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Lugano

Il Lugano ha pochi argomenti per impensierire le aquile

Pagata la mancanza di freschezza e di idee, oltre alle tante assenze. Quasi mai in partita, il Lugano alza la testa dopo il 4-1 ma manca la lucidità a 5-contro-5

Il Lugano ha pochi argomenti per impensierire le aquile

GINEVRA – LUGANO

6-3

(2-0, 1-1, 3-2)

Reti: 13’21 Wingels (Kast, Richard) 1-0, 17’37 Mercier (Winnik, Richard) 2-0, 26’51 Sannitz (Chorney) 2-1, 27’16 Wingels (Winnik, Richard) 3-1, 47’20 Völlmin 4-1, 49’01 Lapierre (Chorney) 4-2, 55’04 Wingels (Winnik, Richard) 5-2, 59’20 Bezina (Almond) 6-2, 59’51 Morini (Chorney, Matewa) 6-3

Note: Les Vernets, 6’676 spettatori. Arbitri Stricker, Müller; Progin, Gnemmi
Penalità: Ginevra 3×2′, Lugano 5×2′

GINEVRA – Certo è che leggere il momento del Lugano a cavallo dell’anno nuovo comincia a farsi piuttosto difficile. In un campionato già di suo parecchio lunatico e con cambiamenti di classifica repentini a causa degli spazi strettissimi in graduatoria, i bianconeri per una ragione (sua) e per altre non riesce a dare una vera svolta alla propria regular season.

Le vittorie contro Langnau, Bienne e Davos sembravano potessero ridare slancio a una squadra che cerca di scalare la montagna senza bombole d’ossigeno, poi il derby ha rimesso in discussione tutto.

Non solo, con l’anno nuovo i bianconeri, oltre ai propri problemi di gioco, devono far fronte anche alle numerose assenze che oltre a quelle di Cunti (comincia a farsi un po’ “misterioso” il suo recupero) Walker e Wellinger, devono vedersi aggiungere anche quelle degli influenzati Merzlikins, Romanenghi e Chiesa. Insomma se il paziente deve lavorare a pieno regime per uscire dalla convalescenza, tutti questi impedimenti non aiutano certo a velocizzare il processo.

Che poi il Lugano ci metta molto del suo per infangarsi fino alle ginocchia (e anche più su) è fuor di dubbio, visto il cammino avuto fino a qui, e contro il Ginevra Servette sabato sera sono usciti ancora i limiti dei bianconeri.

Già alla terza partita in quattro giorni, al contrario di una squadra granata riposata e con tutta la trafila di assenti già elencata, il primo tempo visto a Les Vernets è stato un monologo della squadra allenata da McSorley.

Vero, anche un po’ di sfortuna sulle reti di Mercier e la prima di Wingels (come quella di Sannitz sull’altro fronte) ma il dominio messo in pista dai ginevrini è stato comunque molto chiaro. Ben 26 i tentativi di tiro da parte dei padroni di casa nel solo primo tempo, 15 arrivati su Stefan Müller con il controllo del disco nel terzo offensivo non totale ma quasi, con l’aiuto va detto di due power play.

La rete arrivata un po’ dal nulla grazie a Sannitz – ma grosso merito va dato a Chorney, bravissimo nella gestione del disco – avrebbe potuto riaprire la partita perlomeno sul piano del risultato e mettere qualche dubbio in più a un Ginevra non certo trascendentale e protagonista anche di qualche black out di quando in quando.

Il problema è che oltre ad aver subito dopo pochi secondi la rete del nuovo allungo, i bianconeri non sono mai riusciti a mettere intensità e durezza nel proprio hockey, restando sempre qualche centimetro dietro le aquile.

Deciso ad aumentare il ritmo dei suoi, Ireland ha forzato logicamente gli uomini migliori, riuscendo a tirare un po’ fuori la testa in apertura del terzo conclusivo, ma la rete di Lapierre, ancora su assist di Chorney, è stata vanificata… In anticipo dal 4-1 di Völlmin che ha colpito come un martello nel momento migliore degli ospiti.

In quei frangenti il Lugano era riuscito finalmente a mettere pressione sulla retroguardia di McSorley grazie al powerplay (andato a segno appunto con il numero 25) un’arma che è finalmente tornata ad essere seria e pericolosa.

A cinque contro cinque il Lugano non si è tirato indietro in quanto a determinazione, il problema semmai è stato che Vauclair e compagni ne avessero semplicemente meno (molto meno) dei granata, a cui è bastata un’accelerazione per chiudere il confronto con la tripletta dello scatenato Wingels.

Difficile leggere un match del genere sul fronte bianconero, soprattutto per l’evidente mancanza di energie nelle gambe del Lugano, sommata alla scarsa lucidità (diretta conseguenza in gran parte) e quando le cose vano già male di suo e per colpe proprie, anche altri fattori esterni si mettono a gettare sale sulle ferite.

Ferite da leccare in fretta, perché guariscono solo con il tempo e con idee che siano finalmente valide. Resta da capire quanto tempo il Lugano vuole avere a disposizione. Tic, toc.


IL PROTAGONISTA

Tommy WingelsAutore di due reti prima della serata di sabato, l’attaccante del Ginevra è stato l’autentico mattatore della sfida tra Ginevra e Lugano con una tripletta.

Spesso in ombra o solo in orbita dal centro del gioco, Wingels è apparso all’improvviso nello slot per catturare e deviare dischi con grande opportunismo, ma è stata soprattutto la rete del 3-1 a lanciare definitivamente le aquile pochi secondi dopo il 2-1 bianconero e a spaccare la partita.


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