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HSHS Top Five: i migliori portieri della NLA in vista del campionato 2020/21

Con l’inizio della stagione che finalmente si sta avvicinando, ecco i migliori giocatori che vedremo sul ghiaccio a partire dal mese di ottobre. La concorrenza è serrata in ogni posizione, oggi diamo un’occhiata ai portieri

Il campionato 2020/21 si avvicina finalmente a grandi passi e, nonostante le restrizioni che caratterizzeranno la stagione, sul ghiaccio si prospetta un torneo avvincente ed imprevedibile.

In vista del primo ingaggio, in calendario il 1 ottobre, abbiamo selezionato le individualità di maggior spicco della NLA, con l’obiettivo di individuare quelli che si pensa saranno i migliori giocatori per ogni posizione. Oggi parliamo dei portieri.

5. IVARS PUNNENOVS

Il 26enne di Riga negli ultimi anni è cresciuto parecchio, fino a prendersi lo spazio principale nella porta del Langnau a discapito del neo biancoblù Damiano Ciaccio dopo anni di dualismo.

Il lettone mostra sempre più sicurezza nei suoi interventi, arrivando a mantenere ottime percentuali di parate e i gol a partita sui 2,5 di media, oltre ad aver sfoderato due shutout, tanti quanto colleghi più quotati come Jonas Hiller e Reto Berra.

Non è una star tra i portieri, ma in un Langnau pesantemente debilitato dalla smobilitazione dei suoi top player come Pesonen e DiDomenico, Punnenovs rimane un punto fermo da cui ripartire e al quale aggrapparsi in vista di una stagione che si annuncia molto difficile.

4. TOMI KARHUNEN 

Arrivato nella Capitale per tentare di mantenere a galla la traballante barca bernese dopo la brutta esperienza di Niklas Schlegel, il portiere finnico non ha potuto evitare i playout alla sua squadra, ma su di lui c’è poco da rimproverare se si vanno a vedere le cifre e la regolarità di rendimento.

Nelle 27 partite disputate con la maglia degli orsi il 30enne ha mantenuto una media di 2,20 reti incassate a partita (secondo dietro a Tobias Stephan) e la miglior media di parate ad incontro con il 92,53%. Meno performante nei rigori, con solo 11 parate su 19 duelli, ma in quella metà stagione abbondante disputata alla PostfinanceArena da par suo ha mostrato di saper valere il posto da straniero in porta, ruolo che risulta sempre delicato.

3. LEONARDO GENONI

Il suo passaggio dal Berna allo Zugo aveva rappresentato una delle più importanti operazioni di mercato degli ultimi anni, ed inizialmente Genoni ci ha messo un po’ ha ritrovare brillantezza con la maglia dei tori.

Nella prima parte di campionato ha giocato diversi incontri al di sotto del 90% di interventi (anche in seguito ad alcune noie agli adduttori), ma da dicembre ha preso le misure ed è tornato ad essere quel portiere capace di vincere addirittura cinque titoli nazionali.

L’emergenza sanitaria gli ha impedito di rincorrere con lo Zugo l’obiettivo di arrivare fino in fondo, ma rimane il portiere svizzero più vincente dell’era moderna. Ha chiuso la passata regular season con il 91.7% di parate e 2.26 reti incassate ad incontro, firmando cinque shutout (record di lega) e mostrandosi brillante nei rigori (6 gol incassati su 28 esecuzioni).

2. TOBIAS STEPHAN

Gli anni passano ma la costanza di Tobias Stephan è una delle grandi certezze del nostro campionato. Il portiere del Losanna ha infatti sempre saputo assicurare delle prestazioni di alto livello con una regolarità impressionante, ed anche la prima stagione a guardia della porta vodese non ha fatto eccezione.

Con una media di appena 2.15 reti concesse ad incontro (primato di lega) si è reso protagonista della sua miglior stagione degli ultimi dieci anni, il tutto con una percentuale di parate del 92.44% che solamente Karhunen ha saputo migliorare (92.53).

Il suo stile è sicuramente meno spettacolare rispetto a quello di alcuni suoi colleghi, ma ha nel senso della posizione e nella grande calma i suoi punti di forza.

1. RETO BERRA

Nella passata stagione era risultato fondamentale nella qualificazione ai playoff del Friborgo, riuscendo a mantenere una percentuale di parate del 92.43% (terza di lega) nonostante sia stato il portiere più impiegato in assoluto (2’615 minuti) e quello più sollecitato (1’361 tiri fronteggiati, oltre 31 a partita).

Ha vissuto alcuni alti e bassi, ma nei momenti fondamentali della stagione ha saputo sfoderare delle prestazioni decisive, e questo è ciò che si chiede ad un portiere della sua caratura. Con il torneo alle strette finali è salito in cattedra con il 95.45% di salvataggi nelle ultime cinque partite, quando aveva bloccato 147 tiri su 154.

Dal suo ritorno in Svizzera nel 2018 è stato in assoluto il portiere più utilizzato, con ben 2’632 minuti giocati negli ultimi due anni, ma nonostante questo ha mantenuto statistiche di alto livello con il 92% di interventi e 2.21 reti concesse ad incontro.


MENZIONI SPECIALI

Gauthier Descloux (Ginevra): La stagione alle porte potrebbe essere quella della consacrazione per Descloux, ormai da anni considerato uno dei maggiori talenti elvetici nel ruolo. La scorsa stagione in 17 partite ha tirato fuori numeri eccellenti, con ben il 93,37% di parate e solamente 2,08 reti incassate per partita. Anche Patrick Fischer ha cominciato a mettere gli occhi su di lui, dovrà dimostrare di saper reggere da solo la porta del Servette, ormai senza più l’ombra forse un po’ ingombrante di Robert Mayer.

Niklas Schlegel (Lugano): Partito da Berna in fretta e furia dopo la magra esperienza in una squadra in difficoltà e che aveva messo sulle sue spalle la pesante eredità del dopo-Genoni, lo zurighese si è ripreso alla grande, mostrando i numeri migliori a Lugano. Il 26enne è uno dei portieri più agili e tecnici della National League, qualità con le quali compensa una certa mancanza di stazza e nelle 22 partite giocate in bianconero ha scritto questi numeri: 93,1% di parate (quattro partite oltre il 95%) e soli 1,8 gol subiti a partita con uno shutout.

Sandro Zurkirchen (Lugano): Nel dualismo con Niklas Schlegel forma una delle coppie più competitive del campionato e seppur autore di una certa flessione dopo Natale nello scorso torneo l’ex portiere di Zugo, Ambrì Piotta e Losanna ha confermato di essere un giocatore ormai nel pieno della maturità. I numeri della scorsa stagione non dicono tutto di lui con solo il 90,7% di parate, ma in quel terribile autunno prima dell’arrivo di Serge Pelletier, “Zuri” ha tenuto la squadra sopra il pelo dell’acqua più e più volte, salvandola da un vero e proprio naufragio e dimostrando di aver fatto grossi passi avanti anche sul piano mentale.


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