere? Riflessioni e aggiornamenti su Huet
- Pubblicato il: luglio 5, 2012
(wikimedia commons, Y. Leonardi)
L’Ambrì Piotta ha bisogno di un nuovo portiere? Parecchi tifosi biancoblù sono probabilmente combattuti nel porsi questa domanda, con la logica che suggerisce di rispondere “no” – con Schaefer e Croce già sotto contratto, meglio concentrare le (poche) risorse finanziarie altrove – ma con la fantasia che, se alimentata dal nome di Huet, inizia velocemente a galoppare inducendo molti a rispondere con un deciso “sì”.
La verità, come spesso accade, probabilmente sta nel mezzo, con noi osservatori esterni che difficilmente possediamo al momento le conoscenze necessarie per dipingere con sicurezza lo scenario in cui si trova ad operare la dirigenza leventinese. Troppe infatti le variabili in gioco, con salari percepiti e percepibili, clausole contrattuali, budget a disposizione, e altri elementi ancora che influenzeranno delle decisioni di cui attualmente non possiamo immaginare le dinamiche.
Alcuni ragionamenti nel cercare di rispondere alla domanda iniziale, però, possiamo sicuramente farli, partendo da qualche considerazione sulla passata stagione di Nolan Schaefer. Arrivato a campionato iniziato, il 32enne in attesa del passaporto rossocrociato ha indubbiamente mostrato buone cose, tanto da venir schierato sul ghiaccio per 24 volte in regular season (una in meno di Bäumle), con una media di gol subiti a partita di 2.47 ed una percentuale di parate del 90.3%.
Numeri sicuramente buoni e statisticamente superiori a quelli di Bäumle, però offuscati da dalle prestazioni calate con il passare del tempo e successivamente in parte spiegate da una commozione cerebrale subita dal giocatore, sceso così in pista debilitato durante i playout.
Resta dunque da determinare se davvero Schaefer riuscirà a tornare sui buoni livelli mostrati nei primi mesi in biancoblù, durante i quali aveva anche mostrato una leadership sul ghiaccio di cui l’Ambrì ha assoluto bisogno. Vi è poi naturalmente la questione relativa al suo ottenimento del passaporto elvetico, condizione chiave che potrebbe pesare in maniera importante – sia positivamente che negativamente – sul campionato 2012/13 dell’Ambrì Piotta.
(Y. Leonardi)
Porre la propria attenzione su Huet, invece, significa concentrarsi su un portiere che è stato tra i migliori ad essere mai arrivato in Svizzera e che, senza scomodare le statistiche, è con tutte le probabilità superiore a Schaefer. L’ex Gotteron ha nel suo ultimo anno parato il 92% dei tiri scagliati verso la sua porta, subendo 2.12 reti di media a partita (91% e 2.41 nei playoff), laureandosi così miglior portiere della NLA nella seconda statistica.
L’età di 36 anni gli dovrebbe consentire di sfoderare delle prestazioni assolutamente in linea con le esigenze della NLA, senza però pretendere uno stipendio troppo alto. In un’intervista di qualche settimana fa, infatti, il francese ha affermato di “aver già guadagnato abbastanza”, e che dunque non baserà i suoi futuri anni da giocatore su questo aspetto.
Huet – che ricordiamo può giocare con licenza svizzera – ha però ancora nel mirino la NHL dopo essere diventato ufficialmente UFA il 1 luglio, staccandosi finalmente dai vincoli contrattuali con i Chicago Blackhawks (su cui ha pesato nel salary cap per ben 5’625’000 dollari nelle ultime 4 stagioni). Svanita la pista di Philadelphia (che ha rinnovato Leighton per spalleggiare Bryzgalov), i rumors sembravano indicare la sola pista di Los Angeles, squadra campione e che lo aveva drafato al settimo round nel 2001.
