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In Europa dopo il lockout è quasi tempo dei giochi che contano

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Dopo le scorpacciate di star della NHL cadute un po’ ovunque in Europa, l’anno nuovo ha riservato un ritorno alla normalità per i maggiori campionati del vecchio continente, costretti ad adattarsi alla partenza dei campioni d’oltreoceano. Dopo il lungo spazio riservato alle discussioni sull’etica di un lockout e delle sue influenze, ecco che ora ci si trova a discuisire su quali saranno le conseguenze sui campionati, ma soprattutto sulle squadre, che più hanno beneficiato dei servigi di Ovechkin e compagnia.

Di sicuro il massimo campionato svedese sarà quello che accuserà di meno queste mancanze, avendo avuto sulle proprie piste solo tre NHL’ers, pur che si chiamassero Matt Duchene, Alexander Steen e Viktor Stalberg. Anche la DEL ha visto partire solo una decina di giocatori provenienti dalla NHL, ma a parte i vari Giroux, Brière, Pominville e Stastny, ben pochi di questi hanno lasciato il segno.

Decisamente diverso il discorso riguardante la KHL, dove i 36 giocatori d’importazione straordinaria hanno marcato ben 640 punti tra reti e assist – media di 0,73 punti per partita a testa – guidati dalla stella dei Penguins Evgeni Malkin, autore di 62 punti in 36 partite. Oltre a loro non vanno dimenticati i cinque portieri, i quali, presentando statistiche di parate del 94,6% come Sergei Varlamov o del 93,2% come Sergei Bobrovski non sono stati da meno che i loro colleghi di movimento.

La SM-Liiga finlandese ha approfittato alla grande del lock out e la “banda dei trenta” capeggiata dal difensore di Ottawa Erik Karlsson ha lasciato in dote 380 punti che significano 0,82 punti a partita per ogni NHL’er.

Quanto queste statistiche saranno significative ce lo diranno le prossime giornate, e a poche settimane dai playoff, molte squadre sperano che i propri campioni siano riusciti a mettere in cascina fieno a sufficienza, mentre altre potranno approfittare dell’assenza tra i ranghi avversari dei vari Tarasenko e Kovalchuk per avvicinarsi alle migliori.

KHL

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Pur terminata la parata di star patriottiche, ci si ritrova con squadre che mantengono altissimo il loro standard, a fronte di altre, che se arrancavano già senza bisogno del lockout, a causa dei rinforzi altrui hanno visto crescere ancora il divario con le migliori.
A comandare le danze in questo inizio 2013 è lo SKA San Pietroburgo, capolista in classifica generale e avanti di ben quindici lunghezze nella Bobrov Division sulla Dynamo Mosca. Il controverso cambio di allenatore in seno alla squadra di Patrick Thoresen per ora si sta rivelando pagante, e Jukka Jalonen, ex coach della nazionale finlandese, sta giustificando il suo ingaggio.

Di questo cambio ne sta giovando anche la difesa dello SKA, fino a Natale non propriamente a prova di bomba, ma che nelle ultime settimane è diventata una delle meno perforate del torneo. Alcuni verdetti in KHL sono già effettivi e dicono che oltre allo SKA e al CSKA Mosca, nella western conference anche Dynamo Mosca, Lokomotiv Yaroslavl, Severstal Cherepovets e Slovan Bratislava sono già qualificate ai play off.

Per ciò che riguarda la Eastern Conference a comandare è l’Avangard Omsk, avanti di tre punti sul Bars Kazan. Hanno già staccato il ticket per i playoff anche le squadre di Chelyabinsk, Magnitogorsk, Ufa, Barys Astana e Novosibirsk e l’ultimo posto disponibile se lo giocano Niznhekamsk e Yugra. La classifica dei marcatori è guidata da Sergei Mozyakin con 74 punti, davanti ad Alexander Radulov con 67 e all’ex bianconero Patrick Thoresen autore di 48 punti e tornato su livelli altissimi in questo 2013.

