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Mondiali 2018

La sveglia suona tardi, Svizzera sconfitta dalla Svezia

I rossocrociati reagiscono nel terzo tempo, ma la rimonta non riesce. Buon esordio di Fiala e Josi, in crescita col passare dei minuti, incertezze per Genoni

La sveglia suona tardi, Svizzera sconfitta dalla Svezia

SVIZZERA – SVEZIA

3-5

(0-2, 1-1, 2-2)

Reti: 5’24 Klingberg (Zibanejad, Ekman-Larsson) 0-1, 9’18 Hörnqvist (Pettersson, Backlund) 0-2, 21’14 Backlund (Lindholm) 0-3, 38’32 Untersander (Corvi) 1-3, 44’26 Diaz (Fiala, Andrighetto) 2-3, 52’59 Larsson (Backlund) 2-4, 56’42 Pääjärvi (Backlund) 2-5, 59’17 Kukan (Untersander) 3-5

Note: Royal Arena, 12’255 spettatori. Arbitri Jerabek, Rantala; Otmakhov, Sormunen
Penalità: Svizzera 3×2′, Svezia 4×2′

COPENHAGEN – Alla Svizzera non è riuscita nemmeno contro la Svezia l’impresa di battere una delle big del proprio girone (nonché assieme alla Russia tra le favorite alla vittoria finale) e i rossocrociati sono dovuti uscire di nuovo con una pacca sulla spalla.

Stavolta, rispetto alla sfida di sabato con i russi, i rossocrociari non hanno mostrato per molto tempo quel temperamento coraggioso e autoritario messo in pista per almeno 30 minuti contro Datsyuk e compagni, ma per due tempi abbondanti gli uomini di Fischer hanno subito il dominio delle Tre Corone, senza mai colpo ferire.

Poca fisicità “intimidatoria”, troppi spazi concessi ai velocissimi attaccanti svedesi, troppo timore di fronte a una nazionale infarcita di talento ma sicuramente non così fuori portata per la Svizzera da non sperare di andare almeno a punti.

Invece per i primi due tempi i ragazzi di Fischer hanno lasciato che Elias Pettersson e compagni facessero il brutto e il cattivo tempo, sperando forse che i soli Josi e Fiala (atterrati domenica in Danimarca) potessero subito fare la differenza.

Questa incapacità di dare energia e convinzione alla propria manovra ha bloccato gli svizzeri che, aldilà di qualche spunto dei più ispirati – gli NHLers, appunto – non ha fatto altro che guardare l’avversario giocare.

Poi, un po’ come successo contro la Russia, la sveglia improvvisa. Una rete di Untersander verso la seconda sirena ha come svegliato gli elvetici, a quel punto sotto 1-3, con qualche incertezza di troppo pure di un “legnoso” Genoni e la rimonta improvvisamente non è sembrata così impossibile.

Dopo aver tirato la miseria di 9 volte in 40 minuti contro Nilsson, la Svizzera ha iniziato finalmente a sfoderare le sue armi – che non sono indifferenti – e sotto la spinta di un Fiala in crescita esponenziale e tra i pochi a saper portare il disco tra le linee così come Josi, si è fatto paura alla Svezia per qualche minuto, il tempo di segnare il 2-3 con Diaz.

Di nuovo il gol dell’aggancio ha dato speranze svanite in fretta, dopo il 2-4 di Larsson otto minuti dopo, ma l’atteggiamento di squadra e staff tecnico nel tentare il tutto per tutto togliendo pure Genoni in power play ha perlomeno detto che l’attitudine ritrovata è quella giusta.

Puramente estetici i gol che hanno sancito il 3-5 finale, ma i rimpianti per la Svizzera sono ancora tanti, con l’atteggiamento giusto per 60 minuti chissà che le cose non potessero andare diversamente.

Ora contro la Francia non bisognerà commettere l’errore di sottovalutare l’avversario, cosa già fatta svariate volte contro Da Costa e compagni, la vittoria convincente e da tre punti è imperativa per lanciarsi verso i quarti di finale. E con questa squadra (8 giocatori dalla NHL, è record) e l’atteggiamento giusto, sperare in qualcosa di più dei quarti di finale e giustificato.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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