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National League

Il Bienne si trova ad un bivio, tra illustri partenti e diversi elementi di fragilità

Con Lars Leuenberger in panchina per sostituire Antti Törmänen, i seeländer dovranno fare i conti con il ritiro di Jonas Hiller, oltre con una difesa fragile e contata. Le ambizioni non saranno più da top-4

L’inizio della stagione 2020/21 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


BIENNE

La rosa 2020/21

PORTIERI
Elien Paupe, Joren Van Pottelberghe

DIFENSORI
Kevin Fey, Beat Forster, Samuel Kreis, Petteri Lindbohm (🇫🇮), Janis Moser, David Prysi, Yannick Rathgeb, Riccardo Sartori, Yanick Stampfli, Stefan Ulmer

ATTACCANTI
Damien Brunner, Luca Cunti, Jason Fuchs, Anton Gustafsson, Fabio Hofer, Michael Hügli, Tino Kessler, Gilian Kohler, Mike Künzle, Fabian Lüthi, Valentin Nussbaumer, Marc-Antoine Pouliot (🇨🇦), Toni Rajala (🇫🇮), Ramon Tanner, David Ullström (🇸🇪)


(PPR/Peter Schneider)

Il Bienne è probabilmente una delle squadre più difficili da decifrare del nostro campionato, ancor più quando è protagonista suo malgrado di alcuni grossi cambiamenti. Sempre ottimamente organizzato sul piano del gioco, composto da poche vere “star” e tanti buoni giocatori, la squadra bernese si via via insediata come una delle outsider della National League, senza però riuscire a fare quel salto in più nonostante i molti investimenti nel corso degli anni.

Una squadra che la scorsa stagione si è piazzata a centro classifica distanziata già di 11 punti dalle top-4 e “solo” 10 dalla zona playout, una squadra che ha vissuto il meglio grazie alle situazioni speciali, al suo portiere e a quei giocatori di movimento che hanno saputo fare da grande valore aggiunto a una buona base di partenza.

Tornando alla stretta attualità, le brutte notizie per il Bienne si sono concretizzate con il ritiro di Jonas Hiller e quello temporaneo del proprio coach Antti Törmänen, la vera guida della squadra giallorossa, e come reagirà la squadra al cambio con Lars Leuenberger sarà ancora tutto da valutare.

La perdita di Hiller potrebbe rappresentare un bel problema, dato che a sostituirlo è arrivato l’incostante e non ancora sbocciato del tutto Van Pottelberghe, autore comunque di un’incoraggiante mezza stagione a Davos, con in copertura il fragile Paupe. E poi per qualcuno gli anni passano, gli infortuni aumentano e i ricambi scarseggiano.

Inoltre il problema di non aver raggiunto il picco sperato negli scorsi 2-3 anni sta lasciando questa squadra un po’ incompiuta e più ricca di incertezze rispetto alle entusiasmanti annate passate.


ARRIVI
Fabio Hofer (Ambrì Piotta)
Joren van Pottelberghe (G, Davos)
Tino Kessler (F, Davos)
Riccardo Sartori (D, Olten)
Yanick Stampfli (D, Zugo)
Petteri Lindbohm (D, Losanna)

PARTENZE
Jan Neuenschwander (F, Berna)
Jonas Hiller (G, ritiro)
Mathieu Tschantré (F, ritiro)
Rajan Sataric (D, Rapperswil)
Damien Riat (F, Ginevra, via Washington Capitals)
Peter Schneider (F, Kometa Brno)

STRANIERI
Toni Rajala (F, 🇫🇮)
Marc-Antoine Pouliot (F, 🇨🇦)
Petteri Lindbohm (D, 🇫🇮)
David Ullström (F, 🇸🇪)


Detto del vuoto lasciato da Jonas Hiller in porta, anche la difesa ha subito qualche ritocco, dato che da Losanna è arrivato il difensore finnico Lindbohm, degno sostituto di Anssi Salmela e giocatore decisamente più completo.