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La massima serie svedese ha assorbito col minimo dei danni – o dei lussi, a dipendenza di come la si guardi – la situazione del lockout, lasciando gelosamente e probabilmente a ragione la priorità ai giocatori già iscritti a inizio campionato, limitando al minimo l’afflusso di star dalla NHL. E la situazione non è infatti cambiata molto dopo la ripresa della NHL, almeno ai vertici, dove lo Skelleftea guidato in panchina da un inusuale trio di “associated coach” composto da Stefan Klockare, Bert Robertsson e Hans Wallsson ha portato il vantaggio a otto punti sulla seconda classificata, ossia il Färjestad. La squadra capitanata dall’ex centro del Lugano Rickard Wallin ha approfittato di una serie di tre sconfitte consecutive del HV71 di Ulf Dahlèn per confermare la la propria posizione tra le migliori del lotto, anche se l’inseguimento al primato in classifica sembra proibitivo. In aggiunta a Skelleftea, Färjestad e HV71, anche il Lulea dello svizzero Dean Kukan è già qualificato per i play off.

Una delle squadre più in forma del momento è però l’AIK di Stoccolma rilevata da Anders Eldebrink, ancora fuori dalle prime otto ma fattasi decisamente pericolosa. A sentire il fiato sul collo della squadra della capitale sono niente meno che i campioni in carica del Brynäs, che con un vero e proprio crollo verticale di cinque sconfitte consecutive vedono il vantaggio sui gialloblu dimezzarsi a sette punti, oltretutto con un match in più rispetto agli inseguitori. Il Rögle di Martin Gerber è ancora desolatamente adagiato sul fondo classifica e poco è servito l’avvicendamento in panchina a favore del “Maestro” Janne Karlsson – il coach della doppietta d’oro Olimpiadi/Mondiali nel 2006 con la nazionale delle tre corone – appena licenziato dall’Atlant Mytishchi.

Bud Holloway dello Skelleftea è sempre al comando nei marcatori con 57 punti, davanti a Carl Söderberg del Linköping (53) e al compagno di linea Joakim Lindström (47).

SM Liiga

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Nella terra di Babbo Natale sono stati ben 31 i giocatori della NHL ad aver calcato il ghiaccio della massima divisione finnica. L’eredità lasciata da Erik Karlsson e Frans Nielsen è alquanto pesante e vista la situazione ancora piuttosto incerta, la fine del lock out potrebbe riservare ancora parecchie sorprese a poche giornate dai playoff. L’unica squadra al riparo è la capolista Jokerit, qualificata al postseason e decisamente in palla dopo aver a lungo inseguito la testa della classifica. La squadra di Tomi Lämsä ha beneficiato al meglio dell’apporto di Valtteri Filppula e Erik Karlsson, ma l’organico sembra sufficientemente solido anche senza NHL’er per puntare al Kanada-Malja.

Dietro la capolista la lotta è serrata e emozionante, dalla quale si esterna solamente l’Ilves Tampere, ultimo classificato e unica squadra matematicamente fuori da playoff e dal mini torneo di qualificazione. Tra i marcatori la spuntano Juha-Pekka Haataja del Kärpät e Ilari Filppula dello Jokerit, entrambi a quota 48 punti, davanti alla coppia formata da Ville Vitaluoma del HPK e dal ceco Ivan Huml del Kärpät con 46 punti.

DEL

Benoit-Laporte-Hamburg-Freezers-April-2012_image_660(radiohamburg.de)

Pochi cambiamenti anche in Germania, dove la coppia di squadre Adler Mannheim e Kölner Haie comandano tranquillamente la graduatoria con rispettivamente 83 e 81 punti, guadagnandosi entrambe la qualificazione ai quarti di finale. Già più distaccati gli Eisbären Berlino godono di una terza posizione frutto dell’aiuto delle due star dei Philadelphia Flyers Brière e Giroux, ma i soli 12 punti di distacco sull’11esima classificata con ancora altri 27 punti in palio deve comunque tenere sulle spine i campioni in carica fino all’ultimo. In piena lotta per i playoff anche gli Hamburg Freezers di Benoit Laporte – fresco di rinnovo con la squadra del nord – invischiati assieme ad altre otto squadre per un posto al sole.

Probabilmente fuori dai giochi che contano i Grizzly Adams Wolfsburg, autori di una stagione deludentissima, davanti al solo Düsseldorf, ultimo con 42 punti. Miglior marcatore del torneo per ora è l’americano degli Iserlohn Rooster Mike York con 50 punti, davanti al compagno di linea Michael Wolf e a Yanick Lehoux degli Adler Mannheim, entrambi a quota 47 punti.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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