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Ambrì Piotta

Il derby degli orrori va al Lugano, l’Ambrì si arrende alla Resega

LUGANO – AMBRÌ

5-3

(2-1, 1-1, 2-1)

Reti: 2’06 Monnet (Pesonen, Mäenpää) 0-1, 2’29 Fazzini (Bertaggia) 1-1, 6’38 Hirschi (Klasen, Zackrisson) 2-1, 22’27 Bianchi (Fora, Fuchs) 2-2, 32’19 Ronchetti (Bertaggia, Hirschi) 3-2, 44’56 Fazzini 4-3, 50’21 Jelovac (Kamber, Ngoy) 4-3, 59’19 Lapierre (Brunner, Zackrisson) 5-3

Note: Resega, 6’764 spettatori. Arbitri Vinnerborg, Wiegand; Bürgi, Kovacs
Penalità: Lugano 2×2′, Ambrì Piotta 1×2′

LUGANO – Non ci si poteva aspettare un derby dai contenuti tecnici per palati sopraffini, non tanto per gli interpreti in pista che rimangono di ottimo livello, ma bensì per il momento che stanno affrontando Lugano e Ambrì Piotta e per i problemi di vario genere che affliggono le due squadre.

Sarebbe stato inutile chiedere alle due contendenti un cambiamento radicale direttamente in un derby del genere, ma perlomeno entrambe le squadre hanno ritrovato la grinta e l’intensità che erano mancate nei loro ultimi impegni. Sarà stato per l’aria da stracantonale o semplicemente per volontà di dare un senso a questo lasso di campionato, fatto sta che perlomeno Lugano e Ambrì hanno dato vita a una partita intensa e piuttosto divertente.

Attenzione però, perché sarebbe sbagliato confondere il tasso di divertimento in una partita con il suo livello tecnico e di concentrazione, perché aldilà di un match ricco di ribaltamenti di fronte e di intensità, gli errori sui due fronti (individuali e tattici) sono stati una miriade.

Errori che rispecchiano fedelmente il momento delle due squadre, insicurezze di giocatori “impauriti” dai possibili sbagli e altri dettati da carenze di contingente. Ciò non ha impedito comunque al Lugano di impostare una partita tatticamente “giusta”, che ha rischiato però di affondare a causa dell’incapacità della squadra di Shedden di impostare il gioco dalle retrovie con continuità e regolarità, un problema che affligge i bianconeri già da tempo.

Klasen e compagni hanno infatti sfruttato meglio gli errori avversari per crearsi le occasioni da rete, sfruttati con Fazzini due volte e il recupero di Klasen per la staffilata di Hirschi oltre alle insicurezze di Zurkirchen che non ha fatto una bella figura sulla rete di Ronchetti.

I bianconeri sono stati bravi soprattutto nel reagire immediatamente alla rete di Monnet nel primo tempo e a darsi una spinta nel terzo periodo, prendendo in mano la contesa almeno per la prima decina di minuti.

L’Ambrì Piotta la partita dal canto suo l’ha interpretata nella maniera che doveva essere, con molti raddoppi in difesa, forecheck alto e veloci ripartenze, riuscite però solo praticamente al blocco di Emmerton. Per il resto anche i biancoblù hanno mostrato tutti i loro limiti, individuali e di organizzazione, permettendo al Lugano di facilitare il recupero del disco nel terzo offensivo già sul primo passaggio, vedasi la rete di Hirschi e la seconda di Fazzini.

Nel finale il Lugano ha corso ancora i soliti rischi a cui ci ha abituati quando deve gestire i vantaggi nelle partite, permettendo agli ospiti di rifarsi sotto con un appoggio di Jelovac.

Alla fine a fare la differenza in questo derby non è stata una marcata superiorità del Lugano come si potrebbe pensare vedendo i roster delle due squadre, ma semplicemente la capacità dei bianconeri di sfruttare meglio gli errori altrui.

Se Klasen e Zackrisson hanno dialogato bene ma sbagliato altrettanto, è stato soprattutto il quarto blocco a creare i pericoli maggiori – non è un caso la doppietta di Fazzini – facendo un eccellente lavoro fisico e mostrando un’ottima organizzazione a tutta pista guidato da Morini.

Tra gli uomini di Kossmann è emerso particolarmente il primo blocco, con un Emmerton molto ispirato e l’unico capace di gestire il disco nel terzo offensivo in modo da creare le migliori occasioni smarcando i compagni, mentre pesano alcuni errori individuali come nel caso di Zurkirchen e Mäenpää, costati direttamente due reti rivelatesi il nuovo vantaggio bianconero e il game winning gol.

È stato un derby insolito anche per le pochissime penalità fischiate, con l’unica che poteva rivelarsi veramente decisiva per l’Ambrì Piotta al 51′ subito pareggiata da un fallo di Hall che ha vanificato una grossa opportunità per il pareggio leventinese.

In generale è stato un derby divertente per il pubblico, meno per i due tecnici che hanno dovuto fare i conti con troppi errori sui due fronti, sintomi chiarissimi del momento che attraversano le due squadre. Sul piano numerico è sicuramente più importante la vittoria del Lugano che la sconfitta dell’Ambrì Piotta, perché permette ai bianconeri di respirare un pochino fuori dall’acqua, ma dall’altra parte non cambia praticamente la situazione quasi disperata dei leventinesi creatasi ben prima di questo derby.

Un derby povero di contenuti tecnici, che ha mostrato a chi (forse) non se ne era ancora reso conto o non voleva ancora farlo, la situazione delle due squadre ticinesi, che aldilà della vittoria bianconera rimane decisamente disarmante.

fattore2RIDE CHI SBAGLIA MENO: Alla fine ne è uscita una partita piuttosto equilibrata, che non si è decisa per mole di gioco o momenti di grande hockey, semplicemente perché una di fronte all’altra erano due squadre in grossa difficoltà.

Tra questa confusione e i molti disagi tecnici a spuntarla sono stati i bianconeri, che hanno sbagliato tanto quanto i loro avversari, ma perlomeno sono stati bravi a sfruttare le loro indecisioni.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa in particolar modo della copertura di tutto ciò che ruota attorno all’HC Lugano e alla NLA.

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