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Lugano

Il Lugano semina ma raccoglie poco, da Langnau un solo punto

Buona prova dei bianconeri che avrebbero meritato di più ma si fanno rimontare due reti dai Tigers. Infortunio per Fazzini, colpito da una discata

Il Lugano semina ma raccoglie poco, da Langnau un solo punto

LANGNAU – LUGANO

3-2

(0-2, 2-0, 0-0; 1-0)

Reti: 4’34 Morini (Klasen, Loeffel) 0-1, 13’05 Hofmann (Vauclair, Jecker) 0-2, 29’45 Pesonen (Cadonau, Kuonen) 1-2, 35’07 Gagnon (Neukom, Huguenin) 2-2

Rigori: Randegger

Note: Ilfishalle, 5’813 spettatori. Arbitri Massy, Salonen; Wüst, Rebetez
Penalità: Langnau 2×2′ + 1×10′, Lugano 6×2′

LANGNAU – Poteva andare meglio. Già, il sentimento che alla fine il Lugano sia uscito dalla Ilfis con un raccolto più esiguo di quanto non abbia seminato è piuttosto marcato, soprattutto dopo quanto visto nel primo e nel terzo tempo della partita e in quei rigori tirati piuttosto maluccio dai bianconeri.

Il positivo visto in due terzi di partita rimane ovviamente, contro una squadra che non ne vuole sapere di scendere dalla propria nuvoletta e che si sta confermando ben più di una sorpresa autunnale.

Il Langnau viaggia infatti a una media invidiabile di punti da qualche settimana anche prima della pausa e il potenziale della squadra di Ehlers non va a questo punto sottovalutato. Ecco perché va sottolineato in positivo quanto visto sul fronte luganese già nei primi minuti, con Punnenovs sollecitato da molto vicino e la maniera autoritaria con cui gli ospiti si sono portati sul meritato doppio vantaggio alla prima pausa ne è la prova.

Non solo le due reti, di Morini e Hofmann, ma anche attenzione difensiva verso una squadra che in casa propria rischia di trasformarsi in una propria furia nei primi minuti – spesso Ehlers non esita ad andare subito a cambi veloci e tre linee – stavolta invece ben arginata e che ha cercato soprattutto il tiro nel traffico perché obbligata a girare più al largo.

L’errore del Lugano semmai è arrivato in un secondo periodo (già da affrontare anche senza Fazzini, colpito da una discata) in cui si è tirato un po’ indietro rispetto alla blu offensiva, mancando di operare il forecheck come ad inizio partita. Il Langnau ne ha approfittato per installarsi e trovare più gioco, riuscendo nella rimonta anche grazie al power play, con un paio di chiamate di Massy sui bianconeri a dir poco piuttosto severe e cervellotiche.

Merito comunque ai Tigers e demerito ai ragazzi di Ireland, troppo timidi nel difendere quel vantaggio e cercare di allungare. La cosa sarebbe potuta avvenire però nel terzo periodo, accesosi dopo 5 minuti in cui le squadre erano più concentrate sulla difesa per evitare di incappare in errori a quel punto dolorosi, ma è stato appunto da quel momento che il Lugano ha preso in mano il match.

Dal 50′ sono arrivate occasioni enormi per Bürgler (il numero 87 sembra mancare di fiducia nelle sue mani), Haapala, Hofmann (palo), Sannitz, Walker, insomma quasi un monologo ospite davanti alla gabbia di un Punnenovs costretto al lavoro extra.

In questi frangenti sono mancati i chili dei centri assenti (soprattutto ovviamente Lajunen e Lapierre) per smistare un po’ di avversari nello slot offensivo e raccogliere più rebound, perché la quantità di dischi circolata dalle parti del portiere di casa a un certo punto è stata davvero notevole.

Terminato un overtime che ha proposto occasioni fino all’ultimo decimo di secondo, il Langnau ha avuto la meglio grazie al rigore di Randegger, mentre il Lugano ha visto tutti i propri tiratori fallire davanti a Punnenovs, alcuni anche in maniera banale.

Il Lugano conferma comunque la sua crescita che sta avvenendo anche in periodi di difficoltà nell’allestire il lineup al centro. Ai bianconeri manca come il pane il gioco fisico dei suoi centri pesanti, ma mancano anche in numero, dato che il faticoso compito dei citati centri a volte costa qualche black out di troppo a chi non ricopre spesso questo ruolo.

Un peccato per il Lugano uscire con un terzo del montepremi ma è comunque un punto che muove la classifica. Inoltre raramente ad inizio stagione si era parlato positivamente del Lugano dopo una sconfitta. Forse perché tra questo Lugano e quello di settembre-ottobre c’è quasi un abisso.


IL PROTAGONISTA

Ivars Punnenovs: Ha vissuto un periodo centrale piuttosto tranquillo, ben protetto dai suoi difensori, ma nel primo quarto d’ora di partita e l’ultimo il lettone ha avuto da fare parecchio per arginare i tentativi dei bianconeri.

Stilisticamente a volte è piuttosto grezzo ma i suoi interventi nei minuti finali su Haapala, Sannitz e Hofmann sono stati tremendamente efficaci, senza poi parlare dei tuffi in overtime e dei cinque rigoristi bianconeri ipnotizzati.


HIGHLIGHTS

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