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Lugano

I nuovi volti della NLA 2019/20: il bianconero Atte Ohtamaa

Con Kapanen alla ricerca di stabilità in difesa, il possente difensore finnico ha firmato un try-out fino a novembre con il Lugano. Campione del mondo in carica, Ohtamaa ha un ricco palmarès internazionale

© yle.fi

I nuovi volti della NLA 2019/20: il bianconero Atte Ohtamaa

ATTE OHTAMAA


Età: 31
Posizione: D
Altezza: 190 cm
Peso: 100 kg
Tiro: left

Nazionalità: 🇫🇮

Provenienza: Kärpät (Liiga)
Draft:
Contratto: Sino al 3 novembre

Chiamato a mettere una pezza

Durante questa fase di preseason a Lugano sono emersi alcuni problemi sul piano difensivo, il sistema portato da Sami Kapanen ha scoperchiato qualche limite individuale nella retroguardia bianconera e la direzione sportiva non si è tappata le orecchie al primo campanello di allarme.

Ecco perché in riva al Ceresio è sbarcato Atte Ohtamaa, colosso da un metro e novanta per un quintale netto. Il difensore laureatosi campione del mondo a Bratislava pochi mesi fa è a Lugano con un try-out fino a novembre, sfruttando la clausola nel suo contratto con il Kärpät – di cui, tra l’altro, era il capitano – che gli avrebbe permesso di cercarsi una sistemazione all’estero.

Detto, fatto, il 31enne non ci ha messo molto a rispondere alla chiamata del connazionale Sami Kapanen, per aiutarlo a capire se sarà il profilo giusto con cui alzare il livello di impermeabilità difensiva del Lugano.

Grande, forte e di carattere

Difensore roccioso, che sa sfruttare il proprio fisico e dall’ottima lettura del gioco, Ohtamaa non lo vedremo dirigere un power play con la naturalezza di un blueliner o spingersi in avanti per grandi discese offensive – nonostante una discreta produzione di punti e sia stato utilizzato anche in superiorità in alcune squadre – ma garantisce tanta stabilità e grande lavoro in chiusura.

Descritto dagli addetti ai lavori finnici come un giocatore dall’eccellente etica del lavoro e come un uomo spogliatoio, possiede grandi doti da leader, che non a caso lo hanno fatto diventare capitano del Kärpät nella passata stagione.

Al termine dei campionati mondiali di Bratislava Ohtamaa ha comunicato al suo club che avrebbe fatto valere la clausola d’uscita e, pur non considerandolo per la stagione alle porte, la squadra di Oulu gli ha permesso di svolgere la preparazione con la formazione U20.

Fedele alla sua terra

Sin dalle giovanili, vista la stazza e la propensione al gioco fisico, è stato naturale per il nativo di Nivala – cittadina appena a nord della regione di mille laghi – diventare un giocatore di ruolo, un difensore con compiti fissi prettamente difensivi e muscolari.

Dopo aver mosso le prime pattinate nei Nivala Cowboys, Ohtamaa è passato alle giovanili del Kärpät a Oulu, città capoluogo della sua regione, e da lì non si è mosso per dieci anni. A far esordire in prima squadra Ohtamaa è stato l’attuale coach del Berna Kari Jalonen, nella rosa che si sarebbe poi laureata campione finlandese tra le cui fila giostravano tra gli altri anche l’ex biancoblù Janne Pesonen, l’ex losannese Hannes Hyvönen e un certo Tommi Paakkolanvaara.

Dopo un paio di anni di gavetta tra prima squadra, seconda divisione e U20, il roccioso difensore diventa titolare stabile degli Ermellini fino alla stagione 2014/15, periodo nel quale due volte campione finlandese e, alla prima partecipazione, si mette al collo la medaglia d’argento mondiale a Minsk.

Proprio in quell’edizione Ohtamaa viene inserito nei tre migliori giocatori della Finlandia assieme al portiere Pekka Rinne e Jori Lehterä.

La KHL finnica chiama

Dopo la prima parte di carriera spesa nel “suo” Kärpät, Ohtamaa non resiste alla corte dello Jokerit di Erkka Westerlund, suo coach in nazionale che sta mettendo in piedi lo squadrone di Helsinki prossimo al passaggio in KHL.

Dopo una prima buona stagione, chiusa al quinto posto e con l’eliminazione in semifinale di conference, lo Jokerit arriva addirittura terzo in regular season l’anno successivo, salvo poi incassare la grossa delusione dell’eliminazione al primo turno dei playoff dopo aver partecipato anche alla Coppa Spengler.

Intanto Ohtamaa diventa un punto fisso della Nazionale e nel 2016 si mette al collo il suo secondo argento dopo la finale persa di nuovo contro la Russia a Mosca, in una squadra che vedeva tra le proprie fila anche il suo futuro compagno Jani Lajunen e talenti del calibro di Patrik Laine, Sebastian Aho, Aleksander Barkov e altri ancora.

La coppa con “coach Byl” e la Bratislava d’oro

Al termine della seconda stagione ad Helsinki decide di vestire per la prima volta la maglia di un club estero, restando però in KHL, firmando per il Bars Kazan.

Nella squadra allenata da un’altra vecchia conoscenza bianconera, tale Zinetula Bilyaletdinov, il finnico si ritaglia subito uno spazio importante in un top team della superlega russa e anche lui contribuisce a portare il club ai vertici.

Nella prima stagione la squadra di “coach Byl” termina la sua corsa in finale di conference ma nella successiva arriva ad alzare la Gagarin Cup laureandosi campione di KHL, con Ohtamaa premiato quale miglior difensore della serie di finale.

Dopo il trionfo in KHL Ohtamaa ritorna in patria e al suo Kärpät, firmando un contratto fino al 2023 con la squadra diretta da Mikko Manner. Dopo una stagione conclusa con la finale di campionato persa contro l’HPK, Ohtamaa si riscatta al meglio con i già citati mondiali di Bratislava, mettendosi la medaglia d’oro al collo.

Al termine di quell’esperienza il 31enne decide quindi di lasciare Oulu per una nuova esperienza all’estero, la strada questa volta lo ha portato a Lugano dal suo connazionale Sami Kapanen.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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