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Ambrì Piotta

L’Ambrì è indomabile e in rimonta torna alla vittoria a Friborgo

PARTITA PRESENTATA DA

FRIBORGO – La cura Pelletier continua a dare i suoi frutti, con l’Ambrì che a Friborgo è riuscito a tornare alla vittoria al termine di un incontro che definire rocambolesco è riduttivo. Il 3-2 con cui i leventinesi hanno sfatato il tabù che li vedeva mai a punti al di fuori delle mura della Valascia è frutto di grande cuore e impegno ed è giunto grazie ad un’altra rimonta.

Subita la sfuriata iniziale dei dragoni, i biancoblù hanno preso le redini dell’incontro mettendo in mostra vistosi miglioramenti sul piano mentale e del gioco. Nonostante qualche disattenzione di troppo in difesa ed in fase di costruzione, soprattutto quando si trattava di fare il primo passaggio, gli uomini dell’ex coach friburghese hanno dato prova di essere capaci di giocare un gran bell’hockey.

Veloci passagi, ripartenze scoppiettanti e spettacolari azioni corali sono state più volte esibite dai ringalluzziti giocatori ticinesi, che hanno però sprecato molto e sono stati beffati dal punto di Hasani. Il 2-0 in entrata di terzo periodo sembrava aver messo la parola fine su questo incontro, pronto ad essere catalogato come l’ennesima sconfitta onorevole.

(A. Branca)

Ed invece, guidati da un grande cuore e da tanta voglia di tornare a fare bene, Duca e compagni hanno continuato a spingere ed a macinare gioco, trovando con Mattia Bianchi il meritato punto del 2-1. Per l’apoteosi si è però dovuto attendere il finale, quando una splendida deviazione di Pestoni ha riportato in equilibrio il risultato a 3 decimi dal termine. Il supplementare è poi rimasto a reti inviolate e l’incontro è scivolato così ai rigori, dove è accaduto di tutto e di più.

Il primo rigore dei padroni di casa, tirato dal casco giallo Jeannin, sembrava essere stato parato da Schaefer ma, dopo aver controllato il video, l’arbitro Eichmann l’ha considerato valido creando perlomeno delle perplessità. In occasione del secondo rigore, di cui si è occupato Sprunger, il direttore di gara ha contestato al cerbero biancoblù di essersi mosso troppo in anticipo e, dopo aver fallito il suo primo tentativo, il cannoniere svizzero si è quindi visto regalare una seconda possibilità. Questo ha fatto letteralmente infuriare Schaefer, che dopo reiterate proteste si è fatto espellere, cedendo dunque la porta al diciassettenne Igor Lucchinetti.

(K. Cescotta)

Sotto due a zero e con tra i pali il portiere di riserva degli Juniori Elite: tutto finito? Evidentemente no, perché questo Ambrì ha tanta voglia di riscattarsi e succede così che Williams, Mieville e Park mettano tutti a segno dei rigori da manuale e l’eroe di giornata Lucchinetti si regali il lusso di dire no a star del calibro di Bykov e Gamache, regalando ai suoi un’insperata vittoria.

Al di fuori del risultato positivo, questa partita non può che ridare fiducia a tutti i tifosi leventinesi. La squadra vista nelle ultime due uscite è irriconoscibile rispetto a quella di inizio campionato e buona parte di questo merito va al nuovo arrivato Pelletier, che pare sia riuscito nel difficile compito di agire sul mentale della formazione, dando fiducia al collettivo ed invitandolo ad esprimere il suo vero potenziale. Gli schemi sono ancora a tratti confusi, ma quello di cui questa squadra aveva davvero bisogno era un cambiamento ed a livello psicologico stiamo vedendo quello che un gran motivatore come l’allenatore svizzero-canadese può fare.

(A. Branca)

In questo senso sono esemplari i casi di Duca e Kutlak, che non sembrano nemmeno lontani parenti dei giocatori svogliati e poco convincenti a cui ci eravamo ahime abituati e che in questa occasione hanno orgogliosamente tirato il carro. Anche Lakhmatov ha lottato per la squadra, completando con grande qualità la linea degli stranieri (anch’essi in evidente crescita) e sacrificandosi per i compagni.

Da registrare sono sicuramente i meccanismi difensivi, ma i miglioramenti generali visti in queste prime due uscite fanno sicuramente ben sperare per il futuro. Non bisogna fare ora l’errore di pensare che le vittorie fioccheranno una dopo l’altra e che si viaggerà spediti, ma se non altro si potranno affrontare le prossime partite con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque e non con l’errata convinzione che questa formazione meriti l’ultimo posto.

La sfida casalinga contro i forti ZSC Lions potrà fornire delle nuove risposte in questo senso, ma il morale al momento è sicuramente molto alto ed il colpaccio potrebbe facilmente essere dietro l’angolo.

Questa squadra vive di emozioni e partite come quella con il Friborgo ne regalano a bizzeffe, per la gioa della fedelissima tifoseria. Questo non è sicuramente un punto d’arrivo, ma rimettere sul ghiaccio tutta questa passione è un importante base su cui costruire il futuro.

Reto è uno studente in economia e grande appassionato di hockey a 360 gradi, si occupa delle partite dei biancoblù e della sezione dedicata alla Nazionale.

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