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Il Canada è ancora d’oro, Svezia non pervenuta nell’atto finale

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SVEZIA – CANADA

0-3

(0-1, 0-1, 0-1)

canada
Reti: 12’55 Toews (Carter, Weber) 0-1, 35’43 Crosby 0-2, 49’04 Kunitz 0-3.

Note: Bolshoy Ice Dome, 11’076 spettatori. Arbitri Meier (USA), Sutherland (CAN); Amell (CAN), Devorski (CAN)

Penalità: Svezia 3×2′, Canada 2×2′

SOCHI – Il Canada vince ancora la medaglia d’oro! A quattro anni del trionfo di Vancouver la formazione nordamericana si è nuovamente confermata la migliore al mondo venendo a capo nell’atto finale della Svezia con l’eloquente punteggio di 3-0.

Sebbene in avvio di torneo fosse facile pronosticare la vittoria finale di Doughty e compagni, un percorso di avvicinamento nella fase ad eliminazione diretta non facile come ci si potesse aspettare aveva fatto perlomeno pensare ad un esito differente. Superate le avversità, invece, il Canada si è liberato praticamente senza difficoltà di una Svezia apparsa scarica e che, priva di alcuni dei suoi uomini migliori (Zetterberg, Sedin, Backstrom) non ha opposto praticamente alcuna resistenza.

Sin dai primi minuti la partita è stata una vera e propria montagna russa di emozioni. Subito sugli scudi Lundqvist, che dopo nemmeno due minuti è stato costretto al miracolo per porre fine ad una grande azione imbastita da Crosby e conclusa dall’ex bianconero Bergeron. La risposta svedese non si è fatta attendere, ma il palo ha negato la gioia del gol ai gialloblù.

Il conto dei ferri è stato immediatamente pareggiato dallo scatenato Bergeron, in quelli che sono stati 10’ di gioco davvero di fuoco.

jpeg-1(Twitter @LeStudio1)

La partita vera, però, è durata soltanto proprio quei 10’. Il Canada ha progressivamente preso il controllo del ghiaccio mentre la Svezia ha faticato terribilmente a chiudersi ed è riuscita a farsi vedere sporadicamente solo in contropiede. Logica conseguenza il punto d’apertura di Toews, con il giocatore di Chicago che ha trovato una bella deviazione sotto porta e che ha spedito il disco tra i gambali del cerbero svedese, non dandogli nessuna chance.

Gli svedesi hanno subito il colpo e se già prima erano poco in vista, si sono sostanzialmente trasformati in uno sparring partner incapace di reagire alle continue folate offensive canadesi.

La storia si è ripetuta nel secondo tempo che ancora una volta ha visto un Canada nettamente più fresco e presente dal punto di vista fisico mettere sotto la squadra nordica. Giocatori incredibili come Duchene, Crosby e Toews si sono rivelati praticamente inarrestabili e se non fosse stato per la prestazione semplicemente sensazionale di “King Henrik” il passivo sarebbe stato molto più pesante.

L’incredibile pressione dei canadesi non è stata fine a se stessa e il punto del 2-0 è finalmente stato messo a segno dall’attesissimo Sidney Crosby. La stella dei Penguins si è involata in contropiede dopo aver carpito il disco ad un difensore svedese sulla propria linea blu ed ha concluso magistralmente bevendosi anche Lundqvist nell’1 contro 1.

jpeg-1(© Bernard Bujold Flickr.com)

Il periodo conclusivo è stato di pura accademia con il Canada che ha continuato a dominare mentre la formazione nordica non attendeva altro che la sirena finale. Ad arrotondare il punteggio ci ha pensato Kunitz che, con un grande tiro, ha fissato lo score sul 3-0 finale.

Una vittoria ampiamente meritata dunque quella del Canada che, esclusi i primi minuti di difficoltà, ha semplicemente dominato i passivi avversari. Se il gioco difensivo ed attendista della nazionale delle tre corone ha infatti permesso a Karlsson e compagni di qualificarsi alla finalissima, applicare questo stile di gioco al cospetto di una formazione offensivamente dotata come quella della foglia d’acero non può sicuramente portare al successo.

Si è così chiusa una parentesi olimpica sì molto interessante ed infarcita di grandi nomi, ma che, a conti fatti, non ci ha regalato molte partite spettacolari. Poche le gare davvero combattute e spettacolari fino alla fine (pensiamo in particolare a Russia-Stati Uniti) e se a questo si aggiunge il flop della Nazionale svizzera, resta un po’ di amaro in bocca.

La speranza è quella che venga nuovamente trovato l’accordo con la NHL per le Olimpiadi del 2018, così da potere garantire un pronto riscatto ed il meglio dell’hockey mondiale anche in Korea.

Reto Sormani

Reto è uno studente in economia e grande appassionato di hockey a 360 gradi, si occupa delle partite dei biancoblù e della sezione dedicata alla Nazionale.