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Il Lugano torna a sgomitare, da Friborgo tre punti pesanti

I bianconeri rispondono finalmente presenti in una sfida decisiva espugnando la BCF Arena. Ancora in rete Klasen, allungano Bürgler e Chiesa

Il Lugano torna a sgomitare, da Friborgo tre punti pesanti

FRIBORGO – LUGANO

1-3

(0-1, 0-0, 1-2)

Reti: 13’29 Klasen (Lapierre) 0-1, 44’55 Bürgler (Hofmann) 0-2, 49’04 Chiesa (Bertaggia) 0-3, 59’41 Slater (Sprunger) 1-3

Note: BCF Arena, 6’033 spettatori. Arbitri Tscherrig, Kaukokari; Altmann, Kovacs
Penalità: Friborgo 6×2′, Lugano 8×2′

FRIBORGO – Sarà che un anno fa di questo periodo il Friborgo fu il primo scalino da superare nei playoff, o sarà che – finalmente – i bianconeri hanno capito che per dar seguito a quel “per noi sono iniziati i playoff da tempo” bisognava anche metterlo in pratica sul ghiaccio.

Fatto sta che il Lugano torna dalla BCF Arena con tre punti che pesano quanto il piombo nella rincorsa a questi agognati giochi per il titolo, dando una risposta sul ghiaccio finalmente a tutti i propositi finora esposti a parole ma poco applicati con la pratica.

Era evidente che giocando come contro il Rapperswil (senza scomodare Zurigo) sperare in una vittoria sarebbe stata pura utopia, per carattere, disciplina e concentrazione. In riva alla Sarine il Lugano doveva attendersi un Friborgo agguerrito, paradossalmente non sempre a suo agio in casa, ma in piena corsa e lotta per i playoff e decisi a lasciare pochi spazi.

Per uscire vittoriosi dalla calda pista burgunda il Lugano avrebbe dovuto fare almeno una cosa: ricordarsi cosa sono i playoff e la maniera con cui si scende in pista in quei casi. Per atteggiamento, aggressività e intensità stavolta gli uomini di Greg Ireland hanno risposto presente. Non ci viene certo da chiedere ai bianconeri di proporre hockey spettacolo di punto in bianco, ma perlomeno di essere presenti a livello mentale e fisico come in questa sfida, altrimenti i playoff restano una chimera.

Tra le due squadre ad avere la mentalità migliore per questo duello è stato quindi il Lugano, un po’ come nella serie di quarti di un anno fa, e gli uomini di French si sono ancora dimostrati più fragili di testa e timorosi sul piano fisico.

Dopo la rete di Klasen nel primo tempo i bianconeri hanno acquisito sicurezza maggiore nei propri mezzi e nel periodo centrale hanno iniziato a giocare con più fiducia e autorevolezza, nonostante i primi venti minuti fossero già buoni ma correlati da troppe penalità.

Molte le occasioni per gli ospiti, purtroppo non in grado di trasformarle in rete, un palo clamoroso di Chorney e alcuni interventi di Berra. Sull’altro fronte il rientrante Merzlikins è tornato su alti livelli, fermando Schmutz e Mottet in alcune scorribande, nevvero non molte, dei padroni di casa.

In difficoltà quando il Lugano ha alzato il livello del gioco fisico e delle provocazioni, il Friborgo ha fatto una fatica enorme ad entrare per vie dirette nello slot, tenuto alla larga dal buon forechek ospite.

Il Lugano ha poi completato l’opera nel periodo conclusivo, con la splendida rete di Bürgler (ottimo lavoro di Chiesa e Hofmann) e poi dello stesso capitano bianconero a chiudere la contesa.

Il Lugano ha deciso di “accendersi” nel momento peggiore per il Friborgo, squadra veloce e tecnica ma che soffre terribilmente le compagini “pesanti” e caratteriali, andando a strappare con autorevolezza tre punti fondamentali.

Resterà sempre un mistero la maniera con chi il Lugano passa da un rendimento all’altro e rimane impossibile fare un pronostico anche a cortissimo termine. Per quanto riguarda il carattere e l’intensità il Lugano visto a Friborgo è finalmente più vicino a quello che potrebbe fare strada ma la conferma arriverà sempre e solo dal ghiaccio.

Tenuto conto dell’imprevedibilità di questa squadra c’è da sperare che finalmente (e lo ripetiamo per l’ennesima volta) questa sia la volta buona. Fino alla prossima? Forse stavolta no.


IL PROTAGONISTA

Alessandro Chiesa: Il capitano ha acceso i motori dei playoff – forse lui già da tempo – e a Friborgo ha messo in pista tutta la sua energia.

Ha preso e dato colpi, protetto Merzlikins, bloccato tiri e ha trovato pure la rete che ha chiuso il match, senza dimenticare il lavoro sul gol dello 0-2. Una prestazione a tutta pista, da playoff, spesso dura e spigolosa, ma di quelle che piacciono a lui e che servono al Lugano.


HIGHLIGHTS

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