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Kapanen: “La fiducia non è ancora al massimo, ma è stato un passo nella giusta direzione”

Il coach dopo il match di Zugo: “Nei periodi in cui non si vince si inizia sempre a pensare troppo e questo ci ha un po’ frenato nel finale, ma torniamo a casa con diversi aspetti positivi. Bisogna sperare meno e agire di più”

ZUGO – Il Lugano resta alla ricerca della sua prima vittoria stagionale, ma la prestazione messa in pista dai bianconeri sul difficile ghiaccio della Bossard Arena lascia intendere che la squadra abbia imboccato la strada giusta.

“Abbiamo giocato come una squadra, e per la maggior parte della partita siamo stati solidi in difesa”, ci ha spiegato coach Sami Kapanen. “Abbiamo creato maggiori opportunità offensive rispetto al recente passato, potevamo segnare qualche gol in più ma in alcune circostanze non siamo ancora al massimo in termini di fiducia in noi stessi. Dobbiamo essere bravi a prendere alcune decisioni in maniera un po’ più veloce, e poi sicuramente il powerplay deve migliorare. Questi aspetti potranno fare la differenza per noi, dunque si torna a lavorare”.

Possiamo dire che questa sia stata la miglior partita del tuo Lugano?
“Delle tre sfide sin qui disputate probabilmente sì, è stata la migliore. Mi è piaciuto in particolare il primo tempo, siamo stati forti nelle battaglie uno-contro-uno ed abbiamo giocato un buon numero di minuti in zona offensiva. Nel periodo centrale invece siamo stati un po’ più imprecisi, abbiamo passato più tempo a sperare che le cose succedessero piuttosto che fare qualcosa per vederle effettivamente accadere. Nel terzo conclusivo invece siamo tornati sul ghiaccio nel modo in cui vogliamo vedere la nostra squadra giocare, ma nei periodi in cui non si vince negli ultimi minuti si inizia sempre a pensare troppo, e penso sia anche per quello che le cose non abbiamo funzionato in quei due powerplay in momenti importanti… Eravamo troppo tesi”.

A livello di intensità e agonismo, questa è stata una partita importante nel fare i giusti passi per diventare un gruppo sempre più unito…
“Sicuramente è stato un passo nella giusta direzione, ed anche se non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo credo ci siano tante cose positive che possiamo portare a casa con noi. Allo stesso tempo però si sono evidenziati diversi problemi su cui vogliamo lavorare, ed il primo è sicuramente la costanza visto che non abbiamo giocato l’intera partita allo stesso livello. Nel periodo centrale abbiamo visto che se non si gioca un hockey intelligente si finisce per passare parecchio tempo davanti al proprio portiere. Questo ha però tanto a vedere con la fiducia, in alcuni momenti speriamo ancora che delle cose positive succedano, e così facendo si finisce per buttare via il disco e sprecare tante energie”.

Sabato ha fatto il suo debutto stagionale Linus Klasen…
“Credo sia migliorato nel corso del match. Per lui questa era la prima partita dunque il suo timing non era sempre il migliore, ma dopo aver passato quasi due settimane senza giocare non era semplice scendere in pista in un contesto del genere. Mi è piaciuta molto la leadership che ha mostrato durante i powerplay, sono compiti che ha portato avanti per tanti anni e dunque è stato subito a suo agio nell’effettuare alcune giocate”.

Hai deciso di lasciare in tribuna Ryan Spooner…
“Siamo in una situazione in cui abbiamo a disposizione cinque stranieri e dunque sarò confrontato con delle decisioni difficili. Non era stato facile lasciare Klasen in tribuna per le prime partite, ed ora volevamo dargli una possibilità… Con Ryan dovremo avere pazienza, lo abbiamo schierato sinora come centro ma negli ultimi anni ha giocato principalmente all’ala dunque per lui c’è un periodo di adattamento, pensando anche alla superficie di gioco più grande rispetto alla NHL. Il gioco qui è diverso e dovremo metterlo nelle condizioni di raggiungere il livello a cui sappiamo è in grado di arrivare. Starà a lui fare le cose giuste, riceverà le opportunità di essere nel lineup ma dovrà lottare per il suo posto”.

Valuterai l’eventualità di utilizzarlo all’ala?
“Sicuramente quella è una possibilità che considereremo, ora abbiamo alcuni giorni per riflettere su quale lineup mandare in pista per la prossima partita. Analizzeremo tutti gli scenari possibili, anche tenendo in considerazione le condizioni fisiche degli altri centri e la nostra situazione in difesa, visto che sinora abbiamo utilizzato due stranieri”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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