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Il Lugano ritrova compattezza e disciplina, Davos ancora battuto

Nel giro di una settimana i bianconeri si ripetono nei Grigioni vincendo per 3-1. Dopo lo scivolone di Rapperswil il Lugano torna subito alla vittoria

Il Lugano ritrova compattezza e disciplina, Davos ancora battuto

DAVOS – LUGANO

1-3

(1-1, 0-2, 0-0)

Reti: 4’21 Bertaggia (Arcobello, Riva) 0-1, 12’48 Nygren (Corvi, Palushaj) 1-1, 25’30 Bürgler (Suri, Walker) 1-2, 34’17 Boedker (Arcobello, Loeffel) 1-3

Note: Eishalle Davos, porte chiuse. Arbitri Tscherrig, Nikolic; Fuchs, Wolf
Penalità: Davos 2×2′, Lugano 5×2′ + 2×10′

Assenti: Sandro ZurkirchenGiovanni Morini (infortunati), Timo HaussenerLoic VedovaEliot Antonietti (Rockets)

DAVOS – Dopo la scivolata sul ghiaccio di Rapperswil tutti erano concordi che il Lugano dovesse immediatamente tornare compatto e solido, come aveva dimostrato nel 3-0 rifilato al Davos il giorno prima.

Prese alla lettera quelle parole i bianconeri hanno fatto proprio un passo indietro – stavolta di quelli positivi – avvolgendo il nastro per affrontare di nuovo i gialloblù sulla loro pista e uscendone vincitori quasi con il medesimo risultato, stavolta fissandolo sul 3-1.

Aldilà che avversario e pista erano gli stessi di nemmeno una settimana fa, la cosa importante per i bianconeri era tornare ad essere solidi, pratici e concreti, nonché molto più aggressivi rispetto a quanto si era visto nella serataccia nel canton San Gallo.

Detto, fatto, i ragazzi di Pelletier – ancora senza Morini e Zurkirchen – hanno fornito sostanzialmente la medesima prova che già avevano messo in pista contro la squadra di Wohlwend domenica, con però alcuni cambiamenti nel line up offensivo, un rimescolamento che ha dato dei frutti effettivi, viste le reti trovate da Bertaggia avanzato nel primo blocco e dai buoni movimenti visti soprattutto dall’inedito blocco formato da Suri, Lajunen e Bürgler.

Il Lugano si è dimostrato squadra più organizzata tatticamente, migliore nel gestire i momenti decisivi ed efficace nello smorzare o allentare i momenti di maggior spinta del Davos, il quale da par suo ha avuto dei buoni frangenti in attacco ma sempre caratterizzati da una mancanza di idee riversatasi poi nelle soluzioni personali affidate ai soliti Ambühl e pochi altri.

Certo, anche Schlegel ha avuto il suo bel da fare, ma l’impressione è che il portiere bianconero sia stato messo più in difficoltà da alcuni tiri dalla distanza in circostanze in cui era coperto e dalle citate azioni personali piuttosto che da azioni fluide e ragionate arrivate nello slot.

In questo i bianconeri si sono mossi meglio, cercando di fare gioco con tutti i blocchi e risultando pericolosi a puntate regolari, senza incantare particolarmente sul piano estetico ma risultando squadra che sa coniugare bene la praticità alle capacità tecniche non indifferenti.

In questa praticità c’è stata soprattutto la capacità già citata di arginare le manovre offensive locali – seppur con un paio di amnesie o leggerezze che hanno lasciato sgusciare qualche attaccante lanciato in solitaria – e di ripartire con pochi passaggi per superare una zona neutra non molto densa e trafficata, ma anche con un certo forecheck hanno provocato molti errori da parte dei grigionesi già nel loro terzo in fase di ripartenza.

Ottima anche la resa del box play, bucato da Nygren con una sassata delle sue, ma molto efficace nelle altre occasioni, capace di muoversi in maniera aggressiva e veloce. Per contro il power play è andato a corrente un po’ alterna, con un Heed stavolta un po’ in ombra e costantemente marcato a uomo, ma capace comunque di trovare la rete del 3-1 con Boedker, ben piazzato per ricevere l’invitante assist di Arcobello.

Occorre inoltre sottolineare che durante il match Pelletier ha dovuto rinunciare per dieci minuti a testa a Herburger e Lammer, che lo hanno costretto a rimescolare i blocchi e che per qualche cambio nel terzo tempo ha dovuto fare a meno anche di Bertaggia e Fazzini, entrambi rimasti temporaneamente ai box per rientrare comunque durante il match.

Il Lugano si è dimostrato dunque capace di tornare immediatamente sui passi giusti, senza strafare ma giocando una partita con umiltà e costanza, fattori completamente dimenticati contro i Lakers, riprendendo il buon ruolino di marcia della seconda metà di dicembre.

Niente fuochi d’artificio ma semplicità, buoni propositi e compattezza, quello che occorre per iniziare al meglio l’anno nuovo in un periodo così particolare.


IL PROTAGONISTA

Mark Arcobello: Ormai gli aggettivi si sono ripetuti per mesi nel descrivere un giocatore costantemente di livello superiore in ogni partita. Anche a Davos ha mostrato una capacità di lettura del gioco fuori dal normale, piazzando prima un tiro “tattico” su Mayer per favorire il rebound sfruttato da Bertaggia e poi servendo un vero e proprio cioccolatino da scartare in power play per Boedker. A impressionare è la costante qualità dei suoi cambi, in ognuno di essi riesce sempre a rendersi utile o decisivo in qualsiasi maniera.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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