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I Rockets ripartono con gli stessi obiettivi, ma con più stabilità ed imparando dal passato

A Biasca si è pronti per un nuovo inizio con Landry, McNamara e la conferma di Reuille. Si vuole regolare il flusso di giocatori con gli altri club con direttive interne, per gli stranieri – se ci saranno – si cercheranno profili diversi

BIASCA – I Ticino Rockets guardano alla prossima stagione come un punto di ripartenza e, in attesa di vedere la squadra sul ghiaccio per l‘inizio del campo d’allenamento il prossimo 3 agosto, il club nella mattinata di giovedì ha confermato Sebastien Reuille in qualità di responsabile dell’area sport ed integrato nella propria rosa – ancora da definire – il difensore Colin Fontana.

“Con Reuille abbiamo iniziato un percorso negli ultimi due anni che volevamo continuare, questo a prescindere dai cambiamenti voluti a livello di staff tecnico”, ha spiegato Davide Mottis.

Felicissimo di poter restare a Biasca anche lo stesso Reuille, il quale ha ricordato che “senza relegazione potremo lavorare molto bene sulla crescita dei giovani. Il nostro obiettivo è sempre quello di portarli a fare il prossimo passo. Con l’ingaggio di Colin Fontana abbiamo iniziato a creare quello che sarà uno zoccolo ticinese nella squadra dei Rockets. Come club ci aspettiamo di mettere direttamente sotto contratto 4-5 giocatori”.

Il “nuovo corso” dei Ticino Rockets parte naturalmente dallo staff tecnico, con l’head coach Eric Landry che sarà assistito dall’esperto Mike McNamara. Quest’ultimo rappresenta un ingaggio fatto direttamente dai Rockets – che si prendono a carico il suo salario – ma la scelta dell’intero staff è il risultato del lavoro portato avanti dalla commissione tecnica, rappresenta da Paolo Duca e completata da Hnat Domenichelli (Lugano), Raeto Raffainer (Davos) e John Fust (Losanna).

“Chi fa parte del progetto sportivo prende parte alle decisioni strategiche, come quelle sullo staff ed il completamento della rosa. Tutti ritenevamo importante avere una figura come quella di Mike, che conoscesse bene l’hockey svizzero e con un accento sulla formazione. Il suo profilo crea una combinazione ideale con l’energia più giovane di Landry”, ha spiegato Duca.

In merito agli insegnamenti dal passato, l’intenzione per la prossima stagione è quella di regolamentare maggiormente il flusso di giocatori tra Rockets ed i club di Lega Nazionale, così da favorire una maggiore stabilità. In questo senso si sta lavorando per elaborare un regolamento interno che regoli queste situazioni.

“Le dinamiche di squadra devono essere salvaguardate nel limite del possibile. I Rockets devono crescere come squadra, e non essere solo un gruppo di individui. Questo è un aspetto che ha anche un’influenza sulla formazione, vogliamo dunque dare una certa stabilità e creare dinamiche diverse. Rimane naturalmente la logica del farm team, dove i giocatori possono essere richiamati in seguito ad infortuni oppure quando qualcuno è progredito a tal punto da meritarsi una chance”, ha spiegato Duca.

Sulla stessa lunghezza d’onda Mike McNamara, il quale ha precisato di non aspettarsi di avere una rosa definitiva prima del 20-25 agosto. “Avremo sicuramente un’idea, ma non mi aspetto un roster definitivo prima di quelle date. Certo, potrà esserci maggiore continuità, ma è comprensibile che i club di NLA vorranno dare ai loro giocatori più promettenti la chance di lottare per un posto in prima squadra nei traninig camp. Ha inoltre perfettamente senso che quando ci saranno infortuni, i giocatori verranno sostituiti con i migliori che militano dei Rockets… Questa è giustamente la realtà”.

In merito all’innesto degli stranieri invece non è ancora possibile dare alcuna garanzia. Ambrì Piotta e Lugano si sono impegnate a fornire un giocatore d’importazione, ma con le conseguenze finanziarie della pandemia e l’abolizione della retrocessione la dinamica potrebbe essere rivista.

“Ad oggi non siamo in grado di dare una risposta definitiva, anche se la nostra speranza è quella di poter fornire ai Rockets uno straniero, che avrebbe un ruolo importante in termini sportivi ma anche e soprattutto di formazione”, ha commentato Duca “In questo senso andremmo alla ricerca di un profilo diverso rispetto allo scorso anno, quando avevamo messo a disposizione un giovane. Il feedback ricevuto è stato chiaro e vogliamo trovare una figura importante a livello di personalità e leadership”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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