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Ambrì Piotta

Il killer instinct stavolta è dall’Ambrì, Kloten battuto 5-1

I leventinesi hanno trovato tre punti importanti a Kloten. La squadra di Cereda è stata meno aggressiva del solito, ma ha saputo colpire gli aviatori nei momenti più importanti della sfida

Il killer instinct stavolta è dall’Ambrì, Kloten battuto 5-1

KLOTEN – AMBRÌ

1-5

(0-1, 1-1, 0-3)

Reti: 2’49 Müller (Plastino) 0-1, 26’30 Schlagenhauf (Hollenstein) 1-1, 39’54 Kostner (Collenberg, Bianchi) 1-2, 55’53 D’Agostini (Zgraggen) 1-3, 59’05 Plastino (D’Agostini) 1-4, 59’21 Kostner (Trisconi, Bianchi) 1-4

Note: Swiss Arena, 5’036 spettatori. Arbitri Dipietro, Müller; Bürgi, Duarte
Penalità: Kloten 3×2′, Ambrì 5×2′

KLOTEN – Con il giusto killer instinct, è tutto più semplice. È stata questa la differenza nella sfida tra le ultime due della classe, giocata sui binari di un grande equilibro ma decisa dalla capacità dell’Ambrì Piotta di colpire il Kloten nei momenti chiave della sfida. La squadra di Cereda è così riuscita a tornare alla vittoria dopo cinque KO consecutivi, ottenendo tre punti importanti che ridanno serenità ad un ambiente che già venerdì alla Valascia si era dimostrato in ripresa.

I biancoblù hanno gestito particolarmente bene quell’episodio che ha visto una rete verosimilmente regolare non accordata a Collenberg – molto fiscale la valutazione della posizione di Bianchi nello slot – con lo stesso difensore (da qualche partita più sicuro, dopo un pessimo inizio di campionato) a servire poco dopo un disco perfetto a Kostner, che a soli sei secondi dalla fine del periodo centrale ha firmato un vantaggio pesantissimo.

La rete ha infatti rappresentato una vera doccia fredda per il Kloten, capace di farsi preferire rispetto ai biancoblù per una porzione importante del secondo tempo. Poche infatti le chance da gol capitate sui bastoni biancoblù in quella fase, apertasi con una grandissima occasione in shorthand per D’Agostini e che nelle ultime battute aveva visto Lhotak sciupare un’ottima opportunità.

Quando la mancanza di opportunismo sembrava poter nuovamente mettere in ginocchio i leventinesi, è però arrivata la già citata rete di Kostner, che ha completamente cambiato l’inerzia del match. L’Ambrì Piotta ha infatti sbandato vistosamente solamente dopo il pareggio di Schlagenhauf, nato da un’eccessiva aggressività sul fronte offensivo che ha permesso ad Hollenstein di innescare il contropiede.

Nelle fasi successive all’episodio la squadra di Cereda ha perso di struttura, facendosi cogliere impreparata in qualche occasione di troppo in zone neutra, e dando l’opportunità agli aviatori di sfruttare la velocità delle proprie ali. Fondamentale in quei momenti è stato Conz, che stavolta è riuscito a sfoderare diverse parate determinanti, tra cui una alla mezz’ora che ha fatto da vero spartiacque dell’incontro.

Il portiere era stato criticato – anche in questa sede – per aver svolto sinora un compito discreto ma mai decisivo, ed in questo senso è giusto sottolineare come l’ex Friborgo abbia sabato contribuito in maniera centrale al successo.

La squadra di Cereda ha così dato una svolta decisiva alla sfida dopo aver giocato un primo tempo chiuso meritatamente in vantaggio – gol di Müller in powerplay dopo tiro di Plastino – e si è poi difesa con discreta calma dagli attacchi generosi ma disordinati dal Kloten. Gli uomini di Tirkkonen hanno passato diversi minuti nel terzo ospite, trovando complessivamente 18 tiri nel terzo tempo ma mai realmente mandando in affanno l’Ambrì, che è poi stato spietato nell’ipotecare la sfida con D’Agostini su contropiede creato da Zwerger.

Il finale è stato d’accademia, ma utile per trovare due sorrisi importanti. Il primo è quello di Nick Plastino, a cui D’Agostini ha lasciato in maniera altruista il disco per il gol a porta vuota, il suo primo in maglia biancoblù. Il secondo quello di Kostner, autore di una meritatissima doppietta che va a premiare lui – da inizio stagione encomiabile per il suo impegno – e tutta la sua linea, anche alla Swiss Arena la più efficace.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata in particolare dalla seconda linea, con Emmerton e Lhotak al di sotto delle aspettative che si hanno nei loro confronti, mentre Guggisberg è stato impalpabile. Difficile però abbozzare altri commenti al termine di un match in cui l’arma del forecheck è stata usata meno del solito, con i biancoblù che sono scesi in pista con l’atteggiamento più conservativo visto sino ad oggi.

Considerate un totale di cinque partite nel giro di otto giorni, tra cui tre incontri in quattro serate tra venerdì e lunedì, è possibile che Cereda abbia dato uno “strappo alla regola” e proposto un gameplan meno impegnativo dal punto di vista fisico, così da non ritrovarsi all’Hallenstadion con il fiatone. Un’ipotesi che andrà verificata contro Pestoni e compagni, ma nel frattempo i leventinesi possono godersi una serata finalmente vincente.


IL PROTAGONISTA

Benjamin ConzIl portiere biancoblù era stato sino ad ora discreto nelle sue prestazioni, garantendo alla squadra delle parate di ordinanza ma raramente protagonista di interventi fuori dal normale.

Sabato sera non è stato così. Alcune sue parate hanno dato una direzione precisa all’incontro, specialmente nell’ambito di un secondo tempo che ha deciso le sorti del match. Stavolta Conz ha fatto quell’intervento in più di cui l’Ambrì ha bisogno per avere successo, ed un 97.67% di parate ne rappresenta la bella testimonianza.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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