Stando però a quanto riportato da Kevin Woodley di InGoal Magazine giovedì (vi lascio i suoi tweet di seguito), pare che Huet possa diventare un giocatore interessante per i New York Islanders (che hanno perso Montoya, passato ai Jets. La squadra di Long Island ha però attualmente già sotto contratto DiPietro e Nabokov) e, soprattutto, per i Vancouver Canucks. Nel caso in cui – come sembra – Luongo dovesse lasciare i canadesi, Huet diventerebbe la scelta ideale: esperienza, prestazioni nella media ed un peso nel cap finalmente accettabile dopo i ridicoli 5.6 milioni di dollari degli anni passati. Huet – riporta il giornalista – era ed è ancora un portiere da NHL, ed ha tutte le intenzioni di dimostrarlo dopo essere stato “escluso” dal giro in seguito alla disavventura passata a Chicago.
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Per Ambrì Piotta e Losanna – queste le pretendenti rossocrociate – ci sarà dunque da aspettare sino all’ultimo. Huet è ancora visto da molti come uno dei pesi morti più clamorosi del mercato NHL degli ultimi anni, ma il suo profilo come riserva potrebbe anche permettergli di tornare nel campionato più bello del mondo in barba a tanti analisti. I contatti con Aeschlimann, d’altronde, sono stati confermati dallo stesso giocatore, che vuole però temporeggiare sino alla fine.
Volendo fare un discorso puramente finanziario, attorno al nome di Huet erano circolate nelle scorse settimane voci riguardanti addirittura di un contratto a partita… Soluzione atipica che sarebbe giustificata unicamente da un bisogno disperato del portiere, di cui si vorrebbero ottenere i servigi senza però avere le risorse finanziarie per ingaggiarlo per un anno intero… Situazione in cui – salute di Schaefer permettendo – l’Ambrì Piotta attualmente non si trova (anche se il timore di giostrare con soli 3 stranieri di movimento c’è sempre…).
Per quanto concerne lo stesso Schaefer, invece, è risaputo che fintanto dovrà essere schierato come straniero, il suo compenso sarà ridotto a poco più di quanto percepiva nella sua ultima stagione in AHL (75’000 dollari stando a capgeek.com), pesando sulle finanze dei leventinesi tanto quanto un normale secondo portiere svizzero. Se il suo passaporto dovesse trasformarsi in rossocrociato, però, ecco che il suo salario triplicherebbe.
Tornando alla domanda iniziale, “l’Ambrì Piotta ha bisogno di un nuovo portiere?”. Beh, di per se no. La rosa da quel punto di vista è completa ed il budget destinato agli estremi difensori, una volta che Schaefer diventerà svizzero, sarà probabilmente in gran parte “consumato”. Certo è che però per i biancoblù aggiungere al loro scacchiere un portiere del calibro di Huet rappresenterebbe fare quel salto di qualità che in Leventina non veniva tentato da anni, sia dal punto di vista sportivo, ma anche e soprattutto a livello d’immagine.
(shayhaas flickr)
I pezzi del puzzle che dovrebbero incastrarsi alla perfezione per vedere Huet con la maglia dell’Ambrì sembrano dunque essere davvero tanti. Da considerare c’è la volontà del giocatore, le decisioni di alcune franchigie NHL, i relativi risvolti finanziari, la reale attrattività di Ambrì, la complicata gestione sportiva conseguente ad un suo eventuale ingaggio ed il peso che si verrebbe poi a creare avendo due portieri potenzialmente titolari sotto contratto (esperienza non troppo felice lo scorso anno).
Personalmente credo però che l’avere Huet sul ghiaccio con la maglia biancoblù rappresenterebbe l’impersonificazione di quella svolta a livello di mercato svizzero che da tempo i tifosi sognano. L’Ambrì non ha bisogno di un nuovo portiere, ma diamine, dovesse trattarsi di Huet, sicuramente varebbe la pena fare tutti quegli sforzi “fuori dall’ordinario” per portarlo alla Valascia. Anche perché, in fondo, nessuno pare accogliere con piacere l’eventualità di schierare solamente tre stranieri di movimento. Il pallino del gioco, però, attualmente è ancora in mano a diverse squadre NHL…
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