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Lugano

Il Lugano torna alla vittoria contro il debole Langnau

LUGANO – Vittoria doveva essere e vittoria è stata, per ritrovare i tre punti ovviamente, per risalire immediatamente al di sopra della linea ma soprattutto per cercare di riportare un po’ di serenità nell’ambiente dopo l’inopinata scoppola di Davos. Quale avversario migliore per ritrovarsi se non il debole Langnau? Inoltre, la serata ha fatto tornare il sorriso ai tifosi bianconeri, che un po’ a sorpresa hanno rivisto sul ghiaccio l’attesissimo Steve Hirschi, tornato a vestire la maglia da capitano bianconero. Oltre al numero 8 è tornato sul ghiaccio anche Petteri Nummelin, dopo l’attacco influenzale di venerdì, ma nessun altro infortunato ha fatto capolino in pista.

Quello visto in pista è stato un Lugano diverso rispetto alla sera precedente – non che ci volesse granché – e aldilà della pochezza degli uomini di John Fust la grinta e la voglia messe in pista ricordavano perlomeno le sfide di qualche settimana fa. E infatti, neanche il tempo di vedere Steiner in quarta linea e Ruefenacht in prima, che Metropolit fa gli onori di casa, provocando il divertente siparietto del lancio di peluches in pista da parte del pubblico. Buona la partenza, ma la pausa di una decina di minuti ha avuto il rischio di rompere lo slancio bianconero, cosa che è avvenuta almeno in parte, dato che nonostante la seconda rete, Hirschi e compagni sono apparsi un po’ legati e quasi timorosi di sbagliare.

(Y. Leonardi)

Per tranquillizzare tutti ci sono volute altre reti, cadute a pioggia nel secondo tempo completamente dominato dai padroni di casa, a parte quel vuoto di un minuto e mezzo in cui il Langnau ha segnato due reti, ma la via tracciata dai bianconeri era ormai chiara. Nemmeno l’incomprensibile e ingiustificabile linea d’arbitraggio tenuta da Massy ha messo in discussione il risultato, dato che gli uomini di Huras, a partire da metà partita sono sembrati sbloccati e più sereni, giocando con più sicurezza ed autorità. Il terzo tempo non ha avuto storia, e un po’ tutti hanno giocato al tiro a segno col povero Bäumle, e gli uomini del nervoso Fust non hanno visto il becco di un disco almeno fino al 55′.

Il Langnau ha persino rigenerato il power play luganese, a segno in tre occasioni su cinque, grazie ad un micidiale quintetto composto da Mclean, Metropolit, Ruefenacht, Bergeron e Nummelin. Il folletto finlandese è stato autore di un’ottima gara, fatta di regia e pure qualche recupero difensivo – e da lui non è poco – ed è stato premiato da una doppietta che ha di fatto chiuso l’incontro e che lo porta a soli quattro punti – attualmente sono 459 – dal diventare il migliore marcatore nella storia del Lugano.

(A. Branca)

Mattatori della serata, neanche a dirlo, sono stati i terribili compagni di banco Metropolit e Bergeron, autore il primo di una rete e quattro assist e di altrettanti passaggi decisivi il secondo, tornato ad essere quella locomotiva instancabile che bene ci aveva abituato. Da segnalare l’ennesimo infortunio in casa bianconera, questa volta capitato a Conne, che non è più sceso sul ghiaccio nel terzo periodo.

Sia chiaro, una vittoria del genere serve soprattutto a dimenticare Davos e riportare serenità all’ambiente, oltre che punti utili a risalire la classifica, ma ciò non significa che il Lugano visto all’opera sia guarito dai suoi mali. I soliti problemi di uscita dal terzo non sono risolti del tutto, così come alcuni passaggi a vuoto difensivi, ma i rientri di alcuni infortunati, su tutti quello di capitan Hirschi e prossimamente di Heikkinen e Morant saranno sicuramente d’aiuto. La pausa non può che far bene, per preparare una squadra attesa a test ben più performanti dello scarso Langnau, però buona cosa è stata vincerla questa partita, perché dal lato mentale poteva non essere così scontato.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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