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Interviste

Kapanen: “Non rispettiamo il gioco, facciamo male a noi stessi con pessime decisioni”

Il coach non usa mezzi termini: “Per fortuna non giocheremo sino al prossimo weekend. Ci ostiniamo a cercare giocate anche quando non c’è la possibilità, crediamo di essere più talentuosi di quanto non siamo realmente”

AMBRÌ – Il Lugano è confuso, per molti aspetti anche in maniera impressionante, e al termine del derby della Valascia coach Sami Kapanen non ha nascosto la sua preoccupazione per una squadra che non è ancora sulla via giusta per scrollarsi di dosso sin troppi problemi.

“In questo momento semplicemente stiamo facendo male a noi stessi. Non rispettiamo il gioco e non applichiamo il sistema per 60 minuti, anche nel derby ci siamo ostinati a voler creare delle giocate offensive quando era chiaro che non ce ne fosse l’opportunità”, ha commentato l’allenatore finlandese.

“Abbiamo discusso delle brutte condizioni del ghiaccio, dunque volevamo giocare semplice e mandare il disco in profondità, ma non l’abbiamo fatto… A meno che non iniziamo a rispettare il gioco e tutti inizino a sposare il sistema che ci ha permesso di avere successo ad inizio stagione, non potremo migliorare”.

Quali sono gli aspetti che ti preoccupano di più in questo momento?
“Naturalmente la striscia di sconfitte ha intaccato la nostra fiducia. Quando riusciamo a segnare abbiamo sempre la sensazione di poter fare qualche gol in più, ma commettiamo l’errore di credere di essere più talentuosi di quanto non siamo realmente. Vedo delle difficoltà nel capire quale siano le giuste decisioni da prendere, sono aspetti mentali che ci puniscono quando forziamo delle giocate. In occasione di tutti i gol subiti abbiamo commesso dei gravi errori, c’è un problema a livello di approccio”.

C’è tanto su cui lavorare, dunque…
“Fortunatamente non giocheremo sino al prossimo weekend, dunque la prima parte della settimana sarà dedicata a far capire ai nostri giocatori come rispettare il gioco e come giocare in maniera semplice”.

Nel terzo tempo è comunque emersa una netta differenza tra la vostra attitudine e quella avversaria…
“C’è sicuramente una mancanza di disperazione… L’Ambrì ha voluto di più la vittoria, e alla fine ha saputo sfruttare il fatto di avere una squadra più fresca, mentre noi abbiamo mancato le nostre occasioni in powerplay e sprecato tante energie a causa di alcune penalità. Abbiamo creato i nostri stessi problemi, dobbiamo essere più intelligenti e gestire meglio le energie. Sapevamo che i nostri avversari non riescono a creare molto offensivamente a meno che non si dia loro le occasioni per farlo… L’Ambrì è una squadra che lavora duro ma non è creativa. Non dico questo in chiave negativa perché loro giocano un buon hockey e a differenza di noi hanno lottato l’uno per l’altro, mentre noi abbiamo continuamente buttato via il disco”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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