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National League

Il Davos di Wohlwend e Raffainer ha il difficile compito di ripetere una stagione straordinaria

Terminata al terzo posto la scorsa regular season, i grigionesi hanno avuto dalla loro parte numeri forse irripetibili in attacco e una difesa tra le peggiori del torneo. Saranno capaci di mantenere le alte velocità?

L’inizio della stagione 2020/21 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


DAVOS

La rosa 2020/21

PORTIERI
Sandro Aeschlimann, Robert Mayer

DIFENSORI
Davyd Barandun, Dominic Buchli, Felicien Du Bois, Samuel Guerra, Oliver Heinen, Sven Jung, Lorenz Kienzle, Magnus Nygren (🇸🇪), Claude Paschoud, Lukas Stoop

ATTACCANTI
Marc Aeschlimann, Andres Ambühl, Benjamin Baumgartner, Enzo Corvi, Chris Egli, Yannick Frehner, Fabrice Herzog, Luca Hischier, Simon Knak, Perttu Lindgren (🇫🇮), Dario Meyer, Aaron Palushaj (🇺🇸), Teemu Turunen (🇫🇮), Dino Wieser, Marc Wieser


(PPR/Juergen Staiger)

Il men che si possa dire è che il Davos della scorsa stagione sia stato una sorpresa, perché stentiamo a credere che anche il tifoso più ottimista avrebbe puntato sul terzo posto finale a soli due punti dallo ZSC Lions vincitore della regular season.

In effetti le incognite erano parecchie alla prima stagione del dopo-Del Curto, da un allenatore “nuovo” per la National League, da una nuova strategia sportiva, ai tanti giovani in squadra, i nuovi stranieri e giocatori che si credeva fossero arrivati quasi al capolinea. Invece la banda di Wohlwend ha trovato il modo per tornare ad essere il Davos che avevamo ammirato nei suoi anni migliori, trascinato da stranieri altamente produttivi, scommesse vinte e giovani esuberanti sorretti dall’esperienza dei più anziani.

Un mix che ha funzionato alla perfezione, che ha visto qualche crepa in inverno inoltrato e in fondo qualche segnale che alla truppa grigionese fosse andato quasi tutto a meraviglia si stava anche delineando.

È andata bene con i giovani lanciati in prima squadra, con un pacchetto stranieri incredibilmente performante e degli “anzianotti” come Du Bois e Ambühl che per magia hanno ritrovato una nuova giovinezza, ed è andata bene anche nel…male, quando l’incredibile fromboliere Otso Rantakari ha sostituito l’infortunato Magnus Nygren.


ARRIVI
Robert Mayer (G, Ginevra Servette)
Teemu Turunen (F, HIFK)
Simon Knak (F, Portland Winterhawks, prestito)

PARTENZE
Joren van Pottelberghe (G, Bienne)
Tino Kessler (F, Bienne)
Thierry Bader (F, Berna)
Jerome Portmann (F, Olten)
Mattias Tedenby (F, Vityaz Podolsk)
Jesse Mankinen (F, HPK)
Otso Rantakari (D, Neftekhimik Nizhnekamsk)
Lorenzo Glarner (F, Lyss)

STRANIERI
Magnus Nygren (D, 🇸🇪)
Perttu Lindgren (F, 🇫🇮)
Aaron Palushaj (F, 🇺🇸)
Teemu Turunen (F, 🇫🇮)


Insomma ai gialloblù è uscita una combinazione vincente su ogni livello, ma sapranno ripetersi anche nella prossima stagione? Si sa, le conferme sono sempre le più difficili, ed effettivamente se si va a scorgere qualche statistica scopriamo proprio come l’ultima regular season sia stata positiva in maniera quasi irripetibile.

A riassumerlo c’è il PDO dei grigionesi, ossia il “coefficiente fortuna”, e in questo caso Palushaj e compagni erano i primi con oltre il 102% di PDO, sinonimo di grande efficienza senza praticamente margini di miglioramento.

Infatti, il Davos è la squadra che ha terminato con la riuscita al tiro più alta della lega, con i vari Palushaj, Tedenby e Lindgren tutti oltre il 14%, con Tedenby addirittura quasi al 18%, dopo aver superato il 23% a Natale!

Dall’altra parte vediamo però anche come la difesa sia stata solo la nona del campionato, la decima per tiri subiti e addirittura l’ultima per il box play, una seconda faccia della medaglia che mostra quanto le incredibili statistiche offensive abbiano compensato e coperto delle grosse lacune diventando forse irripetibili.

In vista della stagione alle porte, Raffainer ha operato capillarmente sul mercato, a partire dagli estremi difensori, dove l’esperto Robert Mayer aumenterà la competitività garantendo una solidità collaudata, pur senza essere un top del ruolo in Svizzera, togliendo nel contempo un po’ di peso dai suoi giovani colleghi.


La difesa, una delle più fragili del torneo, non ha praticamente visto cambiamenti e rimane il punto debole della squadra, considerando anche il fatto che, seppur reduce da una stagione straordinaria, Du Bois va per i 37 e deve ancora recuperare da un infortunio al tendine d’achille.

Per il resto il reparto, aldilà di Magnus Nygren, non sembra poter garantire qualità in gran numero, con diversi giocatori muscolari ma poco dotati sul piano dell’impostazione e della visione di gioco, tenendo conto della velocità d’esecuzione in uscita che chiede Wohlwend ai suoi.

Molto meglio va in attacco, detto delle capacità da scorer di diversi giocatori, ci sarà da sostituire lo svedese Tedenby con il finnico Teemu Turunen, playmaker dalle mani raffinate ma meno dotato sul piano del pattinaggio e dell’intensità rispetto al suo predecessore, uno dei grandi trascinatori della scorsa stagione.

Palushaj e Lindgren potrebbero anche garantire una resa molto simile, ma sarà da valutare una nuova stagione dell’eterno Andres Ambühl, straordinario giocatore che all’alba dei 37 anni è stato in grado di mettere assieme ben 34 punti. Si attende per contro l’esplosione definitiva di Benjamin Baumgartner, e questo darà – con Corvi e Lindgren – una qualità al centro davvero di prim’ordine.

In previsione, il Davos parte comunque con ottime basi per una stagione positiva, ma se l’attacco non potrà garantire i numeri straordinari della scorsa stagione, c’è il pericolo che alcune lacune non indifferenti possano fare piuttosto male, e l’età (o la salute) di alcuni senatori non lascia tranquilli fino in fondo.


MIGLIOR INNESTO

Teemu Turunen: Raeto Raffainer lo ha descritto come “l’ingaggio dei sogni” e i numeri mostrati in Finlandia dall’ala 25enne sono piuttosto impressionanti. Nonostante alcune lacune nel pattinaggio e nell’intensità del suo gioco, Turunen ha le carte in regola per fare la differenza anche nel difficile campionato svizzero e inserirsi in un contesto offensivo come quello del Davos che sa esaltare collettivo e individualità.

ADDIO DOLOROSO

Mattias Tedenby: Giocatore spettacolare, velocissimo e difficile da contenere per i suoi movimenti, Tedenby ha deliziato il pubblico grigionese unendo giocate da urlo e tanta sostanza, trascinando il Davos per gran parte della stagione. Ha terminato il campionato con una media realizzativa altissima e questo fattore potrebbe renderlo quasi insostituibile, alla luce anche di uno stile che si addiceva alla perfezione per il campionato svizzero.

FATTORE X

L’equilibrio dei numeri: Il Davos ha vissuto gran parte dei suoi successi grazie all’efficienza dell’attacco e alla capacità di andare in rete con i primi tiri di ogni partita. Bisogna capire se sarà possibile ripetere tale resa e, se così non dovesse essere, quale impatto potrebbe avere una delle difese più fragili e perforate del campionato. Wohlwend ha imposto uno stile di gioco quasi “sfacciato”, ma dovrà trovare anche un certo equilibrio in retrovia se le cose non dovessero funzionare a meraviglia come un anno fa.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. _________
3. LOSANNA
4. _________
5. BERNA
6. GINEVRA SERVETTE
7. DAVOS
8. FRIBORGO
9. __________
10. __________
11. RAPPERSWIL
12. LANGNAU

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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