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Lugano

Il weekend è salvo, il Lugano si rialza a Zugo

Importante vittoria per la squadra di Greg Ireland, che mostra un altro volto rispetto a venerdì. Rimonta sui tori completata nel terzo periodo

Il weekend è salvo, il Lugano si rialza a Zugo

ZUGO – LUGANO

3-4

(0-0, 2-2, 1-2)

Reti: 21’25 Suri (Alatalo) 1-0, 25’33 Hofmann (Fazzini, Sannitz) 1-1, 27’14 Martschini (Lammer, Alatalo) 2-1, 33’33 Bürgler (Lajunen, Riva) 2-2, 43’08 Senteler (Yannick-Lennart, Suri) 3-2, 51’11 Loeffel (Klasen, Lajunen) 3-3, 56’46 Morini (Chorney, Loeffel) 3-4

Note: Bossard Arena, 7’026 spettatori. Arbitri Salonen, Hebeisen; Schlegel, Progin
Penalità: Zugo 3×2′ + 1×5′ + 1×20′, Lugano 6×2′

ZUGO – Bentornato benedetto, indecifrabile, lunatico Lugano. Citando i Pink Floyd, nella “Dark side of the Moon” di questa squadra sono sempre presenti delle sorprese, non sempre piacevoli, ma a volte riconcilianti con almeno la parte visibile del satellite.

Succede pure che dopo una convincente – per la sua gran parte – trasferta in quel di Bienne i bianconeri vadano ad inciampare nei loro stessi piedi in casa contro un fumoso Losanna, per poi reagire e trovare una vittoria non proprio così scontata a Zugo, casa della (ormai ex) capolista.

Già, tutt’altro che scontato andare a rubare punti alla Bossard Arena, pista che fino a sabato sera aveva concesso solo cinque vittorie ai propri ospiti, tutt’altro che scontato vederlo fare a questo Lugano. Detto chiaramente, da una squadra come quella bianconera a regime “normale” ci si aspetterebbe di vedere con regolarità punti scaturiti dalle piste più ostiche della Svizzera, ma nelle condizioni stagionali di un paziente bipolare come pochi altri, aspettarsi una vittoria come questa era da ottimisti puri.

Oppure sarebbe bastato conoscere questo Lugano e scommettere sulla sua luna e sulla sua capacità di reazione (direttamente proporzionale alle capacità di autolesionarsi) per sperare e credere nei tre punti.

È vero che a questa squadra manca l’apporto di alcuni giocatori chiave, su tutti quello di un Maxim Lapierre in alcuni frangenti irritante, ma la fortuna dei bianconeri è quella di essere sempre riusciti in qualche maniera a fare squadra e quadrato attorno a se stessi.

Sin dai primi cambi di questa partita si era intuito che il Lugano dalla sconfitta precedente aveva imparato qualcosa – a furia di ripetizioni prima o poi…- visto il piglio e la maggior determinazione mostrati. Una squadra sempre in partita, che ha ancora fatto arrabbiare per certe ingenue penalità (leggasi ancora Jörg e Lapierre) costate un prezzo non indifferente, ma che solo a sprazzi ha permesso allo Zugo di mostrare tutta la sua potenza.

Sempre in svantaggio i bianconeri hanno avuto una grande qualità, quella di non crollare ma di continuare a lavorare con pazienza, certo non con qualità altissima, ma sufficiente per creare pericoli all’ottimo Aeschlimann e per contenere con una certa autorità (che non vuol dire senza difficoltà, chiaramente) lo Zugo.

Dopo le reti di Hofmann (23esimo centro stagionale) e del redivivo Bürgler, tutte per pareggiare i due primi vantaggi dei Tori, è sembrato che il Lugano non avesse la forza di produrre un ulteriore sforzo per riacchiappare una terza volta i padroni di casa, ma in casa bianconera c’è un uomo che oggi è come Re Mida.

Ancora su assist di Klasen è stato infatti Loeffel, al settimo sigillo del mese di gennaio, a riprendere di nuovo lo Zugo e a ricaricare di forza soprattutto mentale la sua squadra. Capaci stavolta di non crollare ai primi colpi, Chiesa e compagni hanno trovato il modo di fare il colpaccio grazie a Morini, non a caso uno dei più grandi lavoratori di questa squadra, dopo un impulso di Chorney.

Una rete, quella di Morini, caduta in un momento di importanza estrema, tanto quanto lo è stato lo sforzo finale a resistere sotto l’assalto dello Zugo. Il Lugano salva così un week end iniziato sotto auspici inquietanti e rimedia al passo falso di venerdì restando vicino alle prime otto.

È indubbio però che questa squadra non può affrontare la scalata senza l’apporto pieno di giocatori come Lajunen e Lapierre, il primo incredibilmente incostante e improduttivo, il secondo sotto diversi aspetti di un bel scalino sotto la soglia della sufficienza.

Un volto e delle mani “fresche” potrebbero aiutare non poco la squadra, il mercato al momento offre alternative interessanti e forse vincenti rispetto a una continua attesa che il rendimento si faccia anche solo accettabile senza altri stimoli. Sempre che a queste alternative e questi stimoli si sia interessati.


IL PROTAGONISTA

Romain LoeffelIn copertura non è sempre irreprensibile, ma è la sua natura, però davanti sa maledettamente bene come far male.

La sua ennesima bordata dalla linea blu (decimo gol in regular season, record personale eguagliato) ha portato il Lugano sul 3-3 prima del vantaggio finale ed ha ricaricato le pile mentali dei bianconeri.

Per il numero 58 è la sesta rete del mese di gennaio e ancora una volta si rivela pesantissima, stavolta fondamentale, giusto premio per una partita giocata in crescendo e con qualità (oltre che sostanza) a tutta pista.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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