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Lugano

Il Lugano è sempre incompiuto, il Langnau lo sgambetta di nuovo

Grosso passo indietro rispetto alla convincente vittoria di Zugo per i ragazzi di Ireland, alla seconda sconfitta casalinga di fila. Primi fischi dalle tribune

Il Lugano è sempre incompiuto, il Langnau lo sgambetta di nuovo

LUGANO – LANGNAU

2-4

(0-1, 0-0, 2-3)

Reti: 2’54 Randegger (Berger, Rüegsegger) 0-1, 43’26 Berger (Neukom, Glauser) 0-2, 46’02 Chiesa (Bürgler, Klasen) 1-2, 50’41 Dostoinov (Gagnon, Elo) 1-3, 56’42 Chorney (Lapierre) 2-3, 59’22 Gagnon (DiDomenico) 2-4

Note: Corner Arena, 5’939 spettatori. Arbitri Lemelin, Urban; Kovacs, Fuchs
Penalità: Lugano 3×2′, Langnau 5×2′

LUGANO – Un’altra occasione sprecata, un passo falso che rischia di fare male. Come contro il Losanna venerdì scorso, il Lugano inciampa di nuovo in casa propria, incapace (di nuovo) di dare un seguito alla bella e convincente vittoria di Zugo.

Insomma siamo ancora qui a pensare che ogni possibile svolta presa dai bianconeri (finora solo a parole) continui a infilarli in un vicolo cieco e il tempo passa inesorabilmente mentre i ragazzi di Ireland – ed il coach stesso – stanno ancora cercando la via giusta con le indicazioni sbagliate.

Questo trittico casalingo rappresenta ancora suo malgrado una bella chance per il Lugano di incamerare punti pesanti, fatto sta che partire con questo piede maldestro complica maledettamente le cose. La Cornèr Arena intanto cede di nuovo e non sembra più quel comodo fortino che aveva tenuto in un certo modo a galla il Lugano fino alle ultime settimane, se in trasferta sono arrivati punti importanti è al domicilio di casa che le cose si stanno inspiegabilmente complicando.

E il fortino di casa luganese comincia però anche a spazientirsi, ogni volta che sembrava potesse esserci la forza necessaria allo slancio definitivo, il Lugano si è incagliato senza spiccare il volo e stavolta nessuno ha salvato i bianconeri dai primi convinti fischi piovuti dalle tribune.

Non si sente nemmeno la necessità di biasimare chi la pazienza la sta perdendo, perché è vero che questo non aiuta i giocatori in alcun modo, ma forse possono fare da campanello d’allarme (in caso non ce ne fossero stati altri…) per rendere chiara la situazione a tutti coloro che sono coinvolti.

Il tempo passa inesorabilmente e ora che si sarà capito perché il Lugano non riesce più a mettere assieme due partite sufficienti probabilmente sarà troppo tardi, la risposta dovrà essere data dall’interno, spogliatoio e ghiaccio. Questa squadra, pur comprendendo tutte le difficoltà del caso, non può presentarsi così per sfidare il Langnau che, con tutto il rispetto, rimane il Langnau, non tanto per la sconfitta in sé, ma per come è maturata.

I primi sentori di una serata nebbiosa sono arrivati subito, non solo per la rete del Langnau in apertura, ma per come i bianconeri erano disposti sul ghiaccio. Giocatori fuori posizione senza disco, automatismi sbagliati, incomprensioni tra reparti, mancanza di idee.

Mancanza soprattutto di lucidità, quella che non ha mai permesso ai bianconeri di dare continuità alle proprie giocate. Poche le cose positive viste in fase di costruzione, le occasioni migliori sono capitate nel periodo centrale ma sempre disattivate da Ciaccio, ma di cambio in cambio il Lugano sembrava sempre dover ripartire da zero.

Anche dopo il raddoppio di Berger in powerplay i bianconeri non sono riusciti a dare una vera e propria risposta nel terzo periodo, se non con la rete di Chiesa caduta in un momento “normale” del match. Ma anche questo gol, che poteva essere fondamentale, non ha dato alcuna spinta, anzi la voglia dei Lugano si è trasformata in pasticciare, facendogli prendere sempre le decisioni sbagliate, uscendo sempre battuti dai duelli per il disco (altro aspetto preoccupante).

Insomma, il Langnau ha fatto semplicemente il Langnau, difendendo ad oltranza il vantaggio chiudendosi a riccio, ma dal Lugano è lecito aspettarsi che una partita del genere venga giocata come il momento comanda. E il momento, semmai qualcuno non l’avesse ancora ben chiaro, è di quelli estremamente delicati, anche se questa frase la stiamo ripetendo ormai da settimane se non mesi.

Ma forse quei fischi alla terza sirena stavolta sono stati di aiuto per chi non avesse ancora raccolto il messaggio: giocando così i playoff rimarranno un sogno, se qualcuno non suonerà la sveglia definitiva.

Quando arriverà la prossima (ennesima) partita della svolta?


IL PROTAGONISTA

Heinz Ehlers: In queste situazioni il coach danese ci sguazza come una papera nello stagno. Trovare il vantaggio dopo pochi minuti ha caricato il Langnau e spiazzato il Lugano, permettendo ai Tigers di attuare le loro tremende tattiche difensive.

Ingabbiati da un sistema rigido e molto conservativo, i bianconeri non hanno più saputo sfondare la testuggine dell’Emmental e a ogni segno di risveglio del Lugano gli ospiti hanno colpito con efficienza estrema. Se c’è da preparare tatticamente questi incontri così stretti e difensivisti Ehlers può dare lezioni a chiunque.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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