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National League

I top e flop degli ultimi turni di campionato

Uno sguardo ai giocatori che si sono distinti e a quelli da cui ci si attendeva qualcosa di più

(PPR/Anthony Anex)

Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.

Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.

Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati tra venerdì e sabato.


I TOP DI HSHS

Tobias Stephan: (Losanna): Ha giocato una sola partita, è assolutamente vero, ma quello che il nuovo portiere del Losanna ha mostrato alla Cornèr Arena ha a dir poco del rassicurante per Ville Peltonen. L’ex storico portiere dello Zugo ha messo sul ghiaccio una partita di enorme spessore, cadendo solo su un tiro improvviso e venefico di Bertaggia e su un errore di Frick sui quali non ha potuto fare nulla. Dopo il primo tempo il portiere biancorosso ha cominciato a ergersi protagonista, con in particolare un paio di “big save” su Lammer e Fazzini. Nel finale ha stoppato tutto quello che è vagato dalle sue parti, quando il Lugano ha spinto con la disperazione in doppia superiorità numerica per cercare di rientrare. Un muro.

Maxim Noreau (ZSC Lions): Pronti, via ed il difensore canadese degli ZSC Lions è tornato ad avere un impatto immediato sul ghiaccio, infilando nel match di debutto contro il Davos una sonora doppietta. Due autentiche sassate dalla blu hanno dato il giusto slancio alla squadra per ottenere la prima vittoria stagionale, ed anche nella sfida di Zugo è stato uno dei “polmoni” irrinunciabili della squadra. Certo, il suo pacchetto comprende anche qualche concessione in difesa, ma complessivamente l’ex biancoblù è ripartito da dove aveva terminato, ovvero con un gioco a tutta pista che lo porta sempre tra i protagonisti.

Ramon Untersander (Berna): Anche per il difensore del Berna conta la sola partita giocata all’esordio, peraltro contro il Rapperswil, anche se i sangallesi hanno fatto dubitare più di una volta gli orsi. Per Untersander, reduce da una stagione resa molto difficile dai gravi problemi di salute, l’esordio in campionato ha significato un bel ritorno ai vecchi tempi. Completamente ristabilito, Untersander ha contabilizzato un gol e due assist. Una rete peraltro segnata con un suo marchio di fabbrica, ossia con un tiro di rara precisione per aprire le marcature, e all’uscita dal ghiaccio la sua statistica parlava anche di un +4 oltre ai punti. Di nuovo produttivo e solido, come ai bei vecchi tempi.

Toni Rajala (Bienne): Autore di una passata stagione semplicemente eccezionale coronata con l’oro mondiale, l’attaccante finlandese è sempre un piacere da ammirare sul ghiaccio, e se il Bienne ha chiuso il primo weekend in testa alla classifica a punteggio pieno, una bella fetta di merito è anche sua. In due partite ha già totalizzato addirittura cinque gol (due a porta sguarnita) ed un totale di sei punti, il tutto unito ad un bilancio complessivo di +5 e ben 13 tiri in porta (primato anche questo di lega). Sia che si tratti di usare il suo violento slapshot, di approfittare del traffico avversario o di trovare il tocco giusto nello slot, Rajala rimane uno dei giocatori più letali del torneo.

Oscar Lindberg (Zugo): In una squadra composta da tante stelle e giocatori dalla tecnica eccezionale, lo Zugo si è accorto di aver bisogno di una pedina completa e che potesse sostenere l’intero impianto di gioco con una costante solidità. Da qui l’ingaggio dello svedese, e a giudicare dal primo weekend la firma non poteva essere più azzeccata. Autore di un gol decisivo all’overtime e di un assist di prima, Lindberg si è subito distinto come faceoff-man eccezionale, con un primato di lega di 24 ingaggi vinti grazie ad una percentuale superiore al 58%. Da pedina del top six è inoltre un elemento già fondamentale del boxplay dei tori ed il suo contributo è subito stato concreto, sia su tabellino che in tanti fattori di minor spicco statistico.

Pius Suter (ZSC Lions): Due assist nella sconfitta da montagne russe a Zugo, ma anche già due reti e un altro passaggio decisivo all’esordio all’Hallenstadion contro il Davos. Pius Suter sembra deciso a riprendersi quello che gli spetta visto il talento dopo una stagione al di sotto delle aspettative e difficile per tutti in quel di Zurigo, e l’inizio sembra promettere bene. Schierato al fianco di Roe nel primo blocco, l’esperimento di utilizzarlo all’ala è iniziato alla grande, come testimoniato soprattutto dalla doppietta che ha deciso la sfida contro i gialloblù. Il suo primo blocco completato a sinistra da Roman Wick sa già di terzetto dinamico e altamente produttivo, un cliente pericolosissimo per chiunque.


