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Il Davos rimonta il Lugano, esordio amaro per Pelletier

I bianconeri si mostrano compatti e vanno due volte in vantaggio, ma il Davos ribalta la sfida. È la terza sconfitta contro i grigionesi

Il Davos rimonta il Lugano, esordio amaro per Pelletier

DAVOS – LUGANO

3-2

(0-1, 1-1, 2-0)

Reti: 10’02 Loeffel (Lajunen, Suri) 0-1, 31’39 Tedenby 1-1, 36’01 Sannitz (Suri) 1-2, 43’42 Herzog (Jung, Frehner) 2-2, 45’07 Du Bois (Baumgartner, Ambühl) 3-2

Note: Eisstadion Davos, 5’409 spettatori. Arbitri Tscherrig, Hungerbühler; Fuchs, Gnemmi
Penalità: Davos 0×2′, Lugano 3×2′

DAVOS – Se la prima di Hnat Domenichelli è coincisa con una vittoria contro il Bienne, l’esordio di Serge Pelletier a Davos è un po’ più amaro. Ma questo più nella sostanza che nella forma – e purtroppo è ciò che conta ora – ma guardando alla prestazione dei bianconeri nei Grigioni il nuovo coach del Lugano può intravvedere di sicuro qualcosa di positivo.

Senza stravolgere la formazione della sera precedente al suo arrivo ma con Chorney e Schlegel schierati al posto di Postma e rispettivamente Zurkirchen, Pelletier ha infatti visto il Lugano tenere testa a lungo al Davos, andando vicino anche al gol del pareggio nei minuti finali, dopo aver condotto la gara sull’1-0 e poi sul 2-1 fino al 45’.

Un momento decisivo per le sorti della partita, con il Davos capace di trovare il secondo pareggio di serata con Herzog e poi in grado pure di approfittare della penalità affibbiata ai bianconeri dopo un coach challenge andato male.

Un momento che sa appunto di amarezza, perché sa un po’ di gestione azzardata dello staff sull’azione che ha portato al pareggio, e un uno-due così micidiale dei padroni di casa ha finito per tagliare le gambe degli ospiti per un bel po’ di minuti.

Fino a lì il Lugano se l’era giocata perfettamente con i gialloblù, andando su un primo vantaggio con una stupenda invenzione di Loeffel – al quarto gol del fine settimana, un giocatore trasformato – e poi rispondendo al primo pareggio di Tedenby con l’imbeccata di Suri per Sannitz al rientro da una penalità.

Era già stato un peccato permettere al Davos di pareggiare con Tedenby a causa di uno sciagurato tentativo di liberazione del terzo di Chorney, finito sulla paletta dello svedese che non ha perdonato, ecco perché l’amarezza rimane per un Lugano che ha messo in mostra i mezzi necessari per fare punti.

Il punto forte di Chiesa e compagni sulla pista grigionese è stata soprattutto la compattezza e la determinazione nei contrasti difensivi, riuscendo a proteggere bene lo slot davanti al bravo Schlegel, insomma una tattica da “primo: non prenderle” che in fondo avrebbe potuto pagare, ma che ha anche limitato le proiezioni offensive.

I ragazzi di Pelletier si sono soprattutto affidati alle ripartenze, ma raramente hanno saputo sfruttare i momenti positivi per installarsi e mettere pressione per più di pochi secondi alla difesa di casa, risultando così piuttosto sterili.

Rispetto alla partita contro il Bienne però il Lugano ha fatto già dei passi avanti per quanto riguarda il rigore difensivo (errore individuale a parte) e la velocità nel liberare il terzo, il prossimo passo sarà quello di saper unire anche una manovra migliore e continua dopo la linea blu offensiva, dato che lo slot del Davos è rimasto un po’ troppo pulito.

D’altra parte però vista la tenuta complessiva e i pochi tiri scagliati anche dal Davos, l’impostazione con un solo difensore straniero sembra reggere – rimane da scegliere chi titolarizzare, ma l’errore e una partita anonime del numero 16 facilitano un po’ le cose – e una squadra che fatica a produrre gioco offensivo non può rinunciare ai tre attaccanti stranieri, pur se nessuno per ora sembra incantare nonostante un McIntyre che sa cogliere ottimi spunti e dare velocità.

Nel complesso il Lugano avrebbe meritato di più ma si è fatto male con le sue mani, mentre il Davos ha saputo sfruttare i momenti a lui favorevoli e gli errori in retrovia degli avversari. Non è stato assolutamente un brutto Lugano e Pelletier sembra possa perlomeno partire da uno scalino sopra ad alcuni scempi visti nelle ultime settimane.


IL PROTAGONISTA

Felicien Du Bois: Il difensore gialloblù sta attraversando un momento di grande forma e contro il Lugano lo ha ribadito.

La rete decisiva arrivata con una cannonata in power play è stata il giusto premio per una partita giocata da vero leader e con grande compattezza.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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