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Ambrì Piotta

L’Ambrì è un fuoco di paglia, la reazione solo un’illusione

AMBRÌ – ZSC LIONS

2-4

(0-0, 2-3, 0-1)

Reti: 24’52 Emmerton (Guggisberg, Pesonen) 1-0, 29’52 Hall (Jelovac) 2-0, 33’30 Künzle (Trachsler, Seger) 2-1, 36’41 Thoresen (Baltisberger) 2-2, 39’49 Geering (Schäppi) 2-3, 42’57 Blindenbacher (Wick) 2-4

Note: Valascia, 4’500 spettatori. Arbitri Eichmann, Wirth; Borga, Gurtner
Penalità: Ambrì 4×2′, ZSC Lions 4×2′

AMBRÌ – È stata la serata della resa, quella che ha vissuto venerdì l’Ambrì Piotta. L’ambiente che si percepiva alla Valascia era infatti dimesso, di chi non ci crede più, ed anche sul ghiaccio un’ottima prima fase nel periodo centrale non è bastata a cancellare un’evidente mancanza di convinzione nei propri mezzi da parte dei giocatori biancoblù.

L’impegno oggettivamente non manca, lo volontà di fare bene nemmeno, ma quando ci si ritrova confrontati con avversari che sembrano lontani anni luce in tutti i reparti, il gioco dei leventinesi perde talmente tanto mordente da non essere mai convincente, e finisce per essere timoroso.

Prova ne è che la squadra di Kossmann ha giocato realmente ad hockey quando ha avuto il coraggio di guardare i Lions diritti negli occhi, andando fino in fondo con i propri check, facendo partire qualche slapshot in più e incassando colpi là dove fa male, nel cuore dello slot, magari dopo una bella frenata davanti a Flüeler per ricoprirlo di ghiaccio. Gesti “ruvidi” e che significano tanto, ma che in questa squadra sono diventati oramai una rarità. E con loro si è persa quella spavalderia di chi va in pista per vincere.

Una decina di minuti giocati ad alto ritmo ed in maniera estremamente produttiva – due reti in esattamente cinque minuti – non sono logicamente bastati (e ci mancherebbe!) per piegare i Lions, anche se quella fase di partita avrebbe potuto produrre addirittura altre due reti, che a quel punto avrebbero davvero ipotecato la sfida.

Dopo aver sbloccato il risultato in doppio powerplay, Guggisberg ed Emmerton hanno dialogato ottimamente poco più tardi, ma il canadese in quel caso era stato fermato da un ottimo Flüeler. Un’altra opportunità, stavolta addirittura in boxplay, era capitata a Fuchs, ma il contropiede che sarebbe potuto valere il terzo gol non è andato a buon fine. Nel frattempo Hall aveva insaccato il raddoppio – nuovamente in superiorità numerica – e questo deve far sperare, visto che nelle ultime due sfide i leventinesi hanno messo a segno tre reti in powerplay, dopo che per ottenerne altrettante ci avevano impiegato le prime 20 partite.

L’elemento più importante è però forse un altro, ovvero l’aver ricordato che un gioco più spavaldo e contraddistinto dalla volontà di tentare una giocata in più può costringere gli avversari a commette qualche fallo extra… Questo è un fattore importante, perchè se l’Ambrì è la squadra ad avere il peggior powerplay del campionato, è anche perchè è stata quella a giocare meno situazioni in assoluto in superiorità (solo 63, pur avendo già disputato 22 partite). D’altronde, più in giù dell’ultimo posto non si può andare, ed ora è arrivato il momento di osare qualcosa di più.

Peccato che questo atteggiamento si sia confermato temporaneo. L’Ambrì nel primo tempo aveva infatti subito l’eccezionale velocità e precisione d’esecuzione dello Zurigo, che con i suoi uomini migliori come Wick, Thoresen, Sjögren, Runblad o Blindenbacher avevano lasciato solo le briciole ai padroni di casa… Briciole invero rappresentate da un paio di interessanti occasioni dalle parti di Flüeler, ma la superiorità dello Zurigo era comunque davanti agli occhi di tutti.

Dopo aver evitato di incassare il 3-0, i Lions hanno reagito in maniera veemente, tanto da intontire l’Ambrì con tre reti in rapida successione da cui i biancoblù non si sono più ripresi. Künzle ha riaperto la sfida con un polsino che ha fulminato Zurkirchen, mentre Thoresen in powerplay ha preso in controtempo lo stesso cerbero locale, messo fuori causa da un poke-check mal calcolato.

La rete di Geering a 11 secondi dalla fine del periodo centrale ha poi affossato la squadra di Kossmann, che negli spogliatoi non è riuscita a ricompattarsi ed ha poi subito immediatamente il 4-2 di Blindenbacher. Raramente nel terzo tempo l’Ambrì ha avuto la forza di reagire, ed infatti degli ultimi 17 minuti di gioco c’è davvero poco da raccontare.

Di positivo c’è sicuramente la partita di Emmerton, autore di una prova di sostanza e con quasi il 70% di ingaggi vinti, cifra che ha toccato anche Hall. Fuchs e Lhotak continuano invece ad essere deficitari da questo punto di vista (14% e 23%), ed inoltre il ceco sembra essere lontanissimo dall’entrare finalmente in forma, questo a prescindere dall’arrivo o meno della prima rete stagionale. Sembra invece promettere bene l’intesa tra Emmerton e Guggisberg, anche se in compenso la linea di Fuchs è in netto calando dopo la prima parte di campionato.

Che resti un (grottesco) esperimento lo schieramento di Kamber in difesa, anche e soprattutto perchè fa specie vedere un difensore tanto apprezzato in passato come Sven Berger essere messo in coppia con lui. Continua inoltre a non convincere D’Agostini, anche se venerdì è stato autore di ben sette tiri in porta – nessuno, Lions compresi, ha tirato più di lui – ma il livello che ci si attende da lui è un altro, anche se alla soglia di metà campionato si ha ragione di temere che non lo raggiungerà mai.

Insomma, questo Ambrì rimane troppo incompleto, fragile e discontinuo per essere davvero competitivo, e di conseguenza la trasferta di sabato a Davos appare subito come una montagna impossibile da scalare. I biancoblù mostrano progressi con il contagocce, ed il rischio è che presto la motivazione vada a cadere. Non si è nemmeno a metà novembre, ma la realtà è che la linea dei playoff è già un miraggio.

fattore2L’AMBRÌ È UN FUOCO DI PAGLIA: Ha giocato un gran bell’hockey l’Ambrì Piotta, ma lo ha fatto per una decina di minuti, ottenendo a dire il vero un buon risultato dalla sua miglior fase della sfida.

Due gol in powerplay, almeno un paio di altre grandi occasioni per segnare, ed in generale un ritmo ed atteggiamento degno della capolista Zurigo sono infatti riusciti a scuotere una gelida Valascia, ed hanno mostrato uno scorcio di luce da apprezzare.

Purtroppo la squadra di Kossmann non ha saputo mantenere questo ritmo per un pericolo prolungato, e per i restanti 45 minuti o giù di lì non ha potuto fare altro che inchinarsi alla superiorità dei Lions, che si evidenziava ad ogni trama di gioco.

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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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