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I nuovi volti della NLA 2019/20: il ceco Jan Kovar

Lo Zugo ha ingaggiato quello che promette di essere uno dei giocatori più forti della lega. Kovar è un centro di assoluto livello, con numeri da record in Europa

I nuovi volti della NLA 2019/20: il ceco Jan Kovar

JAN KOVAR


Età: 29
Posizione: C
Altezza: 181 cm
Peso: 98 kg
Tiro: right

Nazionalità: 🇨🇿

Provenienza: Plzen (Extraliga)
Draft:
Contratto: un anno

Finalmente in Svizzera, parola di Wikipedia

A chi segue la KHL da vicino il nome di Jan Kovar non è certo nuovo, ma in relazione alla NLA il suo profilo è iniziato ad essere d’attualità lo scorso mese di dicembre, quando la Svizzera sembrava poter essere la destinazione del giocatore dopo il fallito tentativo di guadagnarsi un posto in NHL.

In quel frangente Kovar aveva optato per tornare a casa e portare a termine la stagione vestendo la maglia del suo Plzen – 46 punti in 42 partite – ma la NLA è continuata ad essere associata al suo futuro.

Nei mesi successivi – e con più decisione a maggio – dalla Russia i rumors volevano un suo sicuro passaggio in Svizzera, anche se la (remota) prospettiva di una nuova chance in Nordamerica aveva fatto titubare il centro sino all’ultimo.

Per finire Kovar si è accordato con lo Zugo per un anno, includendo nel suo accordo una clausola NHL che gli avrebbe assicurato un certo margine di manovra sino ai giorni successivi al Draft.

Nonostante oltre oceano le acque si siano mosse parecchio nessuna franchigia ha presentato al 29enne una proposta interessante, dunque lo scorso 25 giugno i tori hanno avuto la sicurezza di poter contare su quello che promette di essere uno dei centri più forti del campionato.

Si è così conclusa una sorta di “Odissea” il cui epilogo era stato anticipato sulle pagine di Wikipedia, dove un ignoto editor del portale aveva insistentemente modificato la pagina del giocatore ben prima dell’annuncio ufficiale dell’EVZ, inserendo nella sua biografia la destinazione di Zugo.

© lidovky.cz

Un centro letale e completo… O quasi!

La caratura di un giocatore come Jan Kovar è tale da non necessitare troppe parole per descriverne il profilo, che è quello di un centro con ottime abilità di playmaking e la capacità di andare al tiro da vero cecchino (14.1% sull’arco di 368 partite KHL). Nella superlega russa ha inoltre saputo far registrare delle buone statistiche anche agli ingaggi, con un generale 55.9% in carriera.

La sua lacuna principale è invece rappresentata dal pattinaggio, nella media ma mai capace di essere per lui un punto di forza. Una volta che entra in pista ci si accorge però velocemente che Kovar è in grado di compensare il punto debole con una brillante visione di gioco, ed inoltre nella sua rincorsa alla NHL di un anno fa si era impegnato per perdere significativamente peso e aumentare così velocità ed esplosività.

Le cose nelle organizzazioni di Islanders e Bruins non sono andate come sperava, ma se la “cura” nordamericana ha portato gli effetti che si sono ammirati al Mondiale, Kovar ha perlomeno portato a casa dei progressi che lo rendono un giocatore ancora più difficile da contenere.

Grandi numeri in Cechia, prima dei successi in KHL

Nell’est Europa il nome di Jan Kovar non è mai stato oggetto di dubbi. Sin da quando era un ragazzino ha inanellato stagioni a livello giovanile in cui macinava punti su punti, bruciando le tappe e debuttando nelle formazioni U18 e poi U20 di Pisek e Plzen con diversi anni di anticipo.

All’età di 17 anni ha firmato 79 punti in 41 partite vincendo il titolo di top scorer della lega U18, mentre un bottino complessivo di 90 punti in 63 incontri nella categoria U20 gli ha permesso già a 19 anni di debuttare nella massima lega nazionale.

La sua progressione è continuata negli anni successivi, come miglior rookie dell’Extraliga nel 2010 ed arrivando poi a vincere il titolo nel 2013, quando venne eletto “giocatore dell’anno” ed MVP dei playoff. Quella per lui è stata la stagione della consacrazione, con una regular season da 51 punti in 52 partite e dei playoff eccezionali conditi da 11 gol e 15 assist in 26 incontri.

A quel punto per Kovar il campionato ceco iniziare a risultare stretto e dunque nell’aprile 2013 arriva il passaggio ufficiale in KHL al Metallurg Magnitogorsk, con un biennale che il club russo prolungherà poi sino alla primavera 2018.

Il suo impatto in KHL è immediato. La prima stagione è caratterizzata dall’eccezionale bilancio di 94 punti in 75 partite, numeri in regular season inferiori solamente a quelli del fenomeno e compagno di squadra Sergei Mozyakin. Con il Metallurg alza subito al cielo la Gagarin Cup, guadagnandosi anche la selezione per l’All Star Game ed il titolo di giocatore straniero più produttivo della lega.

Kovar parteciperà poi all’All Star Game anche nel 2015/16 e 2016/17, “bissando” la vittoria della Gagarin Cup nel 2016 e guadagnadosi di nuovo un sacco di riconoscimenti personali. Nel 2016/17 è nuovamente il top scorer dei playoff, ed è stato anche premiato con l’Iron Man Award, riconoscimento assegnato al giocatore in pista per il maggior numero di partite sull’arco dei precedenti tre campionati (nel suo caso 177 match di regular season e 51 di playoff).

La NHL resta un sogno irraggiungibile

Mai draftato e già 28enne, la passata estate Kovar ha messo tutte le sue carte sul tavolo ed ha tentato di raggiungere il sogno della NHL firmando un contratto one-way di un anno per 2 milioni di dollari con i New York Islanders.

Con la franchigia di Brooklyn il ceco ha affrontato training camp e preseason, ma ad inizio ottobre gli Islanders hanno optato per rescindere il suo accordo. Nel mezzo la concorrenza era infatti troppo agguerrita – Barzal, Nelson, Filppula e Cizikas erano tutti davanti a lui – e coach Barry Trotz ha sottolineato le lacune nel pattinaggio al momento della sua partenza.

Kovar aveva inoltre evidenziato delle difficoltà nell’adattarsi allo stile di gioco – e anche di vita – nordamericano, ma nonostante questo ha insistito accettando il tryout propostogli dai Boston Bruins.

Durante quel periodo Kovar ha fatto bene, ottenendo 10 punti in 12 partite con il farm team dei Providence Bruins, ma una volta arrivata a scadenza la prova il club del Massachusetts ha deciso di non rinnovargli la fiducia. Le trattative sono andate avanti per un po’, ma senza esito.

Kovar è così tornato a casa e ritrovato ritmo con il Plzen, prima di giocare un ottimo Mondiale in cui ha firmato cinque gol e cinque assist con la Nazionale ceca, risultando uno dei migliori giocatori in combutta con nomi come quelli di Voracek, Frolik e l’ex biancoblù Kubalik.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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