HeShootsHeScoores

La rara capacità di attirare l’attenzione dell’Hockey Club Lugano

DSC_4699(© A. Branca)

LUGANO – Che non ci possano essere primavere tranquille, per l’Hockey Club Lugano, è palese ormai da parecchie stagioni, ma va pur detto che ultimamente anche tra gli addetti ai lavori non è che si faccia molto per cambiare questo andazzo fatto di tensioni, di parole pesanti e di accuse a destra e a manca.

Ad accendere la miccia era stata sin da subito Vicky Mantegazza, con un’intervista piuttosto stizzita nei corridoi della Bossard Arena, per poi continuare sulle pagine di giornali e portali internet, e mi si permetta di dire che un po’ di ineleganza c’è stata, perlomeno dal lato della tempistica e dai termini usati a caldo. Questo nonostante abbia chiarito lei stessa che le valutazioni e le eventuali decisioni sarebbero state prese a freddo, dopo qualche settimana passata tra colloqui individuali e di gruppo che avrebbero toccato ogni persona legata alla prima squadra.

Ma allora mi chiedo: non era magari il caso di attendere queste settimane per rilasciare certe dichiarazioni di insoddisfazione e critica – sicuramente legittime, ma forse troppo invasive in quei momenti – invece di andare ad aprire l’ennesima “bomba” che fa solamente male al movimento bianconero? Forse in questo caso la figura principale della società avrebbe dovuto scrollarsi di dosso quei panni da tifosa che ancora troppe volte la tradiscono in dichiarazioni pubbliche, rischiando non solo di destabilizzare l’ambiente ma anche di aprire casi destinati a ampliarsi a dismisura.

Le dichiarazioni rilasciate sui rischi che passa soprattutto Huras sono diventate carne fresca per sciacalli e non hanno fatto che alimentare la voglia di aprire veri e propri “bombardamenti” verso la figura di un coach che alla fine si è rivelato ancora una volta più discreto e professionale nelle sue poche dichiarazioni, volendo attendere anche lui l’esito delle famose riunioni.

DSC_5170(© A. Branca)

In evidenza sono passate le interviste a diversi ormai ex giocatori del Lugano, che hanno atteso propiziamente di essere slegati da ogni vincolo per accusare il proprio ex coach. Ma se c’erano tutti questi problemi, perché aspettare di andare via dalla Resega per lanciare queste decisamente poco eleganti accuse personali? Non si vuole mettere in dubbio la durezza e la testardaggine del coach, ma perché parlare solo ora? Oppure qualcuno ha approfittato di queste “soffiate” per alimentare fuochi incontrollati e convenienti solo a chi gli getta benzina sopra?

Perché nelle ultime settimane di interviste e trasmissioni accusatorie e simili a inquisizioni ne sono passate parecchie, e purtroppo, vedendo i tempi e modi delle stesse sembra che si penda sempre più verso un sistema giornalo-scandalistico tipico di alcune testate della vicina penisola.

In queste righe per una volta non voglio giudicare il lavoro di Huras o di Habisreutinger, ma semplicemente constatare che se a livello sportivo si può perlomeno discutere sulla riuscita o meno di una stagione, dalla parte della comunicazione, della sua tempistica e della “segretezza”, a Lugano si è fatto un grosso e brutto passo indietro. Se chi di dovere ha voluto – e dico: giustamente – mettere sotto la lente l’operato della squadra, del coach e del direttore sportivo, allora bisogna però mettere a fuoco anche quello di chi è tenuto, volente o nolente a lasciar raffreddare tempi e menti prima di scatenare dei putiferi che fanno sorridere solo la carta stampata.

Già, perché tra i tifosi, che rimanga o no Huras, il sentimento è che un simile putiferio e polemica stile calcio italiano, non abbia fatto altro che danneggiare l’immagine della società e di chi la dirige, perché se esonero deve essere, allora che lo si faccia con testa e con il rispetto delle persone e delle loro opinioni.

I tifosi bianconeri – me compreso – hanno salutato entusiasticamente l’approdo alla cima del club di Vicky Mantegazza, perché quel che è certo è che la buona volontà di agire sempre e comunque in favore del Lugano non manca assolutamente, ma quel che è raro – a mio parere personale – è un pizzico di eleganza e tempistica nelle dichiarazioni, soprattutto in quegli argomenti delicati che devono per forza essere tenuti entro le mura della Resega finché non si avrà una soluzione.


Alessandro Zacchetti

Alessandro cura settimanalmente le rubriche relative all'HC Lugano, squadra di cui è un grande sostenitore, e le leghe europee.