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Lugano

Il Lugano rialza la testa contro il Kloten, aviatori battuti 4-1

isspartita

LUGANO – KLOTEN

4-1

(1-1, 0-0, 3-0)

Reti: 7’29 Hollenstein (Praplan, Sanguinetti) 0-1, 19’46 Zackrisson (Hofmann, Lapierre) 1-1, 49’53 Bürgler (Martensson, Ulmer) 2-1 59’27 Hofmann (Lapierre) 3-1, 59’54 Ulmer (Gardner) 4-1

Note: Resega, 5’617 spettatori. Arbitri Eichmann, Mollard; Castelli, Stuber
Penalità: Lugano 4×2′, Kloten 5×2′

LUGANO – Se qualcuno è in grado di spiegare cosa passi nella testa del Lugano, inteso come gruppo e entità a sé stante, ce lo spieghi. Tanto per capire come i bianconeri sappiano passare dal peggio al “buono” nel giro di pochi giorni. Le sconfitte, brutte fin che si vuole, di Zugo e Friborgo non potevano essere la vera faccia di questa squadra, che poco prima aveva vinto e convinto contro Losanna, Berna, Bienne e lo stesso Zugo, con l’unico passo falso nel derby della Valascia.

Probabilmente la prestazione in crescendo contro il Kloten, squadra veloce, tecnica e tatticamente ben messa in pista da Tirkkonen, è figlia di qualche scelta del line up, quelle che hanno portato Shedden a propendere per la ridistribuzione dei ruoli a Zackrisson e a “donare” un’ala all’altezza a Klasen, ma anche del cambio di atteggiamento dei suoi giocatori.

Prova ne è stato subito quel primo cambio con in pista gli uomini del secondo blocco, che fin dall’apertura dell’incontro hanno schiacciato il Kloten nel proprio terzo di difesa per quasi due minuti interi.

Il problema semmai è stato che nonostante il buon inizio, i bianconeri hanno faticato a mantenere costante quel ritmo di cambio in cambio, e così la partita è rimasta a lungo equilibrata proprio perché fino alla sua metà è stata un continuo cambio di fronte. Entrambe le squadre hanno impostato i propri attacchi sulla velocità, e se Hollenstein e compagni cercavano la sovrapposizione nel terzo offensivo, il Lugano ha spesso portato nello slot i centri e i giocatori più fisici, giocando molti dischi diretti su Nyffeler.

I bianconeri hanno sofferto soprattutto quando il blocco di Hollenstein si è messo a far girare il disco togliendo punti di riferimento a un Lugano che per un tempo e mezzo ha avuto qualche difficoltà nelle uscite dal terzo, e qualche disco perso in maniera ingenua sulla blu offensiva (vedasi Fazzini e la traversa conseguente di Shore) ha rischiato di far crollare tutto.

Dal giro di boa di metà partita però gli uomini di Shedden hanno saputo mantenere il proprio ritmo, mentre gli ospiti non sono stati in grado di fare lo stesso, cadendo in errore sul forecheck di Lapierre e compagni. Il Kloten ha cominciato a soffrire questa tattica soprattutto nella seconda parte dell’incontro, quando i bianconeri hanno fatto valere anche una maggior freschezza fisica, gestita meglio contro un Kloten che ha pattinato moltissimo sin dai primi minuti.

Proprio il fatto di aver continuato a giocare molto con il terzo e il quarto blocco – impegnatissimi in fase di rottura e alle assi con Walker e Reuille, ma capaci di pungere con l’esempio di Gardner e Morini – ha permesso ai primi blocchi di arrivare più freschi nel terzo periodo, quando il Lugano ha fatto la differenza. La rete di Bürgler ha premiato gli sforzi di una squadra che nel solo terzo periodo ha tirato una ventina di volte contro Nyffeler, sfruttando anche una nuova versione impostazione del power play (cambiato nel terzo tempo).

Chi si attendeva segnali importanti li ha ottenuti, in particolare da quei giocatori più attesi come Zackrisson (da centro ha saputo tirare fuori ottime giocate unite al solito lavoro) e Lapierre, che ha dimostrato con tanto lavoro in forecheck, due power play guadagnati con furbizia e ottimi spunti offensivi di essere molto di più del semplice provocatore. A questo punto a dover cercare di cambiare “marcia” è proprio Klasen, apparso ancora una volta deciso a strafare e diventare persino irritante nel non giocare il disco e a far praticamente fermare l’azione, proprio da lui che ci si attende la velocità d’esecuzione e le giocate d’istinto.

Certo, il Lugano non è diventato perfetto tutto a un colpo, ha corso ancora dei rischi sulle puntate di Kellenberger e Shore, su cui Merzlikins è stato strepitoso, ma bisogna ammettere che la vittoria contro una delle squadre più in forma del campionato e dopo una difficile settimana è pienamente meritata e per niente scontata.

La fase difensiva intesa come il recupero del disco e la sua ripartenza dal terzo crea ancora parecchi problemi per il cattivo posizionamento del difensore in uscita, e di conseguenza un gioco basato sulla velocità porta fuori tempo gli attaccanti che cadono negli offside o si vedono doppiati a causa dei turn over.

Dopo le brutte prestazioni contro lo Zugo e il Friborgo, dettate anche da un atteggiamento molto passivo, il Lugano ha dato perlomeno il segnale di volersi sacrificare dai primi cambi, e se nel gioco alcune cose ancora non vanno, la base è avere l’attitudine giusta in pista, e con i cambiamenti fatti nel line up, fare un cambiamento simile contro il Kloten non era affatto così facile.

I bianconeri ripartono con fiducia e la consapevolezza che alcuni uomini chiave stanno tornando in forma nel loro ruolo più naturale, ma guai a pensare che il minimo sia stato fatto: per non ricadere nelle trappole lo stesso atteggiamento sarà d’obbligo a Langnau, i tigrotti sembrano fare sul serio.

fattore2LA MAGGIOR FRESCHEZZA: È stata una gara intensa e difficile per entrambe le squadre, basata sull’intensità e la velocità di pattinaggio, e con il risultato di 1-1 prolungatosi fin dopo la seconda pausa, era chiaro che il vincitore sarebbe stato quello che avrebbe saputo mantenere più a lungo il ritmo. I

bianconeri hanno saputo farlo per il saggio minutaggio delle linee, arrivando così con maggior freschezza nei minuti finali, quando hanno impegnato a più riprese Melvin Nyffeler.

Se stilisticamente non è stato ancora il miglior Lugano (qualcuno poteva seriamente aspettarselo?) a livello di attitudine e di gestione delle forze è stato sicuramente quello messo meglio da giorni a questa parte.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa in particolar modo della copertura di tutto ciò che ruota attorno all’HC Lugano e alla NLA.

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