Il Lugano vince con il minimo sforzo, Langnau battuto 2-0

LANGNAU – La preoccupazione maggiore per i tifosi bianconeri era legata soprattutto al fattore trasferta, e la sfida nell’Emmental poteva essere un banco di prova discretamente probante per verificare che la vittoria nel derby non fosse stata solamente frutto del caso. È vero che il Langnau di questi tempi è la squadra meno in forma del campionato, ma l’ossessione della vittoria in trasferta e il fatto che i tigrotti in passato abbiano dato molti e grossi dispiaceri ai bianconeri potevano essere fattori di disturbo.

(A. Branca)

Huras ha sostanzialmente confermato la formazione che ha battuto l’Ambrì Piotta, o perlomeno da metà derby via, con Di Pietro in prima linea e Murray tornato nella suo “naturale” secondo blocco. Unica novità l’assenza di Morant – aggiunta alle solite di Brady Murray, Ruefenacht, Hirschi, Blatter e Domenichelli – ma prontamente compensata dal rientro di Kienzle. Le brutte notizie sono arrivate più avanti per i sottocenerini, a causa degli infortuni di Fazzini e Heikkinen, di cui solo l’ultimo possiamo riportarne informazioni, ossia problemi agli aduttori.

Nonostante queste premesse la superiorità tecnica e tattica del Lugano è stata palese, contro una formazione oltretutto priva dei suoi NHLers Spurgeon e Ennis oltre all’ex di turno Popovic. Sicuramente le due reti già decisive trovate nel primo quarto d’ora dell’incontro hanno contribuito a rendere più marcato il dominio ospite, e per tutto l’incontro, a parte in un paio di frangenti nel finale, i padroni di casa non sono stati in grado di impensierire minimamente Vauclair e compagni, anche per l’ottima impostazione difensiva attuata da Huras, aiutato nel caso nella pochezza di una squadra che è sull’orlo di una crisi decisamente profonda. Grande dominio, vero, ma anche grande sufficienza del Lugano nel gestire le molte occasioni da rete, troppe volte giocate con il fioretto, più che con la sciabola, e un Bäumle inizialmente imbarazzante ha potuto farne buon uso uscendone con diverse belle figure.

(A. Branca)

Ad immagine del preziosismo luganese parlano le cinque occasioni di giostrare con l’uomo in più e mai sfruttate, un esercizio che solo un mese e mezzo fa, contro lo stesso avversario avrebbe fruttato almeno quattro se non cinque reti. E così il Langnau ha avuto almeno la possibilità di non dover sparire del tutto da ghiaccio, e anche se Sbisa e colleghi hanno avuto buon gioco nel fermare le incursioni avversarie, il Lugano non ha mai avuto la completa certezza (almeno dal lato numerico) che la partita fosse chiusa.

È stata comunque buona la continuità di gioco dei bianconeri, costanti per tutto l’arco dell’incontro, meno bene lo sfruttamento delle occasioni, che con un po’ più di buona mira in almeno un paio di frangenti – oltre ad altre numerose con Reuille, Bergeron, Vauclair, Kostner…- il match sarebbe stato chiuso anche a metà dei sessanta minuti.

Ottime le prestazioni di Fazzini e Simion, così come di Metropolit, che ha dato alcuni saggi di classe, ma non sempre è stato seguito da un Bergeron più attento alle coperture e da un Di Pietro sempre ben posizionato ma in evidente regresso di fiato. Nelle retrovie si è distinto Sbisa, molto sicuro e anche piacevolmente elegante in uscita dal terzo di difesa, così come Vauclair, sempre nel vivo nel gioco e più attivo sulla blu in power play. Non si può non citare Flueckiger, al suo secondo shout out, e anche se è rimasto inattivo per almeno 45′, si è fatto trovare pronto nelle poche occasioni dei Tigers nel finale.

(A. Branca)

Difficile dire dove finiscano i demeriti dettati dalla pochezza del Langnau e dove comincino i meriti del Lugano, ma i bianconeri hanno perlomeno mostrato una buona continuità per tutto l’incontro, e si sono finalmente scrollati di dosso quella che stava pericolosamente diventando una sindrome da trasferta, che alla lunga rischiava di trasformarsi in ossessione. Venerdì c’è l’occasione, contro un’altra squadra in “crisetta”, lo ZSC, di allungare ulteriormente sulla linea, sperando anche che le notizie dall’infermeria non continuino ad essere infauste.


Alessandro Zacchetti

Alessandro cura settimanalmente le rubriche relative all'HC Lugano, squadra di cui è un grande sostenitore, e le leghe europee.