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A Langnau si conosce il copione da seguire, il sistema è rodato ma ha le sue insidie

Coach Ehlers ha dimostrato di aver trovato la chiave giusta per rendere la sua squadra efficace. Cinque attaccanti stranieri d’impatto, una difesa ermetica e dei buoni portieri saranno nuovamente la base dei Tigers

L’inizio della stagione 2019/20 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


LANGNAU TIGERS

La rosa 2019/20

PORTIERI
Damiano Ciaccio, Ivars Punnenovs

DIFENSORI
Federico Lardi, Larri Leeger, Anthony Huguenin, Claudio Cadonau, Yannick Blaser, Samuel Erni, Sebastian Schilt, Alain Bircher, Tim Grossniklaus, Andrea Glauser

ATTACCANTI
Rihards Melnalksnis, Robbie Earl (🇺🇸), Aaron Gagnon (🇨🇦), Stefan Rüegsegger, Pascal Berger, Raphael Kuonen, Toms Andersons, Loïc In-Albon, Ben Maxwell (🇨🇦), Alexei Dostoinov, Benjamin Neukom, Julian Schmutz, Harri Pesonen (🇫🇮), Chris DiDomenico (🇨🇦), Nolan Diem, Jules Sturny, Joel Salzgeber, Kejo Weibel


(PPR/Marcel Bieri)

Ripetersi non è mai semplice, soprattutto se si è reduci dalla propria miglior stagione di sempre. È questa la situazione con cui sarà confrontato il Langnau, che ha chiuso il passato campionato al sesto posto e con un bottino di 78 punti, cifra che i tigrotti non avevano mai raggiunto nella loro storia.

La squadra di Ehlers è poi andata vicina anche a vincere la sua prima serie di playoff, ma nonostante un bel recupero dal 3-1 al 3-3 nei quarti contro il Losanna, alla fine il gruppo ha dovuto cedere ai più quotati avversari nel momento decisivo.

Questo non ha però intaccato l’entusiasmo in casa Tigers, club che guarda all’imminente campionato con grande fiducia e forte di un trend finanziario sempre più solido. A Langnau le cifre nere sono infatti diventate una bella abitudine, con la società che per il quinto anno consecutivo – sostanzialmente dalla promozione a questa parte – ha fatto registrare un profitto, nell’occasione di circa 7’000 fr.

A Langnau si ha dunque la fiducia necessaria per guardare all’imminente torneo con la convinzione di poter sorprendere ancora, ed in questo senso la squadra continuerà a puntare su quegli ingredienti che hanno portato recentemente al successo. La rosa non è di quelle che fa gridare al miracolo, ma Ehlers ha trovato il giusto sistema di gioco per sfruttare al meglio le risorse a sua disposizione.


ARRIVI
Julian Schmutz (F, Bienne)
Robbie Earl (F, Bienne)
Loïc In-Albon (F, Losanna)
Jules Sturny (F, Visp)
Toms Andersons (F, Langenthal)
Sebastian Schilt (D, Friborgo)
Tim Grossniklaus (D, Olten)
Alain Bircher (D, Kloten)
Ben Maxwell (F, Spartak Mosca)

PARTENZE
Emanuel Peter (F, ritiro)
Anton Gustafsson (F, Bienne)
Nils Berger (F, Visp)
Eero Elo (F, Lukko Rauma)
Roland Gerber (F, ritiro)
Thomas Nüssli (F, ???)
Mikael Johansson (F, ???)
Stefano Giliati (F, Bolzano)
Viktor Östlund (G, Ambrì Piotta)
Flurin Randegger (D, Rapperswil)

STRANIERI
Chris DiDomenico
(F, 🇨🇦)
Robbie Earl (F, 🇺🇸 )
Harri Pesonen (F, 🇫🇮)
Aaron Gagnon (F, 🇨🇦)
Ben Maxwell (F, 🇨🇦)


Il successo dei Tigers passerà nuovamente dagli stranieri, cinque sin dall’inizio e tutti attaccanti. A livello di potenza di fuoco svizzera la formazione dell’Emmental non potrà ambire a riservare molte sorprese, e nel recente passato la squadra ha “nascosto” questa lacuna grazie a dei giocatori d’importazione hanno contribuito con ben 63 gol… Questo significa il 48% delle reti segnate dall’intera squadra, nessuno in NLA ha visto un contributo tanto marcato dai propri stranieri.

Questa è naturalmente un’arma a doppio taglio, che ti permette di sopperire ad alcuni tuoi deficit se gli stranieri hanno un impatto marcato con continuità, ma il tutto si può trasformare in una dipendenza pericolosa se l’impostazione non viene sostenuta da un sistema di gioco capace di reggere l’urto dei cali di forma.

A livello di effettivi la partenza di Eero Elo – pur con la sua irregolarità – non è da sottovalutare, anche considerando la sua abilità di essere decisivo con 6 game winning goal, numero che solamente Arcobello ha saputo superare.

