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Il lavoro resta tanto, ma finalmente ad Ambrì torna il sorriso

AMBRÌ – KLOTEN

3-2

(0-0, 2-0, 1-2)

Reti: 23’39 Jelovac (Hall, Emmerton) 1-0, 37’49 Monnet 2-0, 44’02 Ramholt (Lemm) 2-1, 52’33 Cunti (Hollenstein, Von Gunten) 2-2, 54’06 Emmerton (Pesonen, Hall) 3-2

Note: Valascia, 2’138 spettatori. Arbitri Fischer, Stricker; Borga, Küng
Penalità: Ambrì 4×2′ + 1×10′ (Goi), Kloten 6×2′

AMBRÌ – È terribilmente fragile, questo Ambrì Piotta, ma perlomeno stavolta la squadra di Dwyer è riuscita ad uscire dal ghiaccio con il sorriso, ottenendo una vittoria che fa bene al morale ma che rende anche attenti per come gli eventi si sono susseguiti sul ghiaccio di una Valascia quasi deserta.

Dopo aver dominato gli aviatori per i primi due tempi, i biancoblù sono infatti stati ad un nulla dal buttare tutto alle ortiche, pagando la loro incapacità di convertire a rete le molte occasioni create e ritrovandosi sul 2-2 a pochi minuti dalla terza sirena. Certo, il Kloten era in pista un po’ “allegramente” vista la salvezza già acquisita, ma perlomeno l’Ambrì visto all’opera martedì ha messo molti dischi sulla porta avversaria (42-17 il conteggio finale) e, soprattutto, ha finalmente iniziato a pattinare.

È stata forse questa la nota più lieta della serata, ovvero vedere una squadra che ha provato a cercare più dell’avversario la vittoria, questo indipendentemente dal fatto che chi ci si ritrovava di fronte i tre punti in palio non facevano né caldo né freddo. È però anche vero che l’Ambrì quello che fanno gli avversari non può mica controllarlo, ed allora i primi due periodo di gioco hanno comunque rappresentato un segnale positivo, perlomeno dal punto di vista dell’attitudine.

Un po’ meno bene è invece andata in materia di “esecuzione”, dove i padroni di casa hanno avuto di che mangiarsi le unghie. Cinque occasioni in powerplay nei primi 25 minuti di gioco non sono infatti bastate per trovare il modo di battere Boltshauser, ed allora ci è voluto un appoggio dalla blu di Jelovac per sbloccare il risultato.

Il gol è nato “un po’ così”, ma l’Ambrì sino a quel punto aveva oltremodo giustificato il diritto di reclamare almeno una rete di vantaggio, ed anche quando Monnet ha firmato il 2-0 – da incubo l’errore di Back in uscita dal terzo – il risultato risultava addirittura stretto ai padroni di casa. Sono poi arrivate diverse buone chance per “uccidere” il match con la terza segnatura, ma una certa mancanza di precisione e convinzione ha tradito i padroni di casa.

Tra gli appunti di Dwyer questo aspetto sarà stato sicuramente ben evidenziato da un asterisco, perchè una tale mancanza di concretezza nella serie contro il Friborgo risulterebbe davvero fatale, considerando anche che la libertà che si è potuta godere contro gli aviatori ben difficilmente la si ritroverà in una “partita vera”.

Quasi ben venga, dunque, la rimonta degli zurighesi, che hanno nuovamente ricordato allo stesso Ambrì di non potersi permettere nemmeno un minimo calo di tensione, perchè a questa squadra basta una piccola scossa per vedere tutto quello costruito cadere come un castello di carte.

E questo è proprio quello che è successo. Dopo il gol concesso in shorthand a Ramholt i biancoblù hanno smesso di pattinare, il possesso del disco è passato per la prima volta nelle mani del Kloten ed il pareggio è arrivato in maniera quasi scontata, con il futuro bianconero Cunti a finalizzare un contropiede da manuale di Hollenstein.

Per fortuna – e non nello specifico per questo match, ma per tutto l’ambiente – l’Ambrì è riuscito a reagire velocemente e a trovare il gol vittoria con Cory Emmerton, arrivato alla settima opportunità in powerplay della serata. Il bilancio di Dwyer parla ora di quattro reti in superiorità numerica al fronte di 50 opportunità di giostrare con l’uomo in più… Anche questo dato in chiave salvezza dovrà cambiare.

Il lavoro insomma resta ancora tanto, ma perlomeno i leventinesi stavolta hanno ritrovato il sorriso ed il feeling con la vittoria, pur in un contesto particolare e simile a quello vissuto in occasione del successo con il Losanna. Ma fino al termine di questa fase questa è la condanna dell’Ambrì Piotta, i cui successi saranno valutati poveri di significato, mentre le sconfitte avranno un valore ed una considerazione decisamente maggiore.

Non si dia dunque troppa importanza alla stretta matematica del risultato di martedì sera, ma si conferisca piuttosto una certa attenzione sugli elementi principali emersi dalla partita. La squadra di Dwyer finalmente è tornata a pattinare, ha saputo condurre il gioco e si è creata parecchie occasioni da rete, ed anche vedere qualche sorriso sui volti dei giocatori a fine partita ha rappresentato una piacevole “novità”.

D’altro canto si resti però consapevoli che una prestazione così non sarebbe bastata in un match “vero” contro il Friborgo, contro cui la mancanza di killer istinct e dei netti cali di concentrazione ed agonismo verrebbero pagati a caro prezzo.

Perlomeno però l’Ambrì Piotta è tornato a dare segnali di vita, tanto da riuscire a rendere vibrante nel finale una Valascia popolata da soli 2’138 spettatori… Da domani si ricomincia, la strada verso la salvezza è ancora lunga e tortuosa.

fattore2LA VOGLIA DI VINCERE: Anche contro una squadra già matematicamente salva come il Kloten, non era scontato aspettarsi un Ambrì Piotta capace di evidenziare sul ghiaccio una maggiore voglia di successo rispetto agli avversari, visto che nel recente passato il fatto di essere “disperati” la squadra di Dwyer non aveva mai saputo tradurlo in energia positiva.

Stavolta perlomeno si è visto un complesso leventinese che per i primi due tempi ha pattinato molto più dei propri avversari, evidenziando un buon possesso del disco e guadagnandosi il diritto di considerare il 2-0 dopo due periodi come un risultato stretto.

Poi è successo il “patatrac” che indica l’estrema fragilità di questa squadra, che perlomeno è però riuscita ad ottenere un successo utile per il morale.

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highlights

Andrea Branca

Fondatore ed amministratore, Andrea è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media.