I FLOP DI HSHS

Lukas Flüeler (ZSC Lions): Non si può dire che sia stato un inizio di campionato esaltante per il portiere zurighese, vistosi pure rovinare la “festa” negli ultimi minuti della sfida di Zugo. Nella vittoria contro il Davos il portierone dei Lions si è reso protagonista di un paio di interventi difettosi e insicuri che non hanno reso facile la vita ai suoi difensori, e anche alla Bossard Arena il minimo che si possa dire è che su un paio di reti dei padroni di casa sia stato battuto fin troppo facilmente. Esempio è anche il game winning gol all’overtime di Lindberg, autore sì di una pregevole discesa, ma sul tiro dello svedese Flüeler avrebbe dovuto fare di più. Sul piano numerico, con l’86,14% di parate non ha fatto peggio di Aeschlimann e Zurkirchen, ma sono stati proprio gli interventi difettosi a fare la differenza.

Nick Plastino (Ambrì Piotta): Che peccato quell’errore in uscita del terzo a Rapperswil, e questo per due motivi. Il primo è ovvio, al posto di raggiungere Kneubuhler che stava pattinando in profondità, il puck lasciato partire da Plastino è finito sul bastone di Cervenka, che non ci ha pensato due volte nell’offrirlo perfettamente a Clark per il punto dell’1-0. L’episodio ha cambiato completamente il match. Sino a quel punto l’Ambrì non era stato eccezionale ma aveva mostrato qualcosina in più dei Lakers, ma dopo il gol la squadra non si è più ripresa. Il secondo motivo è invece più personale, perché è andato a mettere una grande macchia – l’erroraccio è stato il più netto del primo weekend in NLA – su un avvio di stagione che sta vedendo Plastino esprimersi in maniera sicuramente promettente. Certo, c’è chi sottolinea la passività sulla rete di Hofmann della sera prima, ma complessivamente sin dai match di CHL il difensore sta mostrando diverse buone cose. Peccato per quel blackout di sabato, di cui dovrà fare tesoro per evitarne simili in futuro.

Ryan Gunderson (Friborgo Gotteron): Appena arrivato nel campionato svizzero, anche il difensore americano – come altri nuovi stranieri – dovrà prendere le misure del gioco e del ritmo del campionato, oltre che della capacità offensiva di molte squadre. Schierato nel primo blocco del Friborgo, Gunderson ha dovuto fare subito i conti con il terribile Toni Rajala, subendo la verve offensiva del finnico e dell’attacco del Bienne. Non si è reso protagonista di errori particolarmente gravi, ma partire con un -3 su tre reti dei seeländer non può essere considerato un grande inizio nella sua prima stagione in National League. Pronto al riscatto immediato?

Floran Douay (Ginevra Servette): Out dallo scorso mese di dicembre a causa di un grave infortunio al ginocchio e menisco, l’attaccante francese era smanioso di fare finalmente il suo rientro, ma purtroppo nel match di sabato si è reso protagonista di un brutto episodio. La Lega ha infatti aperto una procedura nei suoi confronti a causa di una carica alla testa ai danni di Künzle, intervento sicuramente evitabile e pericoloso per l’avversario. Come il compagno Noah Rod attende il responso in termini di squalifica, ma sicuramente questo non è stato il modo migliore per tornare in pista dopo tanto tempo.

David Desharnais (Friborgo Gotteron): Con un quartetto di stranieri completamente rinnovato, c’era grande attesa nei confronti di tutti i giocatori d’importazione in casa Gotteron, ma il debutto è stato sicuramente meno “scoppiettante” di quanto si sperava. Chiaramente si sta parlando di un singolo match e le primissime impressioni in questo periodo trovano sempre il tempo che trovano, ma la coppia Desharnais-Stalberg dovrà lavorare per avere un impatto più marcato. Il piccolo centro canadese in particolare non è emerso, chiudendo la sua prima gara dal ritorno in NLA senza riuscire a tirare in porta e con un bilancio di -3.

Fredrik Pettersson (ZSC Lions): L’inizio degli ZSC Lions targati Grönborg è stato un po’ da montagne russe, con una vittoria sul Davos e una rocambolesca sconfitta in quel di Zugo. Quello che dovranno fare gli zurighesi sarà trovare il giusto equilibrio tra le dieci reti segnate e le otto incassate ma, se la difesa sembra subire gli scossoni del cambiamento l’attacco pare invece giovarne. Tra un reparto offensivo in cui è andato segno tra gli attaccanti stranieri il solo Garret Roe, c’è un Pettersson in ombra. Fa strano vedere uno come lo svedese, tra i tiratori più assidui del campionato, finire il weekend con due assist in seconda – peraltro non di particolare rilevanza nei due casi – e un solo tiro in due partite molto aperte offensivamente. Per ora le polveri sono bagnate.

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