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Ambrì Piotta

Il Friborgo ha una marcia in più, l’Ambrì deve trovare altri ritmi

I burgundi hanno legittimato la vittoria per 6-1 controllando a lungo il match. Per i biancoblù al rientro Nättinen e prima rete del preseason per Flynn

Il Friborgo ha una marcia in più, l’Ambrì deve trovare altri ritmi

AMBRÌ – FRIBORGO

1-6

(0-4, 0-2, 1-0)

Reti: 3’28 Marchon (Furrer) 0-1, 10’32 Brodin (Stalberg, Schmid) 0-2, 17’25 Sprunger (Mottet, Bougro) 0-3, 19’11 Brodin (Mottet, Jecker) 0-4, 20’18 Bykov (Stalberg, Desharnais) 0-5, 35’19 Schmid (Brodin) 0-6, 56’01 Flynn (Hächler) 1-6

Penalità: Ambrì 9×2′, Friborgo 4×2′

Note: Bellinzona, 419 spettatori
Arbitri: Erard, Gianinazzi; Stalder, Meusy

Assenti: Patrick Incir, Christian Pinana(infortunati), Elia Mazzolini, Zaccheo Dotti, Michael Fora, J. Neuenschwander, Stanislav Horansky, Robin Schwab, Josselin Dufey, A. Neuenschwander

BELLINZONA – A meno di due settimane dall’inizio della regular season l’Ambrì Piotta non ha vissuto la sua miglior serata nell’amichevole contro il Friborgo, persa con un chiaro 6-1 che i dragoni hanno legittimato sostanzialmente dall’inizio alla fine.

Pochi infatti gli argomenti che i biancoblù hanno saputo proporre per cercare di fermare la squadra di Dubé, più “in palla” e capace di ingranare una marcia diversa sin dai primi cambi. La differenza in questo senso è apparsa chiara, il Friborgo ha pattinato il doppio ed ha unito il tutto a maggiore precisione e velocità d’esecuzione, costringendo Ciaccio ad una serata impegnativa e nel contempo riducendo al minimo il lavoro di Connor Hughes.

Poche infatti le occasioni da gol che l’Ambrì Piotta ha saputo costruirsi, con i principali spunti che sono arrivati dalle iniziative di Rohrbach, Kneubuehler e Müller, capaci di distinguersi positivamente in un match che sul fronte leventinese ha avuto pochi acuti individuali.

A senso unico il primo tempo, quando il Gotteron ha controllato il gioco ed ha messo quattro puck alle spalle di Ciaccio, costringendo l’Ambrì ha inseguire sia sul ghiaccio che nel punteggio. Alla ripresa Bykov ha trovato la quinta rete dopo appena 18 secondi, e qualche minuto dopo Cereda ha chiamato il timeout per cercare di spronare i suoi a dare quel qualcosa in più per rimettere il match su binari competitivi.

Effettivamente le cose per qualche cambio sono andate meglio. In un breve frangente l’Ambrì è riuscito a prendere ritmo, a superare in maniera più pulita la zona neutra e a trovare anche qualche tiro interessante verso Hughes, ma lo sfortunato episodio che ha portato alla sesta rete ospiteCiaccio ha colpito il puck a mezz’aria con il bastone, spedendolo nella propria rete – ha smorzato sul nascere il cambio di momentum.

Nel terzo tempo i biancoblù hanno cominciato bene e sono riusciti a guadagnarsi finalmente la prima opportunità di giocare in powerplay – sei invece le superiorità burgunde – e proprio allo scadere dei due minuti Brian Flynn ha firmato il gol della bandiera, trovando anche il suo primo centro del preseason.

Sia lo statunitense che D’Agostini appaiono però ancora lontani dal miglior stato di forma e non riescono ancora ad avere un impatto marcato sul gioco. Chiamato a (ri)prendere ritmo pure Nättinen, al rientro venerdì dopo l’affaticamento muscolare delle passate settimane, mentre sono rimasti per la terza partita consecutiva a bordo pista Fora e Horansky.

Ad eccezione di questi ultimi la formazione mandata in pista da Cereda si avvicina molto a quella “tipo”, con il top six nell’occasione completato da Kneubuehler (nella linea dei due nordamericani) mentre Nättinen è stato riproposto con Müller e Zwerger.

Difficile però trarre delle conclusioni, se non per constatare che per arrivare pronti al primo ottobre c’è sicuramente del lavoro da fare. Nelle ultime amichevoli è venuta a galla una certa difficoltà nel costruirsi occasioni da rete e trovare continuità tra un cambio e l’altro, mentre in retrovia restano da registrare alcuni automatismi nella copertura degli spazi.

Il gioco dovrà insomma salire d’intensità e mordente, ed in questo senso gli stimoli del derby di sabato daranno qualche informazione in più sulle possibilità attuali della squadra di fare “click” ed esprimersi su altri ritmi.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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