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Lugano

Il Lugano ci ricasca, anche il Bienne passeggia sui bianconeri

I bianconeri bucano completamente la partita, subendo 6 reti dalla squadra di Leuenberger. La mancanza di continuità condanna i ragazzi di Pelletier

© Photobruscaluckyvideo

Il Lugano ci ricasca, anche il Bienne passeggia sui bianconeri

LUGANO – BIENNE

2-6

(1-3, 0-1, 1-2)

Reti: 5’12 Wellinger 1-0, 6’53 Hofer (Fey) 1-1, 11’57 Kessler (Gustafsson) 1-2, 17’15 Hofer 1-3, 38’31 Komarek (Hofer, Fey) 1-4, 45’05 Bürgler (Loeffel, Suri) 2-4, 57’43 Pouliot 2-5, 57’59 Hofer (Fuchs, van Pottelberghe) 2-6

Note: Corner Arena, porte chiuse. Arbitri Lemelin, Mollard; Kehrli, Duarte
Penalità: Lugano 4×2′ + 1×10′, Bienne 3×2′

Assenti: Elia RivaGiovanni MoriniDavide FadaniRaphael Herburger (infortunati), Loic Vedova (Rockets), Tim Traber (sovrannumero)

LUGANO – Certo che avvicinarsi alla fase decisiva del campionato a passi così incerti e alterni fa accrescere più di un dubbio, e vedere il Lugano che una partita su due sparisce più o meno in maniera clamorosa dalla partita non è sempre ben augurante.

Dopo la doppia faccia mostrata nelle due sfide contro il Ginevra i bianconeri sono tornati a mettersi la maschera – e non quella medica – e a mostrarsi inadeguati e senza particolari emozioni anche contro il Bienne, perdendo la partita contro Hofer e compagni su tutta la linea, non solo sul piano numerico.

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Va detto che la squadra di Lars Leuenberger ha messo in pista una signora partita alla Cornèr Arena, ma spesso i meriti di uno vanno a mescolarsi in buona parte con i demeriti dell’altro e senz’altro il Lugano ha facilitato non poco il compito dei seeländer, ormai anche loro inseritisi nella lotta per il sesto posto, un altro ospite scomodo per un Lugano che fino a poche settimane fa sembrava potesse gestire bene quella posizione.

Invece oggi, dopo un altro passo falso dettato da mancanza di mordente e di idee, oltre che di concentrazione, la squadra di Pelletier si è fatta risucchiare in posizioni più scomode, lasciando avvicinare pericolosamente appunto la squadra giallorossa, che i tre punti arraffati sulla pista bianconera li ha meritati tutti appieno.

E ancora una volta sembrava che la partita potesse avere un proseguo diverso rispetto a quello che si è visto dopo il vantaggio degli ospiti, con il Lugano capace di colpire un palo a porta praticamente vuota con Sannitz e a lasciare lì davanti a Van Pottelberghe.

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Con il passare dei cambi si è vista quindi una squadra incapace di prendere in mano le operazioni, senza cattiveria e soprattutto molle, passiva e indisciplinata in fase difensiva, capace di lasciare completa iniziativa a Brunner e banda. Gli ospiti hanno fatto il bello e il cattivo tempo per diversi minuti già nel primo tempo, impedendo al Lugano di uscire dal proprio terzo o anche solo di prendere possesso del disco, mettendo in affanno una difesa – o un sistema difensivo, meglio – che sul ghiaccio ne ha combinate di tutti i colori.

Si era già capito che quello che deve mettere in atto il Lugano sul piano difensivo deve essere interpretato al meglio da tutti, e non è un caso se a creare le praterie nel proprio terzo offensivo non sono state solo le marcature “a distanza” dei difensori stessi, ma anche i mancati rientri degli attaccanti in supporto ai propri compagni.

In questo modo si è creata una frattura tra i reparti bianconeri, lasciando la squadra slegata e priva di una sua direzione di gioco chiara, e per il Bienne prendere possesso della zona neutra per far ripartire molte delle sue azioni è stato spesso un gioco da ragazzi.

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Poche le cose fatte bene in retrovia, dove Zurkirchen ha addirittura impedito che nel terzo tempo la cosa si facesse imbarazzante, pochissime quelle prodotte in attacco, dove come da consuetudine, quando la manovra era chiaramente annacquata, molti hanno provato la soluzione personale, che non ha fatto altro che mettere ancora più pressione sulla difesa con le veloci ripartenze ospiti.

Troppi infatti i dischi persi in attacco, soprattutto alle assi e all’entrata della zona, dove Arcobello e compagni si sono fatti ingabbiare per bene per poi venire saltati con estrema velocità al primo disco perso, e senza perlomeno quella “garra” nel voler comunque forzare l’errore avversario, i bianconeri hanno visto il disco passargli davanti e dietro senza che potessero fare qualcosa per impedirlo, con tanti ringraziamenti dagli ospiti.

C’è un problema in questo momento a Lugano, che non è quello di una squadra scarsa, lo abbiamo già ripetuto. Il problema è quello di una squadra che saprebbe giocare con efficienza ma che ultimamente ha sempre bisogno di un interruttore per poter accendere la luce. A questo punto del campionato però ci si aspetta che la lampadina sia sempre funzionante.


IL PROTAGONISTA

Fabio Hofer: L’austriaco ex biancoblù deve aver sentito aria di derby tornando alla Cornèr Arena, e quel profumo lo ha galvanizzato tanto da ergersi a protagonista del match. Una tripletta di ottima fattura, tanti movimenti che hanno spiazzato la difesa del Lugano e anche molto lavoro al servizio dei compagni. Una gran partita quella del numero 16 giallorosso.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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