Il Langnau ha però reagito con gli innesti di un giocatore dal sicuro rendimento come Robbie Earl e, visto che la strategia punta chiaramente tanto sugli stranieri, è stato ingaggiato anche un quinto elemento di buon livello come Ben Maxwell, elemento duttile e con le caratteristiche giuste per adattarsi al meglio alle esigenze in rapporto a quale altro elemento verrà lasciato in tribuna.

DiDomenico, Gagnon e soprattutto Pesonen rappresentano una sicurezza, con quest’ultimo semplicemente eccezionale nell’ultimo campionato – e poi protagonista al Mondiale! -, mentre il secondo pur con alti e bassi è stato il miglior giocatore del campionato agli ingaggi con una media di 20 vinti a partita.

La partenza di Anton Gustafsson non è da sottovalutare, ma arrivi come quello di Schmutz vanno ad aumentare la profondità, che dovrà poi essere stimolata da giovani interessanti come Sturny oppure In Albon.

Se il Langnau vorrà ripetersi qualcosa in più dovrà però probabilmente arrivare a livello di secondary scoring, pensando ad un passato campionato in cui solamente Pascal Berger e Kuonen hanno saputo superare quota 10 gol. Dietro di loro si trovavano Dostoinov (9) e Gustafsson (7), mentre nessuno degli altri attaccanti ha superato le tre reti.


In un contesto del genere coach Ehlers dovrà riuscire nuovamente ad orchestrare la fase difensiva alla perfezione, questo nonostante una rosa che in retrovia non vede nessun elemento di particolare spicco. Non sorprende dunque notare come da dietro nel 2018/19 siano arrivati solamente 15 gol (terz’ultima squadra), ma la vera forza del reparto si è vista altrove.

Il Langnau ha infatti protetto Ciaccio come nessun’altra squadra, concedendo il minor numero di tiri in assoluto con un totale di 1’349. Il tutto è inoltre stato sostenuto dal miglior boxplay del campionato (!), e questo è andato a creare il perfetto contesto per un gioco che raramente ha visto il Langnau in balia dell’avversario, anche nei momenti di minor possesso del puck.

Un ruolo importante in tutto questo l’ha chiaramente avuto il portiere, con Damiano Ciaccio bravo nello sfruttare l’opportunità di essere il titolare incontrastato visti i problemi fisici di Punnenovs.

Lo stesso lettone tornerà in squadra e rappresenta a sua volta una soluzione di buon livello, dando ad Ehlers un tandem che non arriva nei suoi singoli a livelli stratosferici, ma che nel complesso garantisce solidità e continuità.

In definitiva i Tigers si presentano dunque come una squadra ben cosciente dei propri limiti e con una filosofia precisa per cercare di arginarli, trovando nel contempo modo di avere successo.

Sulla carta la rosa presenta a livello svizzero pochi acuti, ma il vero ruolo di protagonista sarà nuovamente riservato ad un sistema di gioco collaudato e preciso, così come a degli stranieri che dovranno assicurare un’importante produzione offensiva.

Il resto degli ingredienti per la ricetta di Ehlers li porteranno degli elementi intangibili, come una mentalità di squadra – e di club – che renderà nuovamente il Langnau un cliente difficile per tutti.


MIGLIOR INNESTO

Robbie Earl: Il Langnau punta tantissimo sui suoi stranieri, e deve di conseguenza limitare al massimo il rischio di spiacevoli sorprese. Questo pericolo è praticamente ridotto all’osso con l’ingaggio dello statunitense, che dal suo arrivo in Svizzera nel 2012 è stata una costante certezza.

Nel Bienne era un elemento centrale di squadra e spogliatoio, e per lui parlano un bottino di 235 punti messi a segno in 276 partite di regular season in NLA.

ADDIO DOLOROSO

Anton Gustafsson: Il centro svedese con licenza svizzera non si è mai trasformato in quell’attaccante che lasciava presagire la sua scelta al primo turno del Draft una decina di anni fa, ma per i Tigers la sua era una presenza importante.

In un mercato svizzero che al centro è spesso proibitivo, e con una rosa nostrana che a Langnau non eccelle di qualità, la sua partenza ha lasciato un vuoto da non sottovalutare, visto anche il suo impiego non raro con gli stranieri.

FATTORE X

Il sistema di gioco: Il Langnau è una “macchina” interessante, che riesce ad alzare i giri del suo motore nonostante abbia delle lacune sia in attacco che in difesa.

Il sistema di gioco studiato da Ehlers è totalmente incentrato nel limitare l’impatto dei punti deboli e trovare i giusti espedienti per far sì che gli stranieri siano messi nelle condizioni di trascinare la squadra. Ha funzionato in passato, ora si tratterà di ripetersi con la stessa impostazione.


La classifica di HSHS

1. ZUGO
2. BERNA
3. LOSANNA
4. ZSC LIONS
5. BIENNE
6. _________
7. FRIBORGO
8. LANGNAU TIGERS
9. __________
10. GINEVRA SERVETTE
11. DAVOS
12. RAPPERSWIL

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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