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Coppa Spengler

Il Davos lotta ma il KalPa è più organizzato e vola in finale

Il KalPa ha dimostrato di essere una squadra di ottimo livello e sfiderà il Team Canada in finale. Ancora un’ottima prova di Manzato tra i pali

Il Davos lotta ma il KalPa è più organizzato e vola in finale

KALPA KUOPIO – DAVOS

2-1

(1-0, 0-0, 1-1)

Reti: 2’11 Nousiainen (Makinen) 1-0, 45’47 Frehner (Jung, Aeschlimann) 1-1, 50’37 Rissanen (Texier, Ruuttu) 2-1

Note: Vaillant Arena, 6’300 spettatori (tutto esaurito)
Penalità: KalPa 1×2′, Davos 1×2′

DAVOS – Hanno dato subito un segnale ai presenti, sia Davos che KalPa: dopo pochi cambi si è capito che sarebbe stata partita vera. Spigolosa, ricca di check alle assi – esercizio in cui i finnici eccellono – e poco spazio per le azioni centrali.

Sia i grigionesi (senza Ambühl, Nygren e Du Bois) che i finlandesi (con Manzato ancora portiere titolare) hanno deciso che questa partita era da giocarsi fino in fondo. Questo però è sembrato aver avvantaggiato il KalPa che, fisicità o meno, ha già provato di avere un impianto di gioco collaudato e oliato, mentre i gialloblù faticano già di par loro, metterla sul muscolare non ha fatto altro che evidenziare i problemi di gestione del disco e di idee che ha la squadra di Vitolinsh.

Particolarmente problematici i primi cambi del Davos, dove è poi nata la rete di Nousiainen, sembrava non ci fosse verso di portare fuori il disco dallo slot e alla fine se n’è pagato il prezzo. Qualche fiammata della linea di Klasen e un sussulto dei Wieser non è bastato per equilibrare le cose, il Davos è sembrato in vera difficoltà già nei primi venti minuti.

Se i grigionesi sono rimasti in partita vi è non solo da ringraziare Senn ma anche il sacrificio dei propri difensori. Col passare dei minuti nel periodo centarle il KalPa ha fatto più fatica ad incunearsi nello slot del Davos, nonostante sempre i finnici siano rimasti padroni del gioco.

Qualche intervento anche per Manzato, non impossibile ma impegnativo, ma sul piano del gioco era evidente che il Davos fosse qualche passo indietro. Quindi disco ai vari Klasen e Pestoni per cercare la giocata, dietro senza Nygren non si sono visti più inserimenti dei difensori né ripartenze studiate, quindi tutti a gettarsi sul ghiaccio per proteggere Senn e impedire che il disco arrivasse in area di porta.

Risultato della tattica di Vitolinsh? Essere ancora in partita dopo 40 minuti di gioco, tutt’altro che scontato contro un KalPa di ottimo livello ed organizzazione.

Col passare dei minuti una situazione del genere sarebbe però potuta andare a favore del Davos, con il KalPa incapace di chiudere un match che avrebbe dovuto e potuto chiudere molto in anticipo e i gialloblù ad attendere con pazienza, anche se con poco ordine. In virtù di questo è arrivata la rete del pareggio in maniera fortunosa grazie al tocco involontario di Frehner in caduta davanti a Manzato.

La gioia è stata di poca durata, la cattiveria con cui stavolta Texier e Rissanen hanno trovato il nuovo vantaggio è stata di quella che in tutto il match i finlandesi cercavano ma non trovavano, aiutati anche dal turn over di Buchli in zona neutra, Vaillant Arena raggelata di nuovo e definitivamente.

Sforzo finale del Davos che non ha prodotto quanto sperato, quindi sarà il KalPa a sfidare il Team Canada. Per quanto mostrato in semifinale ma soprattutto sull’arco del torneo è più che meritato per i finlandesi, squadra organizzata e di ottimo livello.

Il Davos ha ancora usato il cuore e la grinta più della testa e dalla disciplina, prima o poi avrebbe pagato lo scotto di questo. La squadra di Vitolinsh ha sì nuova linfa ma sta ancora pagando i problemi che si trascina dal campionato, tanto per dire che i migliori dei gialloblù in questa Spengler sono stati due rinforzi esterni.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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