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Mondiali 2019

La Svizzera usa subito il pugno duro, contro l’Italia finisce 9-0

Miglior esordio non ci si poteva aspettare, rossocrociati subito a razzo contro degli azzurri troppo fragili. Tripletta per Fiala, in rete anche il bianconero Loeffel

La Svizzera usa subito il pugno duro, contro l’Italia finisce 9-0

SVIZZERA – ITALIA

9-0

(4-0, 2-0, 3-0)

Reti: 1’17 Fiala (Josi) 1-0, 7’24 Hofmann (Genazzi, Kurashev) 2-0, 10’06 Martschini (Frick) 3-0, 19’54 Praplan (Ambühl, Fiala) 4-0, 21’36 Moser (Ambühl, Janis Moser) 5-0, 23’32 Fiala (Hischier) 6-0, 41’14 Fiala (Hischier, Praplan) 7-0, 46’55 Loeffel (Rod) 8-0, 49’43 Hischier (Praplan) 9-0

Note: Bratislava, 8’463 spettatori. Arbitri
Penalità: Svizzera 1×2′, Italia 4×2′

BRATISLAVA – Senza storia. L’esordio elvetico ai Mondiali slovacchi si è trasformato in una festa del gol per i rossocrociati e di conseguenza in una disfatta clamorosa per la nazionale azzurra dei “ticinesi” Morini e Kostner.

Ci si aspettava che il divario tra Svizzera e Italia fosse importante ma non ci si attendeva certo di vedere un risultato del genere tra tabellino e gioco (61 tiri di marca svizzera…) e soprattutto in quelle partite d’esordio che spesso hanno lasciato qualche trabocchetto per i nostri.

Stavolta però la Svizzera ha fatto ciò che ci si aspettava, anche se leggere i contenuti di una partita del genere risulta parecchio difficile. Lanciati dal primo dei tre gol di Fiala dopo soli 1’17, con l’intero sistema difensivo italiano tagliato fuori da una semplicissima verticale, i ragazzi di Patrick Fischer non hanno mollato la presa capendo che facendo subito divario il resto della partita si sarebbe potuto trasformare in una sorta di partita di preparazione.

Senza nemmeno forzare la mano fino in fondo gli elvetici hanno continuato a mettere in grosse difficoltà gli avversari non solo grazie al divario generale tra le due squadre, ma anche sfruttando le grosse lacune italiche. Fuori posizione su quasi ogni ripartenza e cambi bucati in maniera clamorosa, l’Italia ha spianato la strada soprattutto a un primo blocco svizzero che ha fatto il bello e il cattivo tempo, dando l’impressione quando decideva di accelerare di essere al Luna Park.

Cambi di posizione rapidi, sovrapposizioni e tagli in verticale hanno letteralmente fatto girare la testa all’impianto difensivo dell’Italia, mai in grado di trovare contromisure contro una Svizzera che offensivamente aveva invece molteplici soluzioni per scardinare il fragile fortino avversario.

Partita in fondo terminata dopo il 3-0 di Martschini al 10′, il resto è stato tutto estetismo e prova degli schemi. Qualche difetto già contro gli uomini di Beddoes lo si è notato nella costruzione del power play, in particolare quando i vari Josi e Loeffel provavano gli affondi perdendo però “l’aggancio” in copertura, fortuna vuole che è bastato forzare il backcheck per impedire troppe velleità.

Qualche buona occasione l’Italia se l’è pure creata, ma pochissime con il risultato ancora stretto e qualcun’altra con la partita ormai agli archivi da un pezzo, permettendo perlomeno a Berra di saggiare qualche disco un po’ più caldo di quando in quando.

Per il resto c’è poco da riuscire ad analizzare, tanto era il divario sul ghiaccio, con il solo Morini per un tempo in grado di giocare alla pari in molti contesti, poi il bianconero ha dovuto dare forfait verosimilmente dopo un check di Yannick Weber.

Ottime le indicazioni sull’intesa soprattutto in chiave offensiva, ma bene anche che la Svizzera non abbia avuto “pietà” nel terminare l’avversario per non prendere rischi inutili.

Da domenica il livello salirà di un qualche scalino, la Lettonia sarà un buon test e soprattutto un’altra partita da posta piena per proseguire il girone con tranquillità. Ma attenzione, già contro i baltici ci sarà da aspettarsi ben altra resistenza.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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