La retroguardia ha visto anche gli arrivi di Riccardo Sartori da Olten e di Yanick Stämpfli dallo Zugo U20 (per ora in prestito al La Chaux-des-Fonds), mettendo a disposizione dello staff una difesa piuttosto giovane – a parte il 37enne Forster – ma che tra Kreis, lo stesso Forster e Ulmer deve contare qualche giocatore un po’ troppo soggetto agli infortuni evidenziando una coperta molto corta, oltretutto dopo una stagione in cui il reparto arretrato è stato solo il decimo del campionato.

Una difesa corta che oltre ad aver subito ben 144 reti la scorsa stagione è stata anche quella che ha subito più tiri dopo il Friborgo, nonostante fosse la seconda del campionato per dischi bloccati, tanto per dire quanto sia stata perforabile e quanto abbia vissuto sui servizi di Jonas Hiller.


Il fronte offensivo è cambiato invece poco, con il ritorno del talento Valentin Nussbaumer e la conferma di David Ullström, è arrivato da Ambrì l’austriaco Fabio Hofer a sostituire il connazionale Peter Schneider – il quale giocava però da straniero – partito per la Slovacchia.

Il pacchetto straniero d’attacco rimane il punto di forza della squadra, nonostante gli anni passino anche per Pouliot, capace comunque di garantire un buon rendimento. Infatti, grazie soprattutto agli stranieri, il Bienne ha portato sul ghiaccio il miglior power play della lega, potenziato da quello scorer eccezionale di Rajala e da Ullström, autori di 7 reti a testa con l’uomo più.

Anche i nomi tra gli svizzeri sono piuttosto importanti, ma tra il mancato rientro di Damien Riat (tornato a Ginevra) e la spesso cagionevole salute di Damien Brunner e Luca Cunti, qualche interrogativo può sorgere, nonostante la presenza in squadra di altri ottimi giocatori come Jason Fuchs e Mike Künzle in particolare.

Scoperte le carte, il Bienne si ripresenta con alcune certezze (Rajala, Ullström, Rathgeb, Fuchs, Lindbohm su tutti), ma anche con qualche timore in più rispetto al passato e una difesa fragile che appare costruita con pochi mattoni per poter reggere certi urti.

La prova di maturità principale sarà però far fronte alle due defezioni più importanti, e se in panchina è arrivato un coach desideroso di tornare a sentire le migliori sensazioni, la mancanza di Jonas Hiller potrebbe però andare aldilà dalle capacità di un allenatore.


MIGLIOR INNESTO

Petteri Lindbohm: Non che la conferma di David Ullström sia da sottovalutare, ma per importanza del contesto in cui va a piazzarsi il finnico, il suo arrivo rappresenta un ottimo colpo. Con il partente connazionale Salmela ormai “scarico” per il nostro campionato, un giocatore come l’ex losannese possiede le qualità necessarie per alzare il livello di una difesa fragile e corta, oggi ben più bisognosa di solidità che di verve offensiva.

ADDIO DOLOROSO

Jonas Hiller: Per quattro stagioni ha retto la porta del Bienne trovando una nuova carriera dopo gli anni in Nord America e seppur con qualche passaggio a vuoto qua e là si è confermato uno dei punti di forza dei seeländer. Alla Tissot Arena non mancheranno solo le sue capacità tecniche, perché Hiller rappresentava molto di più di questo, è stato la base sulla quale si sono costruite le ambizioni dei giallorossi negli ultimi anni.

FATTORE X

La reazione alle partenze: Quella di Antti Törmänen è stato una vera mazzata sotto il profilo del morale, ma Lars Leuenberger potrà cercare una certa continuità al lavoro del finlandese. La mancanza di Jonas Hiller potrebbe avere dal canto suo una forte ripercussione su una difesa fragile e contata, che in passato si è spesso affidata alle sue prestazioni. A Van Pottelberghe il compito quasi proibitivo di non far rimpiangere il suo illustre predecessore.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. _________
3. LOSANNA
4. _________
5. BERNA
6. GINEVRA SERVETTE
7. DAVOS
8. FRIBORGO
9. BIENNE

10. __________
11. RAPPERSWIL
12. LANGNAU

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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