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Lugano

I nuovi volti della NLA 2020/21: il bianconero Tim Heed

Lo svedese arriva a corto termine, ma la speranza dei bianconeri è di trattenere il difensore offensivo e lo specialista da powerplay che cercano da tempo

© bladesofteal.com

I nuovi volti della NLA 2020/21: il bianconero Tim Heed

 TIM HEED


Età: 29
Posizione: D
Altezza: 182 cm
Peso: 84 kg
Tiro: right

Nazionalità: 🇸🇪

Provenienza: San Jose Sharks (NHL)
Draft: 2010, round 5, #132 overall, Anaheim Ducks
Contratto: Sino a metà novembre

Il trucco è nascere attaccante

“Come difensore straniero cerchiamo qualcuno che possa aumentare l’efficacia del power play e che sappia marcare punti importanti”. Queste le parole all’unisono di Hnat Domenichelli e Serge Pelletier di qualche settimana fa, concretizzatesi con l’ingaggio – per ora fino al 20 novembre – dello svedese Tim Heed.

Un giocatore che sicuramente rispecchia queste caratteristiche, nato come attaccante e convertito a difensore ancora in Svezia, prima di consacrarsi come miglior difensore di SHL nella stagione 2014/15.

Specialista proprio del power play e dotato di un gran tiro, Heed sfrutta il suo passato di attaccante per gestire le situazioni di superiorità numerica e l’abile pattinaggio per sovrapporsi alle azioni offensive. Nel corso degli anni ha dovuto superare lo scoglio di una certa mancanza di solidità difensiva, cosa che gli ha permesso di fare il salto in NHL.

Cambio di ruolo e prospettive

Nato a Södertälje, Heed compie la trafila nelle giovanili della propria città, ed è proprio in questi anni che viene convertito da attaccante a difensore, e i risultati si vedono soprattutto nella U20 del club. Heed nella stagione 2009/10 si laurea quale migliori difensore del campionato svedese U20 e comincia a produrre molti più punti rispetto a quando giocava da attaccante grazie alla sua abilità in power play.

Proprio in quell’anno viene promosso in prima squadra, dove giocano già gli ex “ticinesi” Linus Klasen e Yanick Lehoux, e in quella seguente viene girato in prestito al Växjö in Allsvenskan dove gioca per gran metà della regular season.

Tornato per il finale di stagione a Södertälje non può nulla per evitare la retrocessione della squadra. Nel 2011 passa al Malmö dove ritrova di nuovo Klasen in squadra e dopo un’ulteriore stagione nella lega cadetta (secondo miglior difensore del torneo) viene ingaggiato dal Växjö, nel frattempo promosso in SHL. La stagione non va come Heed si sarebbe aspettato, dato che gioca perlopiù in Allsvenskan in prestito al Västeras, ma al termine del campionato viene girato ancora in prestito, stavolta allo Skelleftea campione in carica.

All’improvviso l’esplosione

La prima stagione alla corte di Hans Wallson è la più soddisfacente per quanto riguarda il suo impiego, anche se nei playoff (di nuovo con esito vincente per la squadra) viene schierato con il contagocce.

La svolta arriva nella stagione 2014/15, quando la squadra subisce un profondo ricambio per restare ai vertici dopo le partenze dei vari Joakim Lindström, Oscar Möller, Pierre-Édouard Bellemare, Viktor Arvidsson e Bud Holloway, chi partito per la NHL, chi per la KHL e altri per la LNA.

Tim Heed viene subito schierato nel primo blocco di power play e le sue potenzialità esplodono all’improvviso, il campionato termina con una sconfitta in finale contro il Växjö, ma Heed è addirittura il miglior marcatore della squadra con 12 reti e 36 assist e viene insignito del premio quale miglior difensore del campionato, il Salming Trophy.

La via è ormai tracciata, nell’annata 2015/16 arriva un’altra sconfitta in finale ma i numeri di Heed rimangono di primissimo piano, con 11 reti e 21 assist che attirano le attenzioni della NHL.

California Dreamin’

Draftato nel 2010 al quinto turno da Anaheim, Heed viene ingaggiato dai San José Sharks, i quali lo girano in AHL per una prima stagione di adattamento alle piste più piccole.

“Non è la prima volta che lo Skelleftea sviluppa difensori offensivi di grande qualità – le parole del GM degli Sharks Doug Wilson – come è già avvenuto con Merkel Karlsson. Tim Heed è un giocatore che sulla linea blu sa essere molto pericoloso e unisce grande intelligenza a ottimo pattinaggio. Questo rappresenta un’ottima occasione sia per noi che per lui.”

Heed gioca la stagione 2016/17 con i Barracuda in AHL, producendo un bottino di 56 punti in 55 partite di regular season (unico difensore a toccare la media di un punto a partita) e altri 10 nei playoff, giocando però una sola partita in NHL con gli Sharks l’11 gennaio 2017 a Calgary.

Nella stagione 2017/18 Heed trova più stabilità con gli Sharks, giocandosi il posto nel secondo blocco di power play soprattutto con Radim Simek, ma trovando diverso spazio nel quintetto completato tra gli altri da Mikkel Boedker e Joe Thornton.

La prima rete in NHL per lo svedese arriva il 23 ottobre 2017 nella vittoria per 4-1 al Madison Square Garden contro i Rangers e al termine della stagione il bottino sarà di 11 punti in 29 partite con gli Sharks e 8 in 14 partite con i Barracuda in AHL.

Il power play non basta

Purtroppo Heed non riesce a fare un salto di qualità completo anche sul piano difensivo, elemento che gli permetterebbe di essere schierato come titolare fisso con gli Sharks, ma le sue abilità in power play gli garantiscono un discreto numero di partite e di punti nonostante qualche infortunio e la forte concorrenza.

Dopo quattro stagioni e 29 punti con gli Sharks, oltre a 84 presenze con 74 punti in AHL con i Barracuda, Heed non trova il rinnovo a San José, ma vuole tenersi aperta ogni possibilità di tornare in NHL, nonostante l’opzione di Lugano – dove ritroverà Mikkel Boedker – può rappresentare a 29 anni un nuovo rilancio sul territorio europeo.

“Il passato da attaccante lo ha privato dell’istinto naturale con cui cresce un difensore, ma se dovesse migliorare in quell’aspetto del gioco diventerebbe un punto di riferimento, e non solo in power play”, Peter DeBoer.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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