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Lugano

I nuovi volti della NLA 2020/21: il bianconero Mikkel Boedker

Dopo Arcobello il secondo colpo straniero di Domenichelli è l’ala danese. Il 31enne cerca nuove sensazioni in Svizzera dopo un brillante passato in NHL

I nuovi volti della NLA 2020/21: il bianconero Mikkel Boedker

MIKKEL BOEDKER


Età: 30
Posizione: LW/RW
Altezza: 182 cm
Peso: 95 kg
Tiro: left

Nazionalità: 🇩🇰

Provenienza: Ottawa Senators (NHL)
Draft: 2008, round 1, #8 overall, Phoenix Coyotes
Contratto: Due anni

Più cavalli nel motore

Hnat Domenichelli lo aveva fatto capire a chiare lettere dopo il derby a porte chiuse che ha messo fine alla stagione scorsa: “Nel campionato svizzero la differenza la fanno gli stranieri”. E chi meglio di lui può capirlo, dato che è stato tra gli attaccanti stranieri più forti del campionato della sua epoca e come direttore sportivo si è confrontato con un pacchetto d’importazione del suo Lugano che in una stagione ha messo assieme la miseria di poco più di venti reti.

E quest’ultimo passaggio sicuramente lo ha fatto capire sibillino, il Lugano non può più permettersi i famosi stranieri “funzionali” o da una partita su quattro, il Lugano aveva e ha bisogno di stranieri che facciano la differenza, sempre.

Ecco perché dopo Arcobello, da anni tra i migliori – se non il migliore – centri del campionato, Domenichelli si è permesso il lusso di portare alla Cornèr Arena nientemeno che Mikkel Boedker, ala danese con un passato di spessore in NHL, tanto per ribadire che i primi due tasselli (sempre tenendo conto che Lajunen ne avrà per mesi) sulla carta sono quanto di meglio si possa mettere a disposizione della propria squadra.

Potenziale da sfruttare

Mikkel Boedker è il prototipo dell’ala offensiva e veloce che cerca sempre di puntare dritto sulla porta, difficile da arginare quando è lanciato con il disco sul bastone, capace di tirare con grande rapidità, potenza e precisione. Il danese sin da giovane è stato timbrato come un talento “generazionale” per l’hockey del suo paese, tanto da debuttare a soli 15 anni nella lega cadetta e far parte della Nazionale U18 ai mondiali giovanili.

Per sfruttare al massimo le sue potenzialità, Boedker nel 2005 si trasferisce in Svezia, la sua nave scuola per un paio di anni, dove gioca per le giovanili del Frölunda. Dopo un primo anno di ambientamento dona un saggio delle sue capacità dapprima nel Frölunda U20, del quale è tra i migliori marcatori vincendo pure il campionato, e poi ai mondiali U18 D1 con la Danimarca, dove spicca come topscorer del torneo, miglior assist-man, MVP e si mette al collo la medaglia d’oro così come ai mondiali U20 D1.

Scelto dal più grande

Nel 2007 il volo oltre oceano porta lo porta in OHL ai Kitchener Rangers e da subito l’inserimento è eccellente. Il danese gioca stabile nel top six, formando una linea micidiale con Justin Azevedo e Nazem Kadri (in squadra ci sono anche Yannick Weber e Alexei Dostoinov) e dopo il primo posto in regular season la squadra di Peter DeBoer si laurea campione con Boedker a sollevare la Memorial Cup da secondo miglior marcatore dei playoff con 9 gol e 26 assist in 20 partite.

Dopo una sola stagione in OHL le quotazioni di Boedker verso il draft rimangono molto alte, avendo impressionato anche al Mondiale U20 con la sua nazionale, e nelle previsioni degli scout resta sempre nella top-10 di quell’annata.

E difatti Boedker viene scelto come ottavo assoluto dai Phoenix Coyotes di Wayne Gretzky, e l’annotazione di Frank Effinger, capo scout della franchigia, è piuttosto chiara: “Boedker è un attaccante estremamente veloce, agile e potente, con un’accelerazione difficile da contenere. Il suo rilascio rapido e la precisione ne fanno di lui un tiratore di élite mondiale. Cerca sempre il disco e lo porta con grande forza ed equilibrio, ha tutto il potenziale per diventare un’ala da prime due linee in NHL”.

Boedker parte subito tra i titolari con la franchigia dell’Arizona e alla stagione del debutto in NHL viene schierato nel secondo blocco all’ala di Steven Reinprecht, mettendoci pochissimo a mostrare i suoi numeri.

Alla seconda giornata il danese trova infatti la sua prima rete in NHL, battendo Jean-Sebastien Giguère e i suoi Anaheim Ducks, e alla fine della sua prima stagione sul massimo palcoscenico mondiale il suo bottino è ragguardevole: 11 reti e 17 assist in 78 partite. Purtroppo la seconda non va come previsto, Gretzky lascia il posto di head coach a Dave Tippett e Boedker non trova continuità, pur mostrando ottime cose in AHL a San Antonio per le successive due stagioni.

Quando le quotazioni dell’attaccante sembrano finalmente in rialzo (con due game winning goal in due overtime consecutivi in gara 3 e 4 contro Chicago nei playoff) ecco però arrivare il lockout e per non restare fermo, Boedker con il connazionale Philip Larsen raggiunge l’amico Justin Azevedo al Lukko in Finlandia. La mezza stagione giocata in Liiga però mette in mostra le potenzialità di Boedker con un hockey europeo, grazie a un bottino di 21 reti e 12 assist in 29 partite.

Alla ripresa della NHL il danese trova 7 reti e 26 assist nelle restanti 48 partite, ma è nella stagione successiva che si vede per la prima volta il vero Boedker, che con 51 punti è terzo marcatore dei Coyotes, giocando stabilmente nel secondo blocco offensivo e nel primo di power play. Nell’annata 2014/15 mantiene un’andatura regolare, ma un infortunio alla milza lo frena per la seconda metà di stagione, quando in 45 partite aveva messo a referto 14 reti e altrettanti assist.

Un decollo a metà

Rientrato in perfetta forma dall’infortunio, Boedker registra 39 punti e due triplette (entrambe contro i Senators) nelle prime 62 partite della stagione 2015/16 prima di venire scambiato ai Colorado Avalanche, i quali girano in Arizona l’ex bianconero Alex Tanguay, Kyle Wood e Conner Bleackey.

Non trovando un accordo con Colorado, Boedker firma un contratto da 4 milioni di dollari a stagione con i San José Sharks, fortemente voluto dal suo ex coach in OHL Peter DeBoer. Con gli Sharks Boedker non incanta subito ma trova il suo posto in seconda linea e in power play.

Dopo due buone stagioni e 71 punti, ma sempre con la forte impressione che il salto definitivo a top della lega faccia fatica ad arrivare, Boedker è coinvolto in uno scambio che lo porta ad Ottawa. Le sue due stagioni in Canada non sono quelle che Boedker si aspettava, la squadra arranca e nella stagione 2018/19 è frenato inizialmente da un infortunio all’anca e al suo rientro il coach non lo vede come una pedina fondamentale della sua squadra, impostata su un gioco fisico e conservativo.

L’ultima stagione ai Senators è l’ultima in NHL per il danese e la più difficile della sua carriera, terminata con sole 20 partite giocate e molte in sovrannumero. Chiuso il capitolo della NHL, a Lugano il danese è alla ricerca una nuova realtà per esaltare le sue caratteristiche.

“Mikkel è un professionista serio, quasi maniacale, e nello spogliatoio è molto importante. Sul ghiaccio può diventare devastante perché sa alzare il suo livello nelle situazioni più difficili e nei playoff. Quando le cose contano sul serio lui si esalta”. Don Maloney, General Manager degli Arizona Coyotes 2013/14.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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