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Ireland: “Abbiamo lottato con carattere, non posso lamentarmi ma ci vuole concretezza”

Il coach resta positivo: “Non guardiamo alla classifica, quello che ci importa è costruire qualcosa ogni giorno. Siamo una squadra di adulti, se terremo alta la testa quando questo momentaccio finirà saremo una squadra migliore”

AMBRÌ – Le difficoltà del Lugano in trasferta sono continuate nel derby di sabato sera, quando i bianconeri hanno fatto registrare la nona sconfitta nelle ultime dieci partite disputate lontano dal pubblico amico.

Nonostante un bilancio fuori casa – cinque punti in 11 partite – che vede il Lugano davanti solamente al Rapperswil, coach Greg Ireland resta molto positivo, incoraggiato da quando visto sul ghiaccio nel corso del weekend.

“È una sconfitta dura per la nostra squadra. Siamo scesi sul ghiaccio con un buon livello di agonismo, e specialmente nel secondo tempo credo che abbiamo mostrato un buon possesso del disco, anche se il gioco è stato spesso interrotto”, ha commentato il canadese. “Dal punto di vista delle occasioni da rete abbiamo avuto tante opportunità, che non siamo però riusciti a concretizzare. Questa è stata la chiave… Abbiamo avuto 21 scoring chances, ma non siamo riusciti a trovare il modo di segnare. La nostra squadra ha portato sul ghiaccio energia ed impegno, ma dobbiamo trovare maggiore concretezza al termine delle azioni”.

Greg Ireland, siete stati particolarmente pericolosi nel secondo tempo, ma poco concreti davanti a Conz…
“Nella frazione centrale abbiamo assolutamente dominato gli avversari. Sabato sera il conteggio delle opportunità da rete è stato 21-9, ma costruirci delle occasioni non ci è bastato, contando anche un puck finito sull’asta. Le vittorie morali non ti portano a nulla, ma non posso lamentarmi di quanto fatto dalla mia squadra, hanno lottato duramente e mostrato carattere”.

Il trend in trasferta sembra non voler cambiare, non riuscite ad andare a punti…
“A Losanna avevamo dominato la partita, ma senza riuscire il modo di ottenere la vittoria. La cosa si è poi ripetuta a Langnau, ma anche lì il risultato non ci ha premiato. La cosa che per me rimane un mistero è il perchè non possiamo ottenere dei powerplay… Sui primi due gol dell’Ambrì c’erano due interferenze che non sono state fischiate, ed inoltre Hofmann è stato agganciato dietro la porta prima del 2-1. A questo punto sono portato a credere che “Hofmann” in italiano significhi “agganciami, sgambettami, buttami sul ghiaccio”, perché altrimenti non riesco a spiegarmi questi episodi. Non voglio però frignare, abbiamo avuto abbastanza chance per vincere – così come le avevamo avute a Losanna e Langnau –  ma non ci siamo riusciti. Siamo una squadra di adulti, se terremo alta la testa quando questo momentaccio finirà saremo una squadra migliore”.

Siamo a metà campionato ed il Lugano è decimo, sei preoccupato?
“No, non guardiamo alla classifica. La cosa che ci importa è costruire qualcosa ogni giorno, trovando con più regolarità la vittoria per arrivare ad una costanza nel nostro gioco. In questo weekend abbiamo visto due partite differenti, ma il livello di energia è sempre stato buono. Certo, con le tante interruzioni non abbiamo trovato la nostra velocità in zona neutra, ma siamo riusciti a controllare il puck. Non abbiamo concesso molto e tenuto l’Ambrì lontano dallo slot, ma in questo sport contano solo i gol”.

Sei soddisfatto dell’apporto dato da Klasen?
“Klasen ha disputato una buona partita, ha giocato duro e ci ha dato una buona risposta al suo rientro. Non è riuscito a fare molto all’inizio, ma con il passare del tempo ha ricominciato a muovere le gambe e fatto un buon lavoro”.

In generale trovare ritmo è stato difficile, visti i tanti oggetti piovuti sul ghiaccio che hanno portato a ripetute interruzioni…
“Quando vengo ad Ambrì non mi aspetto nient’altro… È quello che è, non voglio commentare questi episodi più del necessario. Sta alla Lega e agli arbitri gestire queste interruzioni. Sicuramente a livello di ritmo è un problema, e la differenza rispetto a quanto siamo riusciti a fare venerdì la si è vista. L’Ambrì ha delle difficoltà a gestire la nostra velocità, ma devo ammettere che quando si gioca in casa quella di rallentare il gioco per loro può essere un’ottima tattica”.

Ora arriva una nuova pausa, su cosa vorrai lavorare?
“Abbiamo giocato del buon hockey in queste due partite, anche se abbiamo ottenuto risultati solamente in una. Credo che dobbiamo continuare a lavorare continuando a credere nel nostro gioco con disciplina. Possiamo fare meglio evitando alcune penalità, specialmente quelle commesse con il bastone, perché altrimenti sarà difficile iniziare a fare punti in trasferta”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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