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Ambrì Piotta

L’Ambrì chiude il preseason con una vittoria dai tanti spunti

garage

ambri
AMBRÌ – BANSKA BYSTRICA

3-2

(1-1, 0-1, 1-0; 1-0)

banska
Reti: 0’38 Kudrna (Nicastro) 0-1, 4’55 Dostoinov (Duca, Hall) 1-1, 35’46 Bambuch, 44’36 Pestoni (Birbaum, Aucoin) 2-2, 60’40 Birbaum (Hall) 3-2

Penalità: Ambrì 2×2′, Banska Bystrica 5×2′

BELLINZONA – L’Ambrì Piotta ha concluso la sua fase di avvicinamento al campionato vincendo l’ultima amichevole in programma per 3-2 all’overtime nei confronti degli slovacchi del Banska Bystrica, portando così a sei le vittorie ottenute su un totale di nove incontri disputati.

Al Centro Sportivo di Bellinzona i biancoblù si sono presentati in pista con Zurkirchen tra i pali e con una formazione che è apparsa in parte ancora sperimentale, questo in seguito anche alle assenze forzate di O’Byrne (problemi alla schiena di lieve entità), Grassi, Lüthi e Stucki, a cui si è aggiunto anche Grieder.

Pelletier ha così optato per confermare il primo blocco offensivo – che verosimilmente resterà tale anche per le prime uscite di campionato – con Aucoin al centro di Pestoni e Giroux, mentre i centri della seconda e terza linea sono stati invertiti. Schlagenhauf ha infatti diretto le manovre tra Dostoinov e Steiner, mentre Hall è stato impiegato con Duca e Bianchi. La quarta linea è invece stata formata da Lauper e dai giovani Lhotak e Fuchs.

Considerate dunque queste premesse, era comprensibile attendersi un Ambrì tutt’altro che registrato alla perfezione, con alcune difficoltà evidenziate soprattutto nella prima parte di gara. Nei primi 20 minuti di gioco si sono fatti preferire gli ospiti, capaci di trovare la rete dopo soli 38 secondi – in seguito anche ad uno strano rimbalzo sulla balaustra di fondo – e per il resto del tempo abili nello sfruttare le incertezze dei leventinesi.

Con il passare dei minuti, però, i biancoblù hanno preso confidenza e, pareggiato il conto piuttosto velocemente con Dostoinov, nel corso del secondo tempo hanno iniziato a macinare gioco con un buon ritmo, questo nonostante spesso alla manovra mancasse il tocco finale del tiro in porta. Contro l’andamento del gioco, al 35’46, è però arrivato il 2-1 del Banska Bystrica per mano di Lukas Bambuch, giunto quasi a punire le tre superiorità numeriche non sfruttate dall’Ambrì nel periodo centrale.

Sul powerplay vale sicuramente la pena spendere qualche parola. In generale la possibilità di avere in squadra Hall e un secondo centro come Schlagenhauf permette all’Ambrì di poter impostare le due linee di superiorità in maniera sicuramente interessante, con due elementi in grado di garantire uno screen efficace nello slot, sia grazie ad una buona forza fisica che per delle ottime capacità di deviare il puck o sfruttare i rebound.

Nell’occasione qualche imprecisione di troppo ha minato le manovre degli special teams biancoblù, con i giocatori in pista che hanno lasciato intendere come le idee di gioco sulla carta siano interessanti, ma hanno altresì evidenziato la necessità di fare ancora un po’ di pratica nell’esercizio.

La rete in powerplay è comunque stata rimandata solamente di qualche minuto, visto che nelle prime battute del terzo periodo un tiro di Birbaum dalla blu è stato deviato sul suo percorso da Pestoni, riportando la sfida in parità. Il difensore ex Friborgo è stato nell’occasione – ma in generale in questo preseasonuno degli elementi più intriganti della retroguardia leventinese, evidenziando la capacità di far arrivare un grande numero di dischi velenosi sul portiere avversario, sopperendo così in parte da questo punto di vista alla partenza di Noreau.

In attacco non si può invece non sottolineare la prova del giovane Jason Fuchs, il quale ha mostrato alcune giocate davvero pregevoli ed in generale si è distinto per velocità, tecnica e determinazione… Oltre che per uno spirito battagliero che, nonostante la stazza, sicuramente non gli manca. Tra i migliori in assoluto anche Dostoinov, già passato da acquisto promettente ad elemento centrale di questo Ambrì, che in lui ha trovato una pericolosa arma in più con cui scardinare le difese avversarie.

Meritevole di una nota di merito anche la prestazione di Inti Pestoni, il quale ha probabilmente deviato anche il game winning goal che a referto è stato assegnato a Birbaum dopo 40 secondi di overtime. Il numero 18 ha unito la sua solita tecnica ad una grande determinazione nel lottare su ogni disco, fattore che lo rende un giocatore molto simile al compagno di linea Aucoin, anche lui veloce, preciso e spiccatamente battagliero.

In ombra invece Alexandre Giroux, che non ha ricevuto sul suo bastone molti dischi invitanti. Il pubblico e gli addetti ai lavori stanno infine imparando a conoscere Adam Hall, poco spettacolare ma grande lavoratore e capace di vincere una quantità industriale di ingaggi.

L’ex Philadelphia Flyers è il classico “big body” per il quale nessun disco è mai perso, ed anche venerdì sera ha svolto un lavoro prezioso su entrambi i fronti della pista. L’impressione è che la sua efficacia dipenda molto da quella del resto della squadra, con Hall che è capace di creare spazi e sfinire gli avversari, così da permettere ai compagni di capitalizzare il suo lavoro.

In generale, dopo nove partite giocate, questo Ambrì appare costruito secondo una precisa filosofia e nell’ottima di applicare un determinato sistema di gioco, sistema che ha bisogno ancora di un po’ di tempo per funzionare ad un buon regime. Nella prima fase di incontro i biancoblù hanno infatti evidenziato problemi in impostazione e – soprattutto – nell’uscita dal terzo, momenti di gioco importanti che andranno registrati a breve. Buona sembra invece essere la forma fisica e la resistenza del gruppo.

Questa squadra avrà poi molto da guadagnare dal rientro di Grassi, che permetterà l’assestarsi dei blocchi offensivi. O’Byrne dovrebbe tornare da venerdì prossimo a rinforzare la difesa dopo tre partite consecutive di stop, “scalzando” così Bonnet dalla lista dei difensori titolari, in questa amichevole ancora 8 ma che potrebbero diventare 7 nell’immediato futuro.

Ciò che andava fatto in questo preseason è comunque stato in buona parte raggiunto, ed ora è tempo di fare sul serio. Le varie sbavature che ancora si evidenziano nel gioco potranno sicuramente essere sistemate anche grazie alla motivazione data dai tre punti in palio ad ogni match, che spesso risulta essere la panacea di molti mali.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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