HeShootsHeScoores

John Gobbi: “Certe emozioni le trovi solamente in Ticino”

(A. Branca)

John Gobbi, come giudichi la partita della squadra?
“Siamo entrati subito molto bene in partita e abbiamo messo immediatamente sotto pressione il Lugano. Loro sono comunque una grande squadra, molto solida e sotto la guida di Huras si vede che difensivamente giocano bene. Penso che alla fine la chiave di lettura siano le penalità: non so quanti due minuti abbiamo preso nel periodo centrale e nel terzo tempo che ci sono costati la vittoria”.

Come giudichi invece la tua partita?
“Io ho cercato di dare una mano ai miei nuovi compagni a portare a casa una vittoria. Ho cercato di giocare semplice, provando a non incassare goal, ed almeno in quello ci sono riuscito. Ora cercherò di partire da questa base per prendere un po’ di fiducia ed inserirmi nel sistema di gioco”.

Personalmente ti mancava un po’ l’aria del derby ticinese?
“Io ho giocato quasi tutti i derby in Svizzera: quello di Romandia (tra Ginevra e Friborgo, ndr), quello di Zurigo (tra Zurigo e Kloten, ndr) ed adesso di nuovo quello ticinese. Posso dire però che quello del nostro cantone è IL derby e le emozioni che ci sono in una partita del genere le trovi solo qua in Ticino”.

Sabato sera hai giocato un po’ con tutti i terzetti d’attacco nonché sia in box play che in power play. Ti senti responsabilizzato da Pelletier? Come lo trovi?
“Conoscevo già Serge siccome era lui l’allenatore nell’ultimo anno che ho disputato qui in Leventina. So che è un allenatore che riesce a dar fiducia ai giocatori, come dimostra quanto fatto dall’Ambrì prima del mio arrivo. Le sue qualità aiutano molto i giocatori”.

Adesso è ormai una settimana che sei qui, come hai trovato la squadra durante la settimana e questa sera sul ghiaccio?
“È difficile dire. È comunque bello stare in uno spogliatoio così, si ride e si scherza. Allenandoci a Biasca ero vicino a Duca, Pestoni e Croce e quindi “sa rit e sa scherza” e questo fa piacere. Sul ghiaccio si vede una squadra che veramente lavora duro anche in allenamento e l’allenatore cura ogni dettaglio. Sono quelli che fanno la differenza: questa sera noi non vi abbiamo prestato troppa attenzione e le penalità ci sono costate la vittoria”.

(A. Branca)

E passare da una grande città come Zurigo ad una piccola realtà come il Ticino com’é stato? Ti sei subito riambientato?
“Sì, qua è più o meno casa mia ed adesso sono tornato ad abitare dai miei genitori. Adesso magari mi ci vorrà ancora un attimo di tempo per ambientarmi perché passare da 700’000 persone a 150 ghà vör un atimin (ride ndr)”.

Adesso lo so che mi dirai “penso solo a questa stagione, voglio dare una mano, ecc…” però secondo te è possibile vedere anche la prossima stagione John Gobbi con la maglia biancoblù?
“Negli ultimi due anni ho imparato molte cose: nello sport come nella vita non c’é niente di acquisito. Io ora penso veramente soltanto ad aiutare la squadra a raggiungere i play-off e per farlo dobbiamo assolutamente inziare a vincere un po’ di partite, a cominciare da quella di Berna. Se le cose vanno bene come sono cominciate potremo sederci intorno ad un tavolo al termine della stagione e trovare qualcosa”.

Martedì andrete a Berna in una pista sempre ostica, cosa dovrete migliorare rispetto a questa sera per poter sperare in una vittoria?
“Sappiamo che là ci sono 16’500 persone che fischiano e urlano e gli arbitri di solito tremano un po’… Già questa sera hanno tremato abbastanza. Secondo me se riusciamo ad essere un po’ più puliti in difesa e a prendere meno penalità avremo delle chance di vincere.”

Ultima domanda, una curiosità, sabato sera hai giocato col 6 e senza nome, ma normalmente dovresti portare il 43, giusto?
“Sì, giusto.”

ASCOLTA L’INTERVISTA AUDIO A JOHN GOBBI:


Nicola Martinetti

Studente universitario al primo anno di Scienze della Comunicazione all'USI, segue giornalmente lo sport a 360°. Gestisce tutto quello che riguarda le interviste per il sito, seguendo da vicino e con passione in particolar modo l'Ambrì Piotta.