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I top e flop degli ultimi turni di campionato secondo HSHS

Riassunte le prestazioni dei giocatori che si sono distinti nel corso dell’ultima settimana, e quelle di coloro da cui ci si attendeva qualcosa di più

Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.

Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.

Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati tra giovedì e sabato.


I TOP DI HSHS

Jonas Hiller (Bienne): Unica squadra capace di ottenere sei punti dal primo weekend di campionato, il Bienne è stata tra le sorprese positive di questo avvio di torneo, pur se confrontato con avversari alla portata come Kloten e Langnau. Nonostante questo Hiller è stato il portiere più sollecitato della lega (63 tiri, al pari di Merzlikins), e l’unico a sapersi già togliere la soddisfazione dello shutout. Contro gli aviatori ha infatti abbassato la saracinesca, mentre al cospetto dei Tigers ha sì concesso tre reti, che non gli impediscono però di essere il miglior portiere tra quelli con già 120 minuti di gioco alle spalle. Se il Bienne avrà successo, tutto partirà da lui.

Kevin Klein (ZSC Lions): L’ex difensore dei New York Rangers non ci ha messo molto ad ambientarsi nel nostro campionato, e al fianco di capitan Geering è già diventato uno dei capi saldi degli ZSC Lions. Al debutto ha risolto all’overtime la sfida di Langnau grazie ad un contropiede concluso con quel tiro di polso che è il suo marchio di fabbrica, mentre nel derby con il Kloten coach Walsson si è affidato a lui mandandolo sul ghiaccio più di chiunque altro (23 minuti). Efficace in ogni situazione e capace di proporre un pericoloso mix tra tecnica e gioco fisico, Klein ha già dimostrato di che pasta è fatto.

Marco Maurer (Bienne): In una difesa, quella del Bienne, rimasta senza stranieri, McNamara chiede un contributo particolare agli svizzeri, soprattutto a quelli di maggior esperienza. L’ex bianconero ha risposto presente nelle prime due giornate, con prove solidissime e di sostanza già a partire dall’esordio di Kloten, passando poi per la seconda vittoria consecutiva con il rocambolesco 6-3 sul Langnau. Maurer ne è uscito con ben 4 assist (di cui 3 diretti) e un ottimo +4, a sottolineare il grande inizio suo e del Bienne.

Matt D’Agostini (Ambrì Piotta): Una rondine non fa primavera, ma cinque punti sull’arco di due partite fanno sperare che il canadese dell’Ambrì Piotta possa davvero tornare quello di un tempo. I numeri dicono che attualmente D’Agostini è il miglior realizzatore del campionato, e che nel giro di due match ha già messo a referto oltre la metà dei punti che aveva ottenuto nella passata regular season… Ma l’attaccante nei top (prima apparizione dai tempi del Servette) ci è finito anche e soprattutto per motivi che non sono riflessi nelle statistiche. Si prenda ad esempio la velocità con cui ha bruciato Klasen nel derby prima di segnare a porta sguarnita, oppure la sua capacità di essere tornato un pericolo costante con il suo tiro al volo, che lascia ora partire senza pensarci troppo. Un finalizzatore come lui è fondamentale per il gioco che propone l’Ambrì, ed i primi segnali sono incoraggianti.

Viktor Stalberg (Zugo): Lo svedese arrivato dagli Ottawa Senators non ci ha certo girato attorno, e nelle prime due partite in Svizzera si è immediatamente presentato come uno sniper letale e dotato di uno slapshot che parte dal suo bastone come un’autentica cannonata. Per conferma chiedere a Senn e Merzlikins, fulminati da uno Stalberg che nel nostro campionato è già un pretendente all’etichetta di “fuoriclasse”. Sinora è l’unico giocatore ad aver messo a segno tre reti, a Huet o Zurkirchen il compito di mandarlo in bianco per la prima volta martedì sera.

Antti Erkinjuntti (Langnau Tigers): Tra i nomi più attesi e quelli solitamente più blasonati, ad emergere particolarmente anche perché di minor spessore, per ora c’è anche quello di Antti Erkinjuntti, il finlandese 31enne in forza ai Langnau Tigers. Topscorer del campionato dopo due giornate in coabitazione con Matt D’Agostini, Erkinjuntti ha mostrato doti da fine playmaker già nell’esordio contro i Lions, trovando due splendidi assist per la doppietta di Elo oltre a un bel gol con una finta su Schlegel. A Bienne è riuscito a mettersi di nuovo in mostra con altri due passaggi diretti per i gol di Zryd e Erni, non male per uno sconosciuto.


I FLOP DI HSHS

Luca Boltshauser (Kloten): Il Kloten non ha certo vissuto un inizio entusiasmante. Coach Tirkkonen ha già dovuto ingoiare il boccone amaro di due sconfitte, e al fronte di due soli reti segnate ce ne sono già sette al passivo. Nel derby contro i Lions gli aviatori hanno “addirittura” schierato Saikkonen, dopo che nel debutto stagionale contro il Bienne il titolare Boltshauser non aveva fatto una gran figura. La prima rete di Pouliot è infatti arrivata a causa di un suo goffo intervento, mentre sul raddoppio Wetzel si è quasi preso gioco di lui usandolo come balaustra, facendogli rimbalzare il disco addosso prima di insaccarlo.

Yannick Rathgeb (Friborgo): Il giovane difensore del Gotteron ha un talento incredibile – e lo ha confermato con una stupenda rete contro il Ginevra – ma ha anche la propensione a fidarsi troppo delle sue abilità, combinandone di tutti i colori. Non a caso aveva chiuso l’ultimo campionato con il peggior bilancio dell’intero torneo (-21), ed il fatto che dopo due giornate sia già tra i peggiori in questo senso (-4) deve fungere da primo campanello d’allarme. A Berna ha vissuto una serata in cui delle sue valutazioni sbagliate hanno permesso agli avversari di prenderlo spesso in controtempo, come successo sul 3-0 di Pyörala e soprattutto quando è stato “bruciato” in velocità da Haas in shorthand.

Timo Helbling (Zugo): Per rendersi protagonista del primo episodio controverso del campionato non ha aspettato nemmeno di mandare agli archivi il primo periodo della nuova stagione. Nella partita di venerdì a Davos, il difensore dello Zugo nella medesima azione ha prima colpito con una bastonata al volto Broc Little, e ha poi concluso il cambio travolgendo da tergo l’arbitro Micha Hebeisen. Una manciata di secondi di follia che per lui si sono tradotti in un’immediata sospensione e nell’apertura della prima procedura ordinaria della nuova annata agonistica.

Aaron Gagnon (Langnau): Il canadese giunto alla Ilfis dal Berna campione, per ora sembra debba ancora inserirsi al meglio nel contesto dei Tigers, come ben conferma l’anonimo primo weekend di campionato. Mai incisivo ai fini del gioco proposto dalla squadra di Ehlers, Gagnon è altresì incappato in alcuni errori evitabili per un giocatore della sua esperienza, in particolare nell’esordio casalingo contro gli ZSC Lions. Nell’Emmental si aspettano da lui ben altro, non solo in termini di leadership ma anche come contributo essenziale di punti, per ora ancora fermi a zero dopo le prime due partite.

Jeff Taffe (Ambrì Piotta): Quando c’è un ingaggio da vincere in zona offensiva Cereda si affida sistematicamente a lui, ed in questo senso lo statunitense ha confermato di saperci fare. Per il resto però il veterano della seconda linea biancoblù ha ribadito di avere bisogno ancora del tempo per esprimere le sue qualità e, mentre Emmerton e D’Agostini si sono distinti, lui è rimasto un po’ nell’ombra di se stesso. Ha il merito di indirizzare verso la porta il puck toccato in gol da Zwerger, ma il suo nome va cerchiato in rosso nell’azione che ha permesso a Corvi di ottenere il gol decisivo, con Taffe sin troppo passivo nello svolgersi degli eventi.

Carl Klingberg (Zugo): Già la scorsa stagione lo svedese dello Zugo ci aveva confermato di essere un “diesel”, partito a rilento per poi dare il meglio di sé nei playoff, e perlomeno dopo le prime due giornate di questa stagione sembra voler confermare questa sua caratteristica. Klingberg non è riuscito infatti ad incindere nell’esordio in chiaro-scuro dello Zugo, vittorioso ai rigori a Davos ma sconfitto in casa dal Lugano, uscendo da queste prime due partite senza alcun punto e con un eloquente -4, decisamente una cifra poco brillante per un giocatore che porta nel suo bagaglio anche delle buone doti difensive.

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