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Inizio in salita per il Roller Club Biasca, alla terza sconfitta in quattro partite

BIASCA – È forse un po’ presto per parlare di crisi già alla quarta partita di campionato, la terza sconfitta consecutiva per il Biasca deve però suonare come un campanello d’allarme.

Impegnati nella sempre difficile trasferta di Ginevra, i ragazzi di Orlandi non sono riusciti a invertire la tendenza che li vede arrancare in questo avvio di stagione. I ticinesi hanno dovuto inseguire nel punteggio i padroni di casa lungo tutto l’arco della gara, pur avendo avuto le loro occasioni per sbloccare il match.

I fatti salienti del primo tempo si svolgono tutti in meno di due minuti, tra il 19° e il 20° arrivano infatti le segnature di Mata e Garcia Mendez per i romandi prima della bordata di Scanavin che permette al Biasca di accorciare sul 2-1.

Giger e Gregorio Boll avrebbero potuto riportare il risultato in parità, ma è nuovamente il Ginevra ad andare in rete, dapprima ancora con Mata che si infila tra Orlandi e Gregorio Boll come una lama nel burro, poi con un bel tiro di Desponds che vale il 4-1.

Partita chiusa? Neanche per sogno, poiché se è vero che il Biasca, in questo inizio di stagione, sta facendo più fatica del previsto, l’indomito carattere dei rivieraschi è una costante. Orlandi su rigore e Scanavin in contropiede riportano i ticinesi fin sul 4-3, prima dell’uno-due micidiale che in soli 19 secondi fissa lo score sul 6-3 con la tripletta personale di Mata e ancora Garcia Mendez.

Si dice spesso che tre indizi facciano una prova, la terza sconfitta in quattro partite è allora indubbiamente la prova che qualcosa non sta funzionando a dovere tra le fila dei campioni in carica. Settima posizione in classifica, davanti solo al Wimmis (che ha però due partite in meno) e la neopromossa Wolfurt. Le 21 reti incassate in 4 partite dicono che quella del Biasca sia la seconda difesa più perforata del campionato…

Quali sono i motivi per una differenza di prestazioni tanto netta rispetto a soli 5 mesi fa, quando i ticinesi si laureavano campioni svizzeri? I giocatori sono praticamente gli stessi, non bastano certamente il ritiro di Rè e il cambio di portiere come spiegazione. Il problema, forse, è da ricercare dunque più nella testa di questi stessi giocatori.

La scorsa stagione il Biasca affrontava ogni partita con quella “cattiveria agonistica” figlia della cocente sconfitta nella finale della stagione precedente, quest’anno sembra esserci invece una sorta di appagamento per quanto si è riusciti a fare. Nulla di drammatico sia chiaro, tutto umanamente comprensibile, sarà però importante fare quanto prima quel “click mentale” e ritrovare la “fame” per tornare a essere il vero Biasca.

Il prossimo impegno è la prima, storica, partita di Coppa Campioni che vedrà i ticinesi recarsi in Spagna per affrontare i professionisti del Noia, non certo l’incontro ideale per fare il pieno di fiducia, può però essere vista come un’occasione per giocare una partita senza la pressione di fare risultato e acquisire ulteriore esperienza da far fruttare in campionato e iniziare la “remuntada”.

A cura di Marco Maggini

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