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Lugano

Il Lugano sa pure soffrire, stavolta l’overtime vale la vittoria

Dopo il KO con il Ginevra, stavolta sono i bianconeri ad esultare grazie al gol di Ohtamaa. Partita propositiva, ma il Bienne ha fatto da duro test per la difesa

Il Lugano sa pure soffrire, stavolta l’overtime vale la vittoria

BIENNE – LUGANO

3-4

(1-2, 1-0, 1-1; 0-1)

Reti: 7’11 Klasen (Sannitz, Zangger) 0-1, 11’11 Schneider (Salmela, Riat) 1-1, 18’56 Walker (Jörg, Loeffel) 1-2, 35’26 Salmela (Schneider, Hiller) 2-2, 41’50 Rathgeb (Hügli, Pouliot) 3-2, 42’24 Zangger (Klasen, Lajunen) 3-3, 63’49 Ohtamaa (Klasen, Chorney) 3-4

Note: Tissot Arena, 5’629 spettatori. Arbitri Stricker, Fluri; Fuchs, Wolf
Penalità: Bienne 3×2′, Lugano 5×2′ + 1 x rigore

BIENNE – Se non altro il Lugano ha capito che può vincere le partite anche senza dominarle per metà salvo poi regalarle, ma anche dosando le forze in maniera intelligente e lavorando con pazienza.

A Bienne giocoforza i bianconeri hanno dovuto mettere in pista una prestazione del genere, non “barricadera” – non è nello stile di Kapanen nella maniera più assoluta – ma perlomeno più accorta e prudente nella fase difensiva di contenimento.

Se conosciamo il Bienne, e il Lugano lo conosce benissimo, sappiamo della sua capacità di creare la superiorità numerica nello slot e far saltare i sistemi difensivi, ma se presi sulla distanza e sulla resistenza anche Rajala e compagni alla fine cedono, come dimostrato anche dall’Ambrì Piotta la sera di venerdì alla Valascia.

Con Stefan Müller in porta al posto di Zurkirchen, per un primo importante turn-over, il Lugano non ha voluto però attendere il Bienne nella sua tana, ma ha cercato comunque di fare la parte dell’ospite impertinente e invadente, facendo gioco pari ai giallorossi per buona parte del primo tempo, chiuso in vantaggio per 2-1.

Venti minuti iniziali di buona personalità da parte dei bianconeri, ma c’era da attendersi che i ragazzi di Törmänen portassero sul ghiaccio un secondo tempo ben diverso. Non aiutati certo dalle penalità guadagnate nel terzo centrale, gli ospiti hanno visto il Bienne crescere e prendere possesso del terzo offensivo a più riprese, ma la solidità del pacchetto difensivo e la buona prova di Müller hanno limitato i danni alla sola rete di Salmela.

Qui stanno anche i meriti del Lugano, capace di mai panicare e di regalare troppi icing nei momenti di difficoltà con la panchina distante, ma anzi la calma e l’intelligenza nel gestire certi momenti ha limitato a delle fiammate – potenti, sia chiaro – gli attacchi del Bienne, piuttosto che protrarli su un lungo periodo nonostante il pallino lo avessero in mano i seeländer.

Che il Lugano stia bene anche mentalmente, oltre che fisicamente, lo ha dimostrato la reazione immediata al vantaggio trovato da Rathgeb in entrata di periodo conclusivo, una mazzata che il Lugano di solo qualche mese fa avrebbe incassato senza colpo ferire probabilmente trovandosi con la barca ribaltata.

Invece succede che Lajunen (grande crescita anche per lui) recupera un gran disco e si mette a triangolare con Klasen e Zangger come se nulla fosse davanti a Hiller, con l’ex losannese a infilare il nuovo pareggio nemmeno un cambio più tardi, una bella prova di personalità e carattere.

Se si deve recriminare su qualcosa, dato che lo shooting è andato meglio di sabato visto il numero di occasioni (22 tiri in porta per il Lugano) lo si deve fare ancora sul power play, con quella ghiottissima occasione nei minuti finali. Stavolta però Ohtamaa non ci ha nemmeno pensato a perdere altri due punti e l’insistenza del difensore è stata premiata con il bel gol decisivo, contornato da una prova di enorme spessore.

Il Lugano sa quindi vincere di nuovo e lo sa fare anche snaturandosi un po’ da quello che aveva proposto nelle ultime tre partite in particolare, ma la personalità e la capacità di difendersi sempre e comunque con ordine ha permesso ai bianconeri di giocarsi la sfida fino in fondo.

La tenuta nel contenimento puro continua a funzionare, anche se qualche volta è stato perso un uomo davanti a Müller, ma l’austriaco ci ha messo qualche bella pezza nonostante una certa insicurezza sul primo gol del Bienne.

Cresce la solidità ma crescono anche le individualità, come quella di un propositivo Klasen (finalmente in gol) e di un Lajunen che sta tornando a livelli quasi dimenticati, oltretutto dominante agli ingaggi con 17 faceoff vinti su 25.

Il percorso continua, il Lugano non deve perdere di vista il suo obiettivo tra un risultato e l’altro, certo è che farlo con una vittoria così carica non poco il serbatoio della fiducia.

Un interrogativo rimane su Ryan Spooner. Lo vedremo in pista martedì alla Valascia? È possibile che Kapanen lo stia “caricando” al meglio per il suo ritorno in modo da averlo veramente pronto, ma per il tecnico finnico sarà un bel dilemma anche decidere chi dovrebbe fargli spazio.


IL PROTAGONISTA

Atte Ohtamaa: La rete risolutiva nell’overtime è “solo” la ciliegina sulla torta di una prestazione totale del finlandese, ormai leader della difesa bianconera.

Non si è mai fatto problemi a portare fuori dischi roventi da zone affollate davanti a Müller e nei duelli uomo contro uomo difficilmente ne è uscito perdente.

La cavalcata che ha portato i due punti supplementare il Lugano è il giusto premio per la sua determinazione e la capacità di essere presente in ogni contesto.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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