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Lugano

Il Lugano si fa rimontare dal Kloten e viene sconfitto ai rigori

KLOTEN – LUGANO

3-2

(0-2, 1-0, 1-0; 0-0)

lugano
Reti: 6’39 Hirschi (Kienzle) 0-1, 12’18 Walsky (Fazzini, Maurer) 0-2, 35’51 Casutt (Back) 1-2, 45’38 Liniger (Bodenmann, Stancescu) 2-2

Rigori: Stancescu, Lemm

Note: Kolping Arena, 5’174 spettatori. Arbitri Anisinov, Koch; Kovacs, Progin
Penalità: Kloten 3×2′, Lugano 5×2′

KLOTEN – Dopo il difficile ultimo weekend, terminato con i soli 2 punti conquistati, Fischer ha chiesto una reazione alla squadra, soprattutto dopo i punti persi per proprie disattenzioni e lacune. La reazione che doveva passare per Kloten, squadra in costante apnea in questo inizio di stagione, doveva essere dimostrata nonostante qualche infortunato di troppo in casa bianconera, vale a dire oltre al solito Kparghai, anche i compagni Reuille, Ulmer, Dal Pian e Murray.

Blocchi rimaneggiati, in particolare il primo degli svedesi ha visto il cambio di centro, con McLean che ha sostituito Sannitz, passato in mezzo a Kostner e Balmelli e il posto di Murray accanto a Filppula e Walsky è stato coperto da Fazzini.

Quasi a rassicurare tutti, l’avvio di partita è stato completamente a marca bianconera in quel di Kloten, con i padroni di casa che hanno confermato tutti i problemi del momento, e gli ospiti a spadroneggiare in attacco, veloci e fisici, puntuali su ogni disco e altamente efficaci in difesa. Le reti di Hirschi – ottimo lavoro di McLean davanti a Gerber – e di Walsky, questa forse viziata da un offside millimetrico, sono state la logica conseguenza di quello che si è visto in pista.

Fino a lì tutto bene, ma l’unico pericolo per il Lugano poteva essere solo…il Lugano. Nel senso che la reazione precedentemente citata e attesa da Fischer la si sarebbe potuta testare nel caso i bianconeri si fossero trovati avanti nel risultato. E difatti, già nel secondo tempo qualche avvisaglia la si è notata, con il Lugano intento a sprecare occasioni per chiudere il match, il Kloten ha cominciato a rialzare la testa dalla sabbia.

Un’ingenuità di Walker a pochi minuti dalla seconda sirena ha permesso a Casutt di segnare la prima rete della serata per i padroni di casa – la prima per lui in stagione – che ha rilanciato le ambizioni degli aviatori. Ambizioni risvegliate anche e soprattutto dall’incapacità dei bianconeri di chiudere il match, con il duo svedese a corrente alternata stavolta, e un Filppula poco ispirato, e il pareggio di Liniger al 46’ è stata un’altra conseguenza di questi equilibri ritrovati sul ghiaccio.

Il Lugano ha cercato sì di nuovo la rete del vantaggio, ma ha cominciato a guardarsi alle spalle più del dovuto, viste le nuove motivazioni trovate dagli uomini di Hollenstein. A poco più di 1’ dal 60’ è poi successo qualcosa di già visto: Pettersson alza il bastone e del tutto involontariamente colpisce un avversario, l’arbitro fischia e 2’ sul conto del topscorer, proprio come capitato sei giorni prima alla Resega contro lo Zugo.

Stavolta la penalità è indolore e, nonostante qualche occasione per parte, l’overtime non designa alcun vincitore. Decisione rimandata ai rigori, dove nessun tiratore del Lugano va a segno a fronte dei due marcatori di casa Stancescu e Lemm.

Aldilà della lotteria dei rigori, ciò che si è visto a Kloten non è certo quello che si augurava Patrick Fischer, che di nuovo ha assistito ad un Lugano brillante e dominatore del gioco per 35’ prima di vederlo cadere in un timore tale da far rinvenire un avversario quasi al tappeto. Mancanza di decisione e killer instinct, incapacità di chiudere i conti quando ve n’era la possibilità e partita di nuovo persa.

Nessuna reazione in questo senso, dunque, e anche se il Kloten ha avuto il merito di crederci, di nuovo, è stato il Lugano a permettere questa reazione e mano a mano che i minuti scorrevano sull’orologio pareva di sapere già come stava per andare a finire. È pur vero che è un punto che muove la classifica e che a conti fatti sarà sempre utile, ma resta il rammarico di una partita di nuovo gettata alle ortiche dai bianconeri.

Nemmeno il duo svedese è riuscito a risolvere la partita, e nonostante un Pettersson a tutta pista, i due “gemelli” hanno viaggiato a corrente piuttosto alternata. Buone le prestazioni di Vauclair e Hirschi, sempre presenti sia in retrovia che in attacco, ma qualcosa di più è lecito aspettarsi dalla linea di Filppula, Fazzini e Walsky. Se il numero 10 sta sorprendendo in bene per qualità e continuità, il finnico e il giovane bianconero devono ritrovare una certa concretezza nelle loro giocate.

Partita discreta da parte di Manzato, che non ha commesso chissà quali errori ma sicuramente sulle reti del Kloten e nei rigori poteva fare qualcosina di meglio.

Il punto su cui deve lavorare lo staff tecnico è chiaro: se il Lugano vuole definirsi una “grande” deve saper vincere da grande, conseguenza di un atteggiamento propositivo e coraggioso per 60’, senza attendere che l’avversario rialzi la testa, ma “finendolo” senza troppe remore o pietà. È sicuramente un problema di fattore mentale, ma va risolto, per far sì che il Lugano non rimanga un’opera brillante e di qualità ma fatalmente incompiuta.

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