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Coppa Spengler

Canada in finale, ma il Mountfield vende cara la pelle

Nordamericani subito in vantaggio di 2 reti, ma Lhotak e compagni sono stati bravi a reagire. I cechi hanno fatto gioco pari, Poulin ha stoppato la loro rimonta

Canada in finale, ma il Mountfield vende cara la pelle

TEAM CANADA – MOUNTFIELD

5-2

(2-1, 1-1, 2-0)

Reti: 4’01 McIntyre (Lapierre, Parenteau) 1-0, 15’09 McClement (D’Agostini, Hickey) 2-0, 15’23 Cingel (Smolenak, Lhotak) 2-1, 23’16 Goloubef (Kelly, Hamilton) 3-1, 34’47 Dragoun 3-2, 55’39 Boychuk (Lapierre, Noreau) 4-2, 59’41 Noreau (Lapierre) 5-2

Note: Vaillant Arena, 6’300 spettatori (tutto esaurito)
Penalità: Team Canada 2×2′, Mountfield 5×2′

DAVOS – Infine è andata come rigor di logica vuole, con il Team Canada in finale – in attesa di Svizzera-Davos – a cercare di arrivare all’ennesima Spengler Cup.

Ma non è stata impresa facile come si possa pensare, nemmeno per le tre reti di scarto finali, anzi, Noreau e compagni hanno avuto brividi lungo la schiena fino ai secondi vicini alla terza sirena, appena prima che il capitano dei nordamericani chiudesse il match a porta vuota.

Nemmeno il doppio vantaggio trovato nel primo quarto d’ora di gioco deve illudere che la squadra di Desjardins abbia trovato la strada spianata, dato che Bednar e compagni sulla loro strada si sono trovati un Poulin quasi intrattabile, mentre sull’altro fronte Rybar non è esente da colpe su almeno una delle due prime reti, quella del 2-0 di McClement per intenderci.

Canadesi semplicemente più bravi sotto porta, perché a livello di manovra e occasioni da rete, i cechi non sono rimasti a guardare, trovando almeno tre grosse opportunità ancora rintuzzate da Poulin dopo essere andati sotto, sfruttando subito la prima per dimezzare lo scarto con Cingel.

È nel periodo centrale però che il Mountfield ha fatto passare i minuti peggiori al Canada, trovandosi a proprio agio nel giocare contro una difesa, quella nordamericana non certo irreprensibile e che ha concesso diversi spazi nello slot. L’unica rete i cechi, a fronte di quella del 3-1 di Goloubef, l’hanno trovata in shorthand con Dragoun.

Spinta continuata anche nel periodo centrale, con i canadesi sempre bravi a crearsi occasioni soprattutto di forza e scardinando lo slot con furbizia, ma Lhotak e compagni non hanno mollato la presa, nonostante il nuovo allungo di Boychuk in mischia, rischiando di andare in rete ancora in shorthand con Koukal.

Sforzo finale (anche in 6 contro 4) che non ha dato i frutti sperati, al Mountfield resta l’onore delle armi e gli applausi di un pubblico quasi tutto dalla sua parte.

Al Canada resta la certezza di essere ancora lì a giocarsi la coppa, con qualche dubbio in più per un gioco che non riesce a convincere e una difesa stranamente insicura rispetto a ciò che ci aveva abituato.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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