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Lugano

La reazione del Lugano passa da Ginevra, battuta la capolista

GINEVRA – Ciò che si chiedeva al Lugano dopo la sonora sconfitta patita sul ghiaccio di casa ad opera dello ZSC Lions, era chiaro: reagire. Non solo possibilmente portando a casa dei punti, ma anche e soprattutto a livello di concentrazione, continuità e carattere. Anche a Huras, dopo gli inutili rimescolamenti delle linee, era lecito chiedere un segnale, che perlomeno dicesse che il coach ha le idee in chiaro nonostante il momento difficile a livello di assenti e cali di forma che sta attraversando il gruppo bianconero. Ebbene, tutta la squadra ha fornito una risposta chiara, andando a imporsi meritatamente sul ghiaccio della capolista, che pur non se la stia passando bene a causa delle recenti defezioni di Almond, Dan Fritsche e Couture (definitiva per il canadese?) è pur sempre la capolista e dispone di un organico di prim’ordine.

Il compito del Lugano non è apparso facile, anzi, dopo la secca sconfitta di venerdì molti timori si sono fatti strada nell’ambiente bianconero e l’incredibile e sfortunatissimo infortunio di Manzato non ha fatto altro che rischiare di mandare nello sconforto una squadra che contava già altre otto importanti assenze – Ruefenacht, Heikkinen, Hirschi, Fazzini, Domenichelli, Blatter, Brady Murray e Morant – e ha fatto balenare la pericolosa idea di anticipare il rientro di qualche infortunato.

 (A. Branca)

Sin da subito si è capito che il Lugano aveva intenzione di giocare un’altra partita rispetto alla precedente, e anche se gli uomini di Huras palesano ancora parecchi problemi nel capitolo “power play” e al paragrafo “precisione sotto porta”, il gruppo si è dimostrato compatto e ha condotto una gara intelligente, prudente e pulita in copertura quanto pericolosa nelle veloci ripartenze o nelle azioni che puntualmente sono partite da dietro la gabbia di Stephan grazie ai molti dischi recuperati da Bergeron e compagni.

L’ennesimo rimescolamento delle linee offensive apportato da Huras si è rivelato stavolta pagante – o perlomeno non dannoso, secondo i punti di vista – e la buona intesa mostrata da Reuille, Kamber e Di Pietro fa ben sperare nell’attesa che rientrino altri uomini dall’infermeria. Come detto, il power play ha fatto completamente cilecca anche a Ginevra – anche se è stata una bella gara con il Servette per il peggior special team della serata…- e qui si attendono i rientri di Heikkinen e Ruefenacht per sperare di rivedere delle superiorità numeriche fruttuose.

(A. Branca)

Merito del Lugano è stato quello di proteggere Flueckiger dalle folate offensive portate da Romy e Fata, i più pericolosi sul fronte di casa, ma il successo è stato costruito mantenendo la calma e andando avanti con grande pazienza e caparbietà anche dopo il pareggio di Picard, caduto nel miglior momento dei bianconeri a causa di un cambio scorretto, e che avrebbe potuto dare una forte bastonata al morale di Vauclair e compagni. La gestione della partita negli ultimi minuti è stata tatticamente perfetta, e ha addirittura permesso di allungare fin sul 5 a 1, pareggiando il computo delle reti del week end.

Grande protagonista della vittoria, neanche a dirlo è stato Glen Metropolit, portatore di classe sopraffina e vero spettacolo col disco sul bastone. Oltre al gol del decisivo vantaggio e allo splendido assist per Vauclair, il canadese ha dato continui spunti offensivi alla squadra risultando preziosissimo anche in box play vincendo molti ingaggi. Il suo compagno di linea Bergeron ha probabilmente recuperato più dischi lui lungo le assi di tutto il Ginevra messo assieme, e l’imprevedibilità del centro dei Bruins risulta spesso letale, anche se non sembra in un momento di particolare forma fisica.

(L. Pedroni)

Nota di merito per la linea di Kamber, Reuille e Di Pietro, continuamente pericolosa e ben assortita, anche se solo provvisoria. La visione di gioco e le mani del 43enne svizzero-canadese sono sempre buone, nonostante il fiato sia chiaramente più corto di qualche anno fa, ed è comunque riuscito a mettere lo zampino in due reti ospiti. Nelle retrovie ottima partita di Nodari, pulito e tempestivo negli interventi difensivi, non ha disdegnato alcune puntate offensive. Fosse più regolare nel rendimento sarebbe davvero un ottimo elemento.

Vittoria quasi insperata anche dal punto di vista del risultato, viste le premesse, e pura boccata d’ossigeno per i bianconeri, che oltre ad aver seppure solo leggermente allungato sulla linea, tornano dalle Vernets con la consapevolezza di essere un’ottima squadra nonostante le assenze e i problemi di gioco. E sarà compito di Huras inculcare queste convinzioni nelle teste dei suoi giocatori, per cercare di evitare certi scivoloni ultimamente troppo frequenti.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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