Il lockout NHL è ufficialmente iniziato: ora che cosa succederà?

(NHL)

NEW YORK – Nessun accordo dell’ultima ora tra NHL e NHLPA, con le due parti che si sono lasciate ieri sera a New York con un niente di fatto. Tutti i giocatori della massima lega nordamericana, di conseguenza, sono liberi di trovare una sistemazione dove meglio credono, in attesa che un nuovo contratto collettivo (CBA) venga firmato tra le due parti.

Per la NHL si tratta del quarto stop degli ultimi 20 anni (3 lockout ed uno “strike”), trasformando così il 16 settembre 2012 per i fans di tutto il mondo in uno dei giorni più deludenti della storia recente dell’hockey.  Non sono infatti bastati gli incassi record – nell’ordine di miliardi di dollari –  fatti registrare dalla lega nell’ultimo campionato, con i playoff 2012 che sono riusciti addirittura ad ottenere indici di audience record capaci di sovrastare anche quelli fatti registrare dalla NBA.

Invece di sfruttare l’occasione per permettere all’hockey di continuare nella sua avanzata di popolarità (ancora anni luce dietro football, baseball e basket), si è deciso di trattare nuovamente i tifosi a pesci in faccia, trasformandoli nuovamente in una massa “sacrificabile” in una battaglia combattuta a suon di milioni di dollari in cui si da per scontato che, nel momento in cui il primo disco verrà lasciato sul ghiaccio (a dicembre? gennaio? ottobre 2013?) tutti saranno disposti a tornare a riempire le piste come nulla fosse. Se questa volta l’intero campionato dovesse venire cancellato, però, probabilmente così non sarà, e la crisi che da tempo tormenta molte delle attuali franchigie NHL (Phoenix Coyotes, New York Islanders, New Jersey Devils, …) potrebbe metterne addirittura a repentaglio l’esistenza.

(NHLPA)

Attenzione però a non considerare la parola “lockout” come sinonimo di “stagione cancellata”. Un accordo, di fatto potrebbe essere firmato in qualsiasi momento, sia esso a fine mese, ad ottobre inoltrato o più in la ancora. Ad oggi l’opzione più plausibile rimane quella di un inizio ritardato della stagione regolare (un’opzione plausibile pare essere di un inizio immediatamente dopo il Thanksgiving staunitense), con il preseason – il cui inizio era in calendario per il 23 settembre – che può essere già ora considerato cancellato.

Nel 2004-05 il lockout durò la bellezza di 310 giorni, con un totale di 1’230 partite andate in fumo. Fu la prima volta dal 1919 che la Stanley Cup non venne assegnata, ma il quel caso la NHL non ebbe luogo a causa di un’epidemia influenzale. Fu anche la prima volta in cui una lega professionistica nordamericana non giocò a causa di diatribe tra giocatori e proprietari.

Nel 1994, invece, il lockout ebbe una durata di 104 giorni, durante i quali vennero cancellate 468 partite. La stagione iniziò in ritardo e con un calendario ridotto a 48 partite (e’annullamento dell’All Star Game), con lo svolgimento della regular season esteso sino al mese di maggio. Il campionato venne limitato a partite all’interno della propria conference.

Particolare invece l’NHL “Strike” fatto registrare nel 1992. Ebbe una durata di solamente 10 giorni (dal 1 al 10 aprile), senza alcuna partita cancellata. All’appello al momento dello Strike (in cui i giocatori ottennero dei bonus playoff maggiori, un controllo maggiore sui loro contratti ed importanti cambiamenti all’interno del sistema free agent) mancavano 30 partite, che vennero poi giocate senza cambiamenti di calendario.

Un nuovo incontro tra NHL e NHLPA è ora in programma già nei prossimi giorni, come confermato dal commissario deputato Bill Daly nella giornata di domenica.

(MSG)

Nel frattempo sono già iniziati i frenetici rumors di possibili arrivi nel campionato elvetico. Secondo quanto riportato da vari media nazionali, a Berna si sta pensando a Streit, Yannick Weber e Josi, con il capitano degli Islanders che è però nel mirino anche degli ZSC. A Zugo si sogna il ritorno di Diaz e l’ingaggio di Sbisa e a Ginevra quello di Kopitar, mentre Planetehockey riporta addirittura la notizia secondo la quale Rick Nash e Joe Thornton potrebbero già debuttare venerdì con la maglia del Davos. Ticinonews insiste invece su Jason Arnott e Petr Sykora in relazione all’Ambrì Piotta.

Tra il generale entusiasmo che l’arrivo di questi giocatori potrebbe portare alla nostra NLA, è innegabile che il nostro campionato verrebbe falsato ed alterato dalla presenza di giocatori completamente fuori dal loro ambiente. Sino a quando non si saprà con esattezza la durata di questo lockout, inoltre, si tratta di un rischio che probabilmente non tutte le squadre saranno disposte a correre, andando a destabilizzare automatismi ed equilibri all’interno di rose che – a parte alcuni casi particolari – dovrebbero già bastare a se stesse.

Si vedrà che succederà, insomma, nella speranza che questa faccenda possa rivelarsi positiva per il campionato rossocrociato.


Andrea Branca

Fondatore ed amministratore, Andrea